Fermo, non respiri!  

Fermo, non respiri!  

Fermo, non respiri!  

Gentile Direttore,
nell’epoca della moltiplicazione a dismisura dei sistemi di comunicazione, dei social media e dell’intelligenza artificiale, tutti sistemi per cui alte erano e restano le aspettative (forse più per indebito fascino da attrattiva della novità) per i professionisti della salute,

sembra che invece un parallelo emergente problema sia proprio quello delle relazionalità e della comunicazione personale a tutti livelli, ed in particolare proprio con i destinatari delle attività sanitarie. Per fare un importante esempio extra-sanitario idoneo ad inquadrare la questione è sufficiente considerare il peggioramento, dovuto all’utilizzo forse improprio se non proprio esagerato di social, chat, e forum, delle relazioni interpersonali uomo/donna; oppure si può semplicemente osservare i comportamenti anche in luoghi (classico: la palestra) che un tempo erano anche di ritrovo e socializzazione e che ora non lo sono quasi più soprattutto per colpa di cuffiette wireless, servizi streaming e webradio. Gli indotti isolamento, distrazione e desuetudine alla socialità sono tali che se vuoi essere sicuro della comprensione di un qualsivoglia contenuto verbale è meglio ripeterne più volte l’enunciato.

In ambito sanitario la c.d. “comunicazione efficace” costituisce uno dei più importanti “tomi” oggetto di studio sin dall’ambito didattico, in quanto trasforma quella che sarebbe una comunicazione impersonale in una di carattere personale ed anche riservata. Pure sembra non si tenga troppo conto delle dinamiche in atto e conseguenti sviluppi delle solitudini sociale ed emotiva, che costituiscono vere e proprie “barriere alla comunicazione”.

A tutto ciò si aggiungono uniformemente ulteriori problemi discendenti da una certa caduta di autorevolezza e fiducia delle figure di alcuni sanitari, che quindi devono fronteggiare ulteriori difficoltà nella gestione dei propri pazienti. Gli ambiti in attenzione sono la raccolta delle informazioni anamnestiche e l’istruzione sulla esecuzione delle indagini.

In ambito radiologico – stanti alcune storture già qui illustrate e rimaste irrisolte – la difficoltà maggiore sta nel far comprendere situazioni anche note e non proprio poco intuibili, in primis quella di portare in visione tutta la documentazione radiologica e non, utile alla refertazione, malgrado anche ogni avviso di preparazione presente in ogni incartamento o sito delle aziende sanitarie pubbliche e private. L’analisi degli eventuali esami precedenti è di fondamentale importanza per il corretto inquadramento clinico-anamnestico e la migliore interpretazione dei reperti, sia che l’esame sia in convenzione SSN che in regime di solvenza: la solvenza non comporta alcuna differenza tecnico-operativa.

In secundis, la fase di esecuzione vera e propria delle procedure: in questa la difficoltà maggiore che si incontra trasversalmente alle diverse tecniche diagnostiche ed anche alle differenti età dell’utenza è quella di far mantenere una data posizione in perfetto immobilismo per la durata dell’intero esame o delle fasi parziali componenti. Qui si aggiunge un ulteriore limite durante il posizionamento, ove è fondamentale la collaborazione del paziente, che deve assecondare il posizionamento e non contrastarlo: movimenti istintivi (agiti anche da chi per la prima volta si sottopone ad una data procedura) ed involontari (da impulso difensivo) possono rovinare definitivamente la raccolta iconografica e rendere necessaria una nuova acquisizione, che nel caso di esami radiologici determina ulteriore esposizione alle radiazioni, e nelle procedure più complesse a parallele aggiuntive somministrazioni di mezzo di contrasto, laddove sia utile o irrinunciabile la ripetizione, salvo diversa valutazione medica.

Queste fasi esecutive dell’esame vengono in concreto e da sempre svolte NON dai medici radiologi, ma dai tecnici radiologi, malgrado un impianto normativo che sostanzialmente vedrebbe invece i primi ad assolvere le funzioni di raccolta del consenso informato e di giustificazione ed ottimizzazione dell’esame. Verrebbe pertanto da chiedersi se alle difficoltà di natura sociologica già su descritte non vi siano aggiuntivi motivi di “gerarchia della fiducia”, ove potrebbe eventualmente sussistere una maggiore propensione, sia a condividere informazioni dettagliate, sia ad eseguire le indicazioni con maggiore attenzione, in un coinvolgimento indotto da una maggiore autorevolezza della figura professionale.

Quando in passato si è qui insistito sia sui danni arrecati ad una intera categoria professionale a partire dalla emanazione del d. lgs. 187/2000, sia sulla inadeguatezza dell’establishment dell’epoca a riconoscere e denunciare le gravissime potenziali conseguenze di atti normativi apertamente anticostituzionali (ormai siamo ad un complesso “combinato disposto”), sia sul comprovato mero dilettantismo di coloro che si sono anche pavoneggiati di ritenere che «l’autorevolezza della professione non passasse dal riconoscimento normativo», governando in tal guisa la federazione nazionale dei TSRM per più lustri, certamente si presagiva una vera “Destituzione Istituzionale” del Tecnico di Radiologia, che in certi particolari casi oggi gode, in un mondo sanitario dove tutte le altre professioni non mediche avanzano e si evolvono, anche di una reputazione da ultrasottoposto, che non ha alcuna titolarità sul proprio operato.

Una volta, tanto tempo fa, bastava dire: «Fermo, non respiri!».

Dott. Calogero Spada
TSRM – Dottore Magistrale
Libero professionista

Calogero Spada

18 Settembre 2025

© Riproduzione riservata

Elisoccorso. Siaarti: competenze documentate, appropriate al contesto e mantenute nel tempo
Elisoccorso. Siaarti: competenze documentate, appropriate al contesto e mantenute nel tempo

Gentile Direttore,la recente interrogazione al Consiglio della Provincia Autonoma di Trento ha riacceso la discussione sulla composizione delle équipe di elisoccorso (HEMS) e, in particolare, sull’impiego dei medici di Medicina...

Scienza e politica: dal conflitto al confronto costruttivo
Scienza e politica: dal conflitto al confronto costruttivo

Gentile Direttore,era settembre dell’anno scorso quando il Presidente Donald Trump dichiarò, con toni allarmistici, che l’uso del paracetamolo in gravidanza avrebbe potuto compromettere il neurosviluppo del bambino, aumentando il rischio...

Delega professioni. Il personale delle strutture sanitarie accreditate è il grande assente
Delega professioni. Il personale delle strutture sanitarie accreditate è il grande assente

Gentile Direttore, con il disegno di legge delega in materia di professioni sanitarie e responsabilità professionale sembra iniziare quella revisione del Ssn da tempo attesa. In particolare, a proposito delle...

Linea guida sull’arresto cardiaco, un traguardo di coesione multidisciplinare e rigore scientifico
Linea guida sull’arresto cardiaco, un traguardo di coesione multidisciplinare e rigore scientifico

Gentile Direttore,lo scorso 26 gennaio è stata ufficialmente pubblicata sul portale dell’Istituto Superiore di Sanità l’area tematica riguardante il Basic Life Support (BLS) il primo tassello della più ampia Linea...