Salute e social, il ministero fermi i falsi professionisti

Salute e social, il ministero fermi i falsi professionisti

Salute e social, il ministero fermi i falsi professionisti

Gentile Direttore,
basta andare sui social per scoprire che i miracoli esistono. Dalla “sciura Maria”, ai professionisti degli “scrocchi”, a chi tratta discutibili problematiche di malcapitati neonati, tutti postano video con trattamenti incredibili che, anche se a volte vanno contro ogni più elementare logica del buon senso, garantiscono risultati immediati. Sono personaggi che è inutile cercare tra iscritti ai vari Albi. Ai loro conclamati successi non serve questo inutile orpello per definirsi professionisti sanitari, dell’olistico o del movimento a 360 gradi pronti a far breccia sull’ingenuità altrui.

Basta fare un giro in rete per scoprire come la professione del fisioterapista sia in un mare di pescicani tutti risoluti nel difendere il loro quarto di nobiltà, forti di titoli arraffati in una delle tante “malebolge” dantesche, ma nulli nel “bel paese dove il si suona”.

Quante volte mi sono sentito dire, da colleghi stranieri, che eravamo dei privilegiati perché avevamo una legislazione all’avanguardia, ma qualcuno si è mai preso la briga di far rispettare le leggi che esistono?

E non sto parlando di quelli che, chiusi in una quasi impenetrabile “turris eburnea”, presi da questioni interne, sembrano l’orchestrina del Titanic mentre la nave affonda, sto parlando della “sorveglianza ministeriale sugli esercenti le professioni sanitarie” come stabilito dal Testo Unico delle Leggi Sanitarie.

Al Ministero della Salute non si accorgono del bailamme presente sui social? Hanno intenzione di porvi un freno per la tutela del cittadino utente? Se sì, battano un colpo.

Gianni Melotti
Fisioterapista respiratorio già pubblicista

10 Ottobre 2025

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