Carrozzine elettriche. Schillaci: “Riparazioni e sostituzioni a carico del Ssn. È un obbligo di legge”

Carrozzine elettriche. Schillaci: “Riparazioni e sostituzioni a carico del Ssn. È un obbligo di legge”

Carrozzine elettriche. Schillaci: “Riparazioni e sostituzioni a carico del Ssn. È un obbligo di legge”
Il ministro Schillaci ha chiarito alla Camera che la riparazione e sostituzione delle carrozzine elettriche è a carico del Servizio sanitario nazionale, come previsto dai Lea dal 2017. Nessuna compartecipazione è dovuta dagli assistiti: eventuali richieste in tal senso violano la normativa vigente. “I diritti delle persone con disabilità sono esigibili e tutelati dalla legge”, ha ribadito.

Durante il question time alla Camera, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha risposto all’interrogazione presentata dall’onorevole Marianna Ricciardi (M5S) riguardante la copertura delle spese per la riparazione e sostituzione delle carrozzine a motore elettrico. Schillaci ha chiarito che, secondo l’articolo 3, comma 2, dell’allegato 12 al DPCM del 12 gennaio 2017 sui Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), le regioni e le Asl sono tenute a stipulare contratti attraverso gare pubbliche per i dispositivi di serie degli elenchi 2A e 2B del nomenclatore Lea, che includono le carrozzine e gli ausili per la mobilità personale.

Il Ministro ha sottolineato che i capitolati di gara devono obbligatoriamente prevedere tre garanzie fondamentali: l’adattamento o la personalizzazione dei dispositivi da parte di professionisti sanitari abilitati, la manutenzione ordinaria e la riparazione o sostituzione dei componenti. Queste disposizioni sono in vigore dal 2017 e non sono state modificate dal nuovo decreto Tariffe del 2025, che ha sostituito il precedente decreto ministeriale n. 332/1999.

Schillaci ha evidenziato che alcune regioni hanno ulteriormente specificato nei loro tariffari di riferimento che la riparazione e la sostituzione dei dispositivi protesici, trascorsi i tempi minimi di garanzia, rimangono a carico delle aziende sanitarie e non dei cittadini. Pertanto, all’assistito non dovrebbe essere richiesta alcuna compartecipazione alla spesa per riparazioni o sostituzioni.

Il Ministro ha concluso affermando che se tali spese vengono richieste ai cittadini, come nel caso segnalato, significa che qualcuno non sta applicando correttamente le normative vigenti, il che non è accettabile. Ha ribadito che i diritti delle persone con disabilità non possono essere subordinati a interpretazioni discrezionali o a carenze organizzative territoriali, poiché sono diritti esigibili e garantiti dalla legge nazionale, che ogni amministrazione ha il dovere di rispettare.

La replica di Quartini. Grazie, Ministro. Noi stiamo parlando di presidi salvavita. Stiamo parlando di presìdi che consentono alle persone con disabilità di non essere segregate, di non essere isolate e di non essere confinate nei propri ambiti. Negare questa opportunità è un delitto. Credo che convenga con me, perché negare la possibilità di una sostituzione di una batteria o di pezzi di ricambio a una carrozzina elettrica è un delitto, è un crimine.

Il pasticcio è però evidente, perché ci sono alcune regioni che non vengono dietro alle raccomandazioni e agli obblighi di legge rispetto a questo. Ne cito una per tutti: la regione Veneto. Zaia, a suo tempo, ha risposto che, nel nuovo nomenclatore tariffario, non erano previste queste sostituzioni.

Io credo davvero che sia fondamentale, perché i prezzi che hanno sono insostenibili, sono proibitivi per le famiglie: per una batteria, si arriva a 680 euro, e non è neanche quello che guadagnano in un mese di pensione.

Credo che comunque potrebbe bastare una circolare esplicativa del Ministero per chiarire questo aspetto. Quindi, da questo punto di vista, seppur tardiva, accolgo con piacere questa sua risposta, ma vorrei che fosse un po’ più diretto con le regioni che questo centro-destra amministra

25 Giugno 2025

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