Gentile Direttore,
leggo su Quotidiano Sanità delle decisioni del CdM riguardanti la Legge di Bilancio e gli interventi riguardanti il SSN. Non si può non apprezzare l’impegno del Governo nell’incremento del finanziamento per il SSN, con particolare attenzione alle criticità e necessità dei servizi per la tutela della salute mentale, per lo sviluppo delle cure palliative, per l’aumento del personale (+ 1.000 Dirigenti Sanitari + circa 6.000 Infermieri), per l’aumento del tetto della spesa farmaceutica e dei dispositivi medici, per la prevenzione sanitaria.
Però l’attenta lettura del documento (a meno che non si tratti di “refuso”) evidenzia alcune sperequazioni economiche che valorizzano in maniera significativa alcuni e penalizzano pesantemente altri, in particolare:
- l’indennità di specificità
- aumento di 3.000€/anno per i medici
- aumento di 490€/anno per le professioni sanitarie (che ricomprendono anche i Dirigenti delle Professioni Sanitarie)
In una precedente nota del 26 set riportata da QS (Contratto, per le professioni sanitarie necessario garantire pari diritti e pari dignità, al pari delle altre dirigenze sanitarie) era stato evidenziato che l’Art. 66 del vigente CCNL Dirigenza Sanitaria prevede per i Dirigenti medici e veterinari una valorizzazione annuale (indennità di specificità) pari ad € 9.162,22. Il medesimo riconoscimento per i dirigenti delle professioni sanitarie (e per le altre figure dirigenziali di area sanitaria, quali biologi, farmacisti, fisici, chimici, etc.) è definito in € 1.381,49.
Il gap tra i due riconoscimenti economici è pari a € 7.780,23.
Gli incrementi previsti porterebbero:
- l’indennità di specificità per la componente medica a 12.162,22 €/anno
- l’indennità di specificità per le altre figure dirigenziali di area sanitaria a 1.871,49 €/anno
- Il gap tra i due riconoscimenti economici ammonterà (dall’1/1/2026) a 10.290,73€/anno
- il riconoscimento dell’indennità di esclusività (fortemente atteso ed auspicato in questa LdB) – La Dirigenza delle Professioni Sanitarie è l’unica ad essere rimasta esclusa da tale beneficio, pur in presenza di una condizione operativa di “esclusività” e del posizionamento ARAN (definizione del 31 dicembre 2022 – ID 30450) che riconosce anche alla Dirigenza delle Professioni Sanitarie la partecipazione alle quote del Fondo di Perequazione (riservate appunto ai Dirigenti che non svolgono attività libero-professionali).
Le sperequazioni riportate difficilmente favoriranno lo sviluppo di quei principi valoriali di “inter-professionalità” richiamati dal sig. Ministro in più occasioni (e presenti anche nei Codici Deontologici di Medici ed Infermieri) e, di contro, poterebbero acuire tensioni e contrasti … e non è certamente quello che necessita al nostro SSN.
L’auspicio è che si sia trattato veramente di un “refuso”, collegabile alla necessità di celerità di pubblicazione del documento (i nostri vecchi dicevano che “la gattina presciolosa fa i gattini ciechi”), con la possibilità (e necessità) di rapidi adeguamenti.
Se così non dovesse essere si tratterà di una valorizzazione esclusiva per una categoria (dirigenti medici) e di un ulteriore calpestamento della dignità personale e professionale delle altre Dirigenze Sanitarie.
Basta dirlo!
Marcello Bozzi
Segretario ANDPROSAN – Associata COSMED