Gentile Direttore,
vorrei trattare il tema della demenza senile, un mondo complesso e sempre più diffuso nella popolazione italiana anziana. Nel nostro Paese, non solo i casi di demenza sono in aumento ma si stima che entro il 2050 arriveranno quasi a raddoppiare, passando dalle attuali 1,48 milioni di diagnosi a 2,3 milioni. Nonostante questa crescita a livello globale si regista un aumento della disinformazione sulla natura della malattia, sintomi e trattamenti.
Per questo, a Villa Serena, Casa residenza per anziani non autosufficienti con sede a Bologna, insieme ad una equipe multidisciplinare, troviamo il tempo per spiegare in modo chiaro anche ai famigliari i sintomi e le conseguenze della demenza, nonché le soluzioni, non solo farmacologiche, che adottiamo per dare un maggior benessere e miglior qualità di vita ai loro cari.
Cosa intendiamo con il termine demenza senile
Vale la pena partire dal significato del termine demenza senile: indica una riduzione progressiva delle funzioni cognitive (le capacità che ci permettono di percepire il mondo che ci circonda e di intrattenere relazioni con gli altri) che interferisce significativamente con lo svolgimento delle attività della vita quotidiana, con esordio nell’età avanzata.
Occorre però ben specificare. Questo termine a ombrello comprende:
– le forme degenerative primarie, causate dalla degenerazione delle cellule cerebrali: malattia di Alzheimer, demenza fronto-temporale e demenza a corpi di Lewy;
– le forme vascolari, causate da un ridotto afflusso di sangue al cervello, come avviene negli ictus ischemici o emorragici: demenza vascolare e mista;
– le demenze in corso di altre malattie neurologiche, come la malattia di Parkinson, la malattia di Huntington e altre patologie.
I sintomi della demenza si dividono in cognitivi e non cognitivi. I sintomi cognitivi derivano dalla compromissione delle funzioni cognitive:
– Memoria soprattutto a breve termine, con difficoltà a ricordare eventi recenti, nomi, appuntamenti, scadenze.
– Ragionamento e capacità di giudizio: difficoltà nel risolvere problemi abituali, prendere decisioni appropriate, nel valutare correttamente le situazioni.
– Linguaggio: incertezza e incapacità di trovare il termine giusto e talora di comprendere il significato delle parole
– Abilità esecutive: difficoltà a svolgere compiti abituali, come abbottonarsi un vestito o allacciarsi le scarpe.
– Orientamento nello spazio e nel tempo: smarrirsi su percorsi noti o in ambienti familiari, dimenticare la data.
I sintomi non cognitivi della demenza si suddividono a loro volta in sintomi psicologici e sintomi comportamentali, tutti racchiusi nell’acronimo anglosassone BPSD (Behavioural and Psychological Syntoms of Dementia).
I sintomi psicologici riguardano:
– Alterazione del contenuto del pensiero (deliri): i più frequenti sono la convinzione di essere derubati, la certezza che la casa in cui vive non sia la propria, che il proprio congiunto cospiri contro di lui, etc.
– Alterazione della percezione (allucinazioni e dispercezioni): le allucinazioni sono false percezioni in assenza di uno stimolo esterno reale: possono essere visive e uditive più frequentemente (vedere estranei nella propria casa, udire voci di bambini), olfattive o gustative più raramente ( avvertire odori inesistenti o sapori non in relazione con il cibo). Le dispercezioni sono errori di identificazione: come non riconoscere la propria immagine allo specchio o ritenere di avere in casa personaggi presenti nello schermo del televisore.
– Depressione: abbassamento del tono dell’umore fino al pianto o alla disperazione, la tendenza all’isolamento, sentimenti di inutilità, riduzione dell’appetito.
– Apatia: perdita di interesse nelle attività abitualmente apprezzate, minore intraprendenza nel sostenere conversazioni e confronti, disinteresse nelle attività degli altri, ritiro sociale.
– Ansia: irritabilità, sensazione di preoccupazione o paura, una manifestazione frequente è la richiesta ripetuta e incessante di notizie relative a un evento passato o futuro, paura di essere lasciato solo, talora con sintomi di accompagnamento come nodo alla gola, cerchio alla testa, vampate di calore, torcersi le mani.
I sintomi comportamentali della demenza
Comprendono iperattività motoria, agitazione, reazioni catastrofiche, disturbi del sonno e dell’alimentazione.
– Nell’iperattività motoria sono presenti irrequietezza, affaccendamento motorio afinalistico come girare per casa, comportamenti ripetitivi come vestirsi-svestirsi o aprire e chiudere i cassetti ripetutamente, pedinamento del famigliare che ha accanto.
– L’agitazione di può manifestare con comportamenti motori o verbali aggressivi (picchiare, tirare calci, sputare, offendere, insultare) o non aggressivi (tic, lamentele o vocalizzazioni persistenti).
– Le reazioni catastrofiche sono reazioni emotive improvvise ed eccessive sproporzionate rispetto all’evento che le ha scatenate, talora non riconosciute da chi si trova accanto alla persona malata (improvvisi scoppi di pianto, reazione aggressiva violenta).
– La disinibizione è l’agire d’impulso, in maniera inappropriata rispetto al contesto e talvolta senza autocontrollo né rispetto delle convenzioni sociali: parlare a estranei come se si conoscessero, fare apprezzamenti sessuali, usare un linguaggio volgare.
– I disturbi del sonno rappresentano una disregolazione del ritmo sonno-veglia e possono manifestarsi in difetto o in eccesso, con insonnia notturna, ipersonnia o inversione del ritmo (dormire durante il giorno ed essere svegli di notte).
– I disturbi dell’alimentazione possono riguardare la quantità di cibo assunto (iperfagia per l’eccesso, anoressia per la riduzione), i tempi e la frequenza dei pasti, oltre a modifiche di gusto e predilezione dei cibi, con frequente viraggio verso i cibi dolci.
La presenza dei sintomi psicologici e comportamentali comporta una significativa riduzione della qualità della vita della persona affetta da demenza e del caregiver rappresentando la principale fonte di stress assistenziale e una delle prime cause di istituzionalizzazione.
Una cura non solo farmacologica
La demenza è un “mondo” complesso, con tante sfaccettature da conoscere e approfondire. La cura di una persona affetta da demenza senile non può essere soltanto di tipo farmacologico.
È necessario anche stimolare la creatività con terapie occupazionali e attività ricreative e laboratoriali, come accade a Villa Serena, dove cerchiamo di svolgere un’assistenza personalizzata collaborando in team alla stesura di un Piano Assistenziale Individualizzato (PAI). Si tratta di uno strumento unico che permette l’interazione tra i professionisti (Medici, Infermieri, Fisioterapisti, Operatori Socio Sanitari, Educatori), l’ospite ed i suoi congiunti, nella prospettiva di una condivisione delle informazioni e delle rispettive conoscenze.
Il nostro obiettivo, di medici e in generale di sanitari che operano in questo delicato settore, deve essere quello di migliorare costantemente non soltanto la qualità tecnica del servizio e di tutti gli aspetti relativi alla cura, alla diagnostica e all’assistenza, ma anche gli aspetti comunicativi, relazionali e quelli legati al comfort.
Dott.ssa Maria Corneli
Medico geriatra CRA Villa Serena – Bologna