Gentile Direttore,
al ritorno delle vacanze ci ritroviamo con un problema nuovo, o meglio con gli effetti nuovi di un problema vecchio: la nascita di nuovi Corsi di Laurea Privati in Medicina. Da Quotidiano Sanità recuperiamo la Tabella con i nuovi posti previsti nei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia per l’Anno Accademico 2025/2026. Da questa Tabella si ricava che saranno 24.026 i posti disponibili per Medicina e Chirurgia nelle università statali e non statali per l’anno accademico 2025/2026, con un aumento di 3.002 posti in più rispetto al 2024/2025 e 8.191 rispetto al 2022. L’incremento è più alto tra le Università private (13,7%) rispetto a quelle pubbliche (12,1%), ma in realtà a colpire è l’incremento dei posti della Link Campus University che passa dai 320 dell’anno precedente agli 800 di quest’anno con un incremento del 60%. Se si va a guardare il Decreto 600 del 7 agosto scorso del MUR con il dettaglio dei posti per Università e per sede si vede che gli 800 posti della Link Campus University si distribuiscono in 6 sedi di cui 5 con 75 posti (Fano, Frosinone, Novedrate, Savona e Ascoli Piceno) e una con 380 posti (Roma). Per tutte queste sei sedi il Decreto riporta che si trovano in fase di accreditamento. Se poi si entra nel sito della Link Campus University si vede come i posti alle prove di ammissione per l’Anno Accademico 2025/2026 sono molti di meno e per un numero ridotto di sedi: 91 a Roma, 80 a Novedrate (provincia di Como) e 80 a Fano.
Ci sono molti aspetti che mi sfuggono come ad esempio la gestione dei posti previsti nella programmazione del MUR e non messi a bando, ma quello su cui mi interessa qui ragionare è il senso di questa scelta di un aumento dei posti a Medicina nelle Università private contestuale alla scelta di frammentarne la distribuzione. Un problema particolarmente evidente nella Regione Marche che si ritrova ad avere due nuove sedi di 75 posti l’una mentre al Corso di quest’anno di Medicina alla Università Politecnica delle Marche pubblica è stato riconosciuto un aumento di 34 posti per un totale di 410. Io ritengo che questa scelta di aumentare il numero dei “piccoli” Corsi di Laurea privati in Medicina sia tecnicamente sbagliata e sia espressione di scelte politiche di tipo populista che vanno combattute. Non è un caso, come ho avuto a suo tempo modo di raccontare con alcuni interventi qui su QS di cui (ecco il link all’ultima puntata), che questa scelta è stata fatta nelle Marche con il parere contrario dei Rettori e dei rappresentanti degli studenti, ma con il sostegno della Giunta di centrodestra che governa le Marche.
Considerazioni “ideologiche” a parte, i motivi tecnici per cui questa proliferazione di piccoli Corsi privati di laurea in Medicina vanno valutati criticamente sono diversi e nascono tutti dalla considerazione che la formazione medica non è un processo produttivo che si può delocalizzare in base a considerazioni economiche (come l’impatto dell’indotto che una nuova sede universitaria genera), ma innanzitutto come un processo culturale la cui qualità dipende da fattori come la possibilità di legare la formazione universitaria ad una significativa attività di assistenza e ricerca e alla possibilità di garantire esperienze di formazione interprofessionale. Aggiungiamoci anche che una priorità del Ssn attuale è quella di orientare la formazione dei professionisti verso una sanità che torni più pubblica. Non sono certo le piccole Università private fatte crescere come funghi a dare maggiori garanzie rispetto a questi criteri.
Non vi è alcun dubbio che le procedure formali per l’accreditamento di questi nuovi Corsi di laurea privati siano state rispettate dalle nuove sedi dei Corsi di Laurea in Medicina privati e che pure lo saranno da quelle che partiranno in futuro. E’ la logica complessiva che non convince, a meno di non leggerla politicamente. Nelle Marche il disegno è chiaro: la Giunta ha tra i suoi cavalli di battaglia in questo anno di elezioni regionali quello della carenza dei medici generata dai precedenti Governi e dalle precedenti Giunte. Per questo ha finanziato più posti ai Corsi di formazione dei Medici di Medicina Generale (che però vanno deserti) e più posti alle Scuole di Specializzazione (che pure vanno deserti nelle Scuole dei cui specialisti il Ssn ha più fame come quelli in medicina dell’emergenza-urgenza). L’apertura dei due nuovi Corsi di Laurea privati è un’altra carta da giocare sul piano del consenso elettorale tanto più quanto si sposa con lo slogan populista di una sanità più attenta ai territori, che nella cultura del centrodestra che governa le Marche vuol dire ospedali ovunque e, da adesso in poi, Corsi di Laurea in Medicina diffusi.
Si parla spesso con una espressione un po’ logora di privatizzazione strisciante della sanità. Bene, adesso che la privatizzazione è entrata nella Accademia nelle Marche non ci sarà più nemmeno bisogno di farla strisciare.
Claudio Maria Maffei