Spesa sanitaria. Anche l’Istat lo certifica: “Spendiamo meno dei nostri partner europei”

Spesa sanitaria. Anche l’Istat lo certifica: “Spendiamo meno dei nostri partner europei”

Spesa sanitaria. Anche l’Istat lo certifica: “Spendiamo meno dei nostri partner europei”
Sotto di noi, tra i vecchi paesi europei, solo Spagna, Portogallo e Grecia. Il dato nella nuova edizione di "Noi Italia: 100 statistiche per capire il paesi in cui viviamo". Alla sanità dedicate 9 schede di approfondimento che illustrano i macro dati del settore. Dalla spesa alle abitudini alimentari.

"L'assistenza sanitaria, insieme alla previdenza, rappresenta un asse portante del welfare. Obiettivo dei sistemi sanitari nazionali è la promozione e il miglioramento delle condizioni di salute dei cittadini, da attuarsi mediante iniziative di educazione, prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione". E' così che l'Istat presenta il capitolo dedicato alla sanità nell'ambito del quinto rapporto  "Noi Italia: 100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo". Una fotografia del nostro Paese scattata attraverso 118 schede, 9 delle quali dedicati alla sanità (vedi link a fondo pagina), che rappresenta uno dei 19 settori presi in esame dall'Istat, tra i quali c'è l'istruzione, il lavoro, la protezione sociale, le infrastrutture e il turismo, solo per citarne alcuni.

Cosa ne emerge? "Gli indicatori sanitari – spiega l'Istat – misurano una realtà che, oltre a rappresentare una voce centrale nel bilancio dello Stato, sono soprattutto un elemento primario del sistema dell'assistenza sociale". In un contesto nel quale, "da oltre un decennio, in Italia e nell'Unione europea, il sistema sanitario è sottoposto a riforme che hanno come obiettivo la razionalizzazione delle risorse e il contenimento della spesa".

Spesa sanitaria pubblica, spesa sanitaria delle famiglie, offerta ospedaliera, mobilità ospedaliera, ospedalizzazione per tumori e malattie del sistema circolatorio, mortalità infantile, mortalità per malattie del sistema circolatorio, mortalità per tumori, fumo, alcol, obesità: i fattori di rischio. Queste i 9 indicatori scelti dall'Istat per descrivere la sanità italiana. Da cui emergono i seguenti dati:

La spesa sanitaria pubblica è di circa 112 miliardi di euro, pari al 7,1 per cento del Pil e 1.842 euro annui per abitante (2011). La spesa sanitaria pubblica italiana è molto inferiore a quella di tutti gli altri grandi paesi europei come si vede nella tabella qui sotto con i valori in dollari americani calcolati a parità di potere d'acquisto.
 
Spesa sanitaria pro capite – valori in dollari Usa a parità di potere d'acquisto


Paesi

2010


Paesi Bassi

4.050


Lussemburgo

4.021


Danimarca

3.800


Austria

3.349


Germania

3.331


Francia

3.061


Svezia

3.046


Regno Unito

2.857


Irlanda

2.585


Finlandia

2.422


ITALIA

2.359


Spagna

2.265


Portogallo

1.795


Slovenia

1.768


Grecia

1.731


Repubblica Ceca

1.578


Slovacchia

1.351


Ungheria

1.037


Estonia

1.020


Polonia

995

Le famiglie contribuiscono con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 19,5 per cento. La spesa sanitaria delle famiglie rappresenta l'1,8 per cento del Pil nazionale e ammonta a 909 euro per famiglia nel Mezzogiorno e a 1.163 euro nel Centro-Nord.

In tutte le regioni, tra il 2002 e il 2009 si è verificata una convergenza verso la media nazionale del numero di posti letto ospedalieri, passati da 4,3 a 3,5 per mille abitanti.

Nel 2010 le regioni sono state interessate da circa 597 mila ricoveri ospedalieri di pazienti non residenti (8,2 per cento del totale dei ricoveri ordinari per "acuti") e da oltre 535 mila ricoveri di pazienti provenienti da una regione diversa da quella di residenza (7,4 per cento, riferito ai soli residenti in Italia).

I tumori e le malattie circolatorie si confermano essere le principali cause di ricovero ospedaliero, con una scarsa variabilità a livello regionale.

In Italia, il tasso di mortalità infantile è di 3,4 decessi per mille nati vivi. Negli ultimi dieci anni il valore di questo indicatore ha continuato a diminuire su tutto il territorio italiano, raggiungendo valori tra i più bassi in Europa.

Le malattie del sistema circolatorio rappresentano la principale causa di morte in quasi tutti i paesi dell'Ue. In Italia, il tasso standardizzato di mortalità per queste cause è pari a 31,2 decessi ogni diecimila abitanti, quello relativo ai tumori è pari a 26,0 decessi ogni diecimila abitanti, con valori maggiori negli uomini (35,7) rispetto alle donne (19,4). I tumori sono la seconda causa di morte dopo le malattie del sistema cardiocircolatorio sia in Italia sia nel gruppo dei 27 paesi Ue.

Nel 2011 i fumatori ed i consumatori di alcol a rischio rappresentano rispettivamente il 22,3 e il 15,5 per cento della popolazione di 14 anni e più, mentre le persone obese sono il 10,0 per cento della popolazione di 18 anni e più.

23 Gennaio 2013

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