Le reazioni degli esperti

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Rezza: “Accordo pandemico importante, anche se ridimensionato”
L’Accordo pandemico dell’Oms  “è sicuramente una importante novità anche se, rispetto al trattato originariamente proposto, è molto meno ambizioso. La stessa definizione di ‘accordo’ è molto più morbida rispetto a quella di ‘trattato’. Pesa inoltre sull’accordo la freddezza di alcuni Paesi, fra i quali il nostro (insieme a diversi Paesi dell’Est europeo), e l’incertezza sull’eventuale adesione da parte degli Stati Uniti”.

Così Giovanni Rezza, professore straordinario di Igiene e Sanità pubblica all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano, sull’accordo raggiunto dall’Assemblea dell’Organizzazione mondiale della sanità sulle modalità per affrontare le pandemie.

Il punto saliente dell’accordo “è rappresentato dal Pabs, una sorta di meccanismo di scambio o compensazione in base al quale i Paesi poveri di risorse – fra l’altro a maggior rischio per quanto riguarda l’emersione di nuovi virus pandemici – favorirebbero la disponibilità di campioni biologici in tempi rapidi in cambio di un accesso a una quota di farmaci e vaccini ancora da definire”, evidenzia Rezza. Il ridimensionamento dell’accordo, precisa, “da una parte risponde alla richiesta di mantenere sovranità da parte degli Stati membri, che non desiderano una imposizione di misure parte di un organismo sovranazionale. Ma pesa anche una certa perdita di credibilità dell’Oms che, anche a causa di ristrettezze economiche, si trova di fronte a una riorganizzazione che prevede anche una riduzione dello staff con il rischio di tagliare sulla base di equilibri geopolitici più che sul merito”. Quindi, “bene che si raggiunga un accordo su un argomento tanto delicato quanto importante, anche se i risvolti concreti potranno solo essere verificati nel tempo”. E per quanto riguarda il nostro Paese, che si è astenuto nella votazione sull’accordo, “comunque il voto non preclude l’adesione: è un segnale politico svincolato dalla possibilità di aderire”, conclude Rezza. 

Ricciardi: “Accordo pandemico miglior compromesso possibile”
“L’Accordo pandemico trovato dall’Organizzazione mondiale della sanità è il miglior compromesso possibile dopo 3 anni di lavoro diplomatico intensissimo”. Si tratta “un grande successo perché mettere insieme quasi 200 Paesi non è stata un’impresa facile, per questo è un motivo di grande soddisfazione”.

Così Walter Ricciardi, docente di Igiene all’università Cattolica di Roma, che evidenzia come il lavoro fatto dal maggior organismo internazionale di sanità è stato quello, in gran parte, di “combattere la rimozione e affrontare questi problemi globali che non è possibile affrontare se non con la collaborazione internazionale. Chiaramente quelli delle malattie infettive, ma direi tutti quanti quelli legati alle problematiche di salute”. Per Ricciardi, però, la posizione dell’Italia – che si è astenuta da voto ribadendo la sovranità dei singoli Stati – “è un po’ imbarazzante, perché di fatto quello che si dice è una ovvietà, cioè che nessuno deve entrare nella sovranità nazionale rispetto alle decisioni. Ma bisogna prendere atto che le decisioni nazionali devono in qualche modo essere inquadrate in un contesto collaborativo internazionale: nessuno da solo è in grado di combattere le grandi sfide, meno che meno quelle delle pandemie”, continua Ricciardi secondo il quale “tutto sommato l’Italia non fa una bella figura. La posizione del nostro Paese parla in politichese, non un linguaggio scientifico come dovrebbe essere. Sono parole politiche per dare soddisfazione all’elettorato sovranista e populista. Affermazioni che trovano il tempo che trovano. E’ ancora una volta uno specchio di un certo provincialismo con cui si affrontano le cose”

Bassetti: “Dovremmo essere tutti uniti e non dividerci”
“Non è un bel segnale se l’Italia si astiene sul Patto pandemico. Mi era sembrato che il ministro della Salute Orazio Schillaci avesse detto che l’Italia era parte integrante dell’OMS e quindi se sei parte sfilarsi su un argomento così importante ci isola da quello che è un contesto su cui dovremmo essere tutti uniti e non dividerci. Mi dispiace”.

Così Matto Bassetti, direttore Malattie infettive dell’ospedale policlinico San Martino di Genova.

Pregliasco: “Stupisce Italia astenuta”
“Sono un po’ incredulo e stupefatto che l’Italia abbia voluto astenersi per l’Accordo sulle pandemie dell’Oms” adottato oggi dall’Assemblea mondiale della sanità in corso a Ginevra, dopo il passaggio di ieri sera in Comitato. “D’accordo avere la necessità di precisarlo meglio, ma ribadire la sovranità di una nazione in un contesto in cui il Covid ci ha fatto vedere che bisogna lavorare insieme mi sembra un elemento non molto chiaro”. Lo evidenzia all’Adnkronos Salute il virologo Fabrizio Pregliasco, commentando la posizione espressa dall’Italia nel corso dell’esame del documento.

La delegazione tricolore, guidata dal ministro della Salute Orazio Schillaci, ha motivato ieri in una dichiarazione la scelta dell’astensione, spiegando di voler “ribadire la propria posizione in merito alla necessità di riaffermare la sovranità degli Stati nell’affrontare le questioni di salute pubblica”, pur apprezzando le sottolineature in questo senso contenute nel documento, e di voler continuare a collaborare con gli altri Stati membri dell’Oms per definire rimanenti questioni in sospeso.

Tutto questo “deve essere a mio avviso spiegato meglio dalle istituzioni – osserva il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’università Statale di Milano – E spero che, al di là di tutto, venga in qualche modo poi ratificato il documento, perché deve essere ratificato da almeno 60 Paesi”.

20 Maggio 2025

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