Storace (la Destra) risponde a Zingaretti: “La balla del debito sanitario, la sinistra ha speso senza aprire ospedali”
Zingaretti infatti questa mattina, anche lui attraverso il suo sito, nel presentare il suo programma di sanità ha scritto, tra le altre cose, che quella del Lazio: “È la storia di una lunga stagione di malasanità, nella quale il debito cresceva fino a diventare un macigno di oltre 10 miliardi sulle nuove generazioni, e senza neppure essere contabilizzato perché, ai tempi della giunta Storace, non venivano presentati nemmeno i bilanci delle As”
Pronta la replica di Storace che afferma: “Ha fatto bene Zingaretti a scrivere immagina sui suoi manifesti. Lui immagina di dire la verità solo perché ripete a pappagallo quanto gli scrivono i suoi compagni. Immagina di diventare così presidente del Lazio. In realtà è solo uno che ha molto da imparare. Ma siccome ormai racconta ogni giorno – è l'ultimo a crederci, è il giapponese della nostra regione – la storiella del debito sanitario, da oggi gliela spiego io. Gliela imparo, come dice nelle sue conferenze stampa in un italiano claudicante. La tabella che pubblichiamo in questa pagina spiega in maniera eloquente quanto ha speso l'amministrazione Marrazzo nei cinque anni di governo della sinistra”.
“Se spendere è debito – spiega Storace –, lorsignori ne hanno prodotto nove miliardi ma, a differenza nostra, senza aprire un solo ospedale e aggravando di tasse il trattamento fiscale di milioni di cittadini del Lazio. Mi piacerebbe una chiacchierata con Nicola Zingaretti sul tema. Vorrei chiedergli, ad esempio, se per lui la salute è un diritto o un costo. Per noi è un servizio da tutelare ad ogni costo. Loro si lamentano del debito e poi dei tagli per rientrare. Decidetevi: o vi lamentate del debito o vi lamentate dei tagli. Non potete piangere per entrambe le cose. Poi vorrei sapere un'altra cosuccia. Ad esempio, aprire gli ospedali quando mancano, è una colpa o un merito?”.
“Nella mia amministrazione – prosegue Storace –, quella che il presidente della provincia di Roma ha cominciato ad attaccare dopo aver letto i sondaggi che pure bolla come fasulli, abbiamo dato sanità alla popolazione. Il Sant'Andrea chiuso per trent'anni era da mantenere sbarrato ai malati? Il Policlinico di Tor Vergata non si doveva aprire? Il Campus Biomedico andava abbattuto? I paraplegici gravissimi dovevamo lasciarli in mezzo alla strada o facemmo bene a restituire loro il Cpo di Ostia? Aver ricreato condizioni di decenza al San Camillo come al San Giovanni, al San Filippo Neri come al Pertini, è stata colpa grave? Aver posto fine al calvario dei malati di tumore e delle loro famiglie costretti ad emigrare a Milano, consentendo invece a loro di potersi curare al Regina Elena è stato un errore? La vostra sinistra, compagno Nicola, ha lasciato dodici miliardi di debito ad Alemanno. Avete detto che erano investimenti per la metropolitana. Quelli per gli ospedali non vanno bene? Alla provincia di Roma Zingaretti ha speso 279,5 milioni di euro nostri, del popolo, per un palazzo in cui ospitare gli uffici dell'ente, che è in via di scioglimento. È un investimento o una crepa? E ancora, la balla sul debito regionale ha un'altra perla. Si dice che al 31 dicembre 2005 la Corte dei conti ha segnalato a dieci miliardi i buffi della sanità laziale. Prima nulla? Nel 2005 (disavanzo, 1 miliardo e 778 milioni) ho governato solo quattro mesi, poi ad aprile arrivò Marrazzo, il cui disavanzo e' stato di 2 miliardi nel solo 2006, quasi 1,7 l'anno successivo, più di 1,7 nel 2008, 1,5 nel 2009. La cifra diventa di un miliardo nel 2010 quando ad aprile arriva la Polverini”.
“Chi spende e chi risparmia? – conclude Storace – La differenza con me è che con gli stessi quattrini noi abbiamo aperto ospedali e abbassato le tasse, loro, i compagnucci di Nicola, hanno alzato le tasse e fatto marcire la sanità. Sono quelli che applaudivano entusiasti il professor Monti e il suo governo fino al giorno in cui ne sono stati mollati. Con Monti il debito pubblico è salito in un anno di oltre cento miliardi di euro. In pratica, dieci miliardi al mese, non ogni cinque anni. Trecento milioni al giorno. E ancora parlate….”
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11 Gennaio 2013
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