Gentile Direttore,
Slow Medicine ETS è stata sollecitata da alcuni soci a prendere posizione sul dilagare dei cosiddetti ‘pacchetti prevenzione’ proposti da laboratori, farmacie e cliniche private, senza la prescrizione di un medico. Si tratta un insieme di esami ematochimici, accertamenti strumentali e visite specialistiche proposti come ‘preventivi’, facendo credere che siano in grado di individuare la presenza di una malattia prima che provochi manifestazioni cliniche, in modo da poter iniziare un trattamento che eviterà la comparsa di sintomi e complicanze. Idea suggestiva senza dubbio, ma anche troppo semplice per sfidare la complessità biologica dell’interazione tra l’organismo e le malattie
Con la collaborazione di esperti e società scientifiche, gli Organi Collegiali di Slow Medicine ETS hanno scritto un documento (allegato) “Vera e finta prevenzione. Fare più check-up non significa ridurre il rischio di ammalarsi” inviato il 1° luglio al Ministro della Salute prof. Orazio Schillaci affinché: “ponga in essere interventi educativi e informativi che evidenzino i rischi di una diffusione incontrollata di test non necessari e interventi legislativi per riformulare le convenzioni con le strutture private su questi aspetti”.
Con questo documento non si vuole mettere in discussione l’utilità di eseguire esami mirati per indagare particolari condizioni o fattori di rischio di singoli pazienti in base alle specifiche indicazioni cliniche, né l’utilità di sottoporsi a screening di dimostrata efficacia nel ridurre l’incidenza di malattie gravi, ma la ricerca sistematica, indifferenziata e generalizzata di eventuali indicatori di malattie.
I ‘pacchetti prevenzione’ sono fuorvianti e pericolosi perché distolgono l’attenzione dei cittadini dal perseguire obiettivi di prevenzione primaria, come cambiamenti dello stile di vita e abitudini voluttuarie, perché non riducono il rischio di ammalarsi (come dimostrato da numerose ricerche randomizzate su soggetti sani nelle quali era stato confrontato un gruppo di adulti sottoposti a check-up con un gruppo di controllo,) perché possono indurre sovra-diagnosi (provocando un aumento delle liste d’attesa) e sovra-trattamenti (spesso inutili e talvolta dannosi). Sono però redditizi per chi li promuove perché avviano una filiera di ulteriori accertamenti e controlli, ma rappresentano una spesa superflua per i cittadini e uno spreco di risorse per il Sistema Sanitario Nazionale.
Slow Medicine ETS con questo documento intende sottolineare le illusorie attese di salute riposte nei ‘pacchetti prevenzione’ , invitando le istituzioni sanitarie pubbliche, le organizzazioni sindacali e le società scientifiche a non promuovere iniziative finalizzate all’esecuzione di test con finalità preventive al di fuori degli screening di riconosciuta efficacia e ad intervenire in maniera decisa nei confronti di tutti coloro che con messaggi accattivanti e ingannevoli illudono le persone di poter tutelare la propria salute, sottoponendosi ad una serie di test e di visite specialistiche potenzialmente dannosi.
Direttivo Slow Medicine ETS