Consultori. “Sistema a rischio, in 10 anni 258 quelli chiusi ne mancano 810”. L’alert della Uil

Consultori. “Sistema a rischio, in 10 anni 258 quelli chiusi ne mancano 810”. L’alert della Uil

Consultori. “Sistema a rischio, in 10 anni 258 quelli chiusi ne mancano 810”. L’alert della Uil
Un sistema sottodimensionato e sotto-finanziato: è la fotografia che emerge dall’indagine Uil. Solo l’1% del budget per l’assistenza distrettuale viene destinato ai consultori, fondamentali per la tutela della salute delle donne, dei minori e delle famiglie. Il sindacato chiede un piano straordinario di investimenti, più personale stabile e la piena attuazione del Dm 77

Dal 2014 al 2023 in Italia sono stati chiusi 258 consultori, 21 solo nel 2023 anno in cui ne risultavano attivi 2.140. Questa cifra corrisponde a 1 struttura ogni 27.569 abitanti, ben al di sotto degli standard fissati per legge che richiederebbero 810 consultori in più.

E’ quanto emerge da un’indagine della Uil che ha preso in esame i dati del ministero della Salute, dell’Istat e dei Rendiconti consuntivi 2023 di 92 Aziende Sanitarie Locali (su 103 totali).

La ricerca mostra che, all’insufficiente numero di strutture, si affianca anche una carenza di risorse. Le Aziende Sanitarie Locali destinano infatti ai consultori, in media, solo l’1% del budget assegnato all’assistenza distrettuale (poco più di 641 milioni di euro) con significative differenze territoriali. Per il funzionamento dei consultori nella Provincia autonoma di Trento, per esempio, si destina il 2% del budget previsto per l’assistenza distrettuale; in Friuli-Venezia Giulia l’1,83%; in Calabria l’1,77%; mentre in Umbria soltanto lo 0,42%, in Lombardia lo 0,47%, in Piemonte lo 0,61%.

“I dati raccontano con chiarezza che il nostro sistema dei consultori è sottodimensionato, sotto-finanziato e, troppo spesso, lasciato solo – affermano in una nota Ivana Veronese e Santo Biondo, segretari confederali della Uil – depotenziarli significa indebolire la sanità pubblica e mettere a rischio i diritti fondamentali delle persone”.

I segretari confederali hanno quindi chiesto: un incremento del Fondo sanitario nazionale “vincolato, in parte, all’aumento delle risorse per il funzionamento dei consultori”; di rivedere i Livelli Essenziali di Assistenza per macroaree e introdurre, accanto ai Leps di servizio, i Leps di personale; un piano straordinario di stabilizzazione del lavoro precario e, infine, “la piena attuazione del Dm77 che, a oggi, vede ancora in dubbio l’apertura delle Case di Comunità”.

08 Ottobre 2025

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