Lazio. Via libera all’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Tor Vergata

Lazio. Via libera all’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Tor Vergata

Lazio. Via libera all’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico Tor Vergata
Il Lazio ha ottenuto il via libera per la sua Azienda Ospedaliera Universitaria "Policlinico Tor Vergata", riducendo a 27 le Aou operative illegittime. Il percorso arriva con 21 anni di ritardo rispetto alla normativa del 1999, mentre una recente sentenza del Tar Campania ha messo in discussione l'esistenza giuridica della "Aou Federico II". L'integrazione tra Sanità e Università richiede ora celerità per garantire qualità formativa e assistenziale

Dopo FVG e Campania, la Regione ottiene il parere favorevole della Conferenza Stato-Regioni. Tagliate da 30 a 27 le AOU operative illegittimamente.

Dopo il FVG (Udine, 2006) e la Campania (Salerno, 2013), anche il Lazio avrà la sua Azienda Ospedaliera Universitaria doc. La Conferenza Stato-Regioni, nella seduta del 23 ottobre scorso, ha espresso il parere favorevole alla realizzazione dell’Azienda ospedaliera universitaria “Policlinico Tor Vergata”, integrata con il Servizio sanitario nazionale.

Sembra quindi essere cominciato il conteggio alla rovescia, che porta da 30 a 27 il numero delle sedicenti AOU operative illegittimamente, applicando finalmente quanto regolato dall’art. 2 del d. lgs. 517/1999.

Si registrano tuttavia 21 anni di ritardo nel riconoscere come AOU – a esito positivo di un periodo di sperimentazione quadriennale – quelle «aziende ospedaliere costituite in seguito alla trasformazione dei policlinici universitari a gestione diretta», oltre ovviamente a quelle di nuova costituzione. Una distinzione, questa, recentemente ribadita anche dal TAR Campania (sentenza n. 3516 del 2 maggio 2025), che ha messo in discussione l’esistenza giuridica della “AOU Federico II” di Napoli.

Il percorso di integrazione tra Sanità e Università necessita di celerità, per assicurare:
– all’utenza il meglio erogativo dei Lea ospedalieri;
– al sistema della Salute di godere degli innesti universitari funzionali alla ricerca applicata e alla didattica clinica;
– all’università di contribuire all’ottimale esigibilità delle prestazioni, senza ingolfare il Ssn;
– alla formazione clinica di studenti e specializzandi un percorso formativo di qualità e dal valore documentale certo.

Insomma, il proverbio “chi va piano va sano e va lontano” mal si concilia con le esigenze di un sistema integrato che deve ancora sanare diverse criticità giuridiche e organizzative.

Ettore Jorio

27 Ottobre 2025

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