Gentile Direttore,
si è conclusa il 7 ottobre scorso la settimana mondiale dell’allattamento che ha avuto come tema “Priorità allattamento, creare reti sostenibili”. Quattro gli obiettivi che l’hanno caratterizzata: informare le persone sul ruolo che hanno nel creare realtà sostenibili a sostegno dell’allattamento, radicare l’idea che il costante sostegno all’allattamento è un elemento cruciale ai fini della sostenibilità ambientale, allearsi con i soggetti e le organizzazioni per incrementare la collaborazione e il sostegno all’allattamento, attivare interconnessioni fra i sistemi di sostegno all’allattamento nell’ottica di una maggiore sostenibilità ambientale. Obiettivi che, naturalmente, non si esauriscono con il termine della settimana, ma che si sostanziano in azioni quotidiane e costanti volte alla attivazione e al mantenimento di una rete di supporto all’allattamento sostenibile. È in questo percorso virtuoso che le professioni infermieristiche intervengono nella promozione, protezione e supporto dell’allattamento in sinergia con tutti i professionisti che si prendono cura ancora delle madri sin dall’inizio della gravidanza, dei neonati e degli infanti.
Infatti, sottolineano in una recente intervista all’Infermiere Online – gli infermieri pediatrici della Commissione Nazionale Infermieri Pedatrici della FNOPI – le basi dell’allattamento si costruiscono durante la gravidanza: è il tempo in cui le donne e le loro famiglie sono più ricettive, pronte ad informarsi e a maturare scelte consapevoli e gli infermieri, giocano un ruolo chiave nell’accompagnare le future mamme e le famiglie in questo percorso.
Nella promozione e il sostegno all’allattamento le prime 48 ore fanno la differenza, anche se nel nostro contesto, spesso, le prime 48 ore in ospedale rischiano di essere un tempo veloce, frammentato. Eppure, proprio in quel breve spazio – affermano – si possono gettare le basi per un allattamento sereno e duraturo.
Un percorso che deve continuare anche dopo la dimissione dall’ospedale, momento che rappresenta una fase critica poiché molte madri si trovano improvvisamente prive del supporto clinico ricevuto durante il ricovero, con il rischio di interrompere precocemente l’allattamento. È essenziale – concludono – che il personale infermieristico sia formato per attivare tempestivamente la rete territoriale di supporto – composta, tra gli altri, da psicologi, medici di medicina generale e servizi sociali e per promuovere una cultura della cura che includa anche la dimensione emotiva e relazionale della genitorialità.
Marina Vanzetta
L’Infermiere Online