Medici di famiglia. Firmata la convenzione 2022-2024. Ecco il testo con tutte le novità

Medici di famiglia. Firmata la convenzione 2022-2024. Ecco il testo con tutte le novità

Medici di famiglia. Firmata la convenzione 2022-2024. Ecco il testo con tutte le novità
L’ACN riconosce un incremento complessivo vicino al 6%, mettendo in campo circa 300 milioni di euro annui. Circa il 70% dell’aumento è destinato alle quote fisse capitarie e orarie, mentre il restante 30% confluisce in un fondo per le attività delle AFT, erogato ai medici in base al raggiungimento di obiettivi. IL TESTO

La SISAC e i sindacati dei medici di medicina generale hanno sottoscritto l’ipotesi di ACN di settore per il triennio 2022-2024. L’ACN riguarda oltre 37 mila medici a ciclo di scelta e circa 24 mila medici ad attività oraria.

L’incremento del triennio, garantito dalle leggi di bilancio, è stato, a regime dal 1 gennaio 2024, pari al 5,78% della massa salariale.

L’atto di indirizzo, deliberato dal Comitato di Settore Regioni-Sanità, ha disposto un rapido ristoro della categoria allo scopo di allineare la contrattazione alla vigenza del triennio.

Sono stati introdotti adeguamenti per accentuare l’integrazione del personale convenzionato nelle Case della Comunità.

Le fasi negoziali hanno contribuito a chiarire le ricadute applicative sull’ACN di diverse disposizioni nazionali sopravvenute; in particolare un richiamo specifico riguarda l’adeguamento alle procedure dell’Anagrafe Nazionale degli Assistiti.

Le clausole contrattuali sono riformulate anche per garantire la flessibilità dell’orario di lavoro nei casi di allattamento ed adozione, per ridurre i tempi amministrativi di apertura degli studi e per istituire un supporto, a livello della Casa della Comunità, per i medici titolari di incarico convenzionale nel periodo di formazione.

I criteri di affidamento degli incarichi sono stati rivisitati per chiarire le modalità di interpello in ordine alla priorità di residenza per i candidati.

“La firma di oggi rilancia la stagione contrattuale che non può dichiararsi conclusa: l’auspicio è che l’impegno per la conclusione delle prossime trattative entro giugno 2026, come già preannunciato dal Presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga e dal Presidente del Comitato di Settore Marco Alparone durante il nostro Congresso di ottobre, possa essere rispettato”. Silvestro Scotti, segretario generale Fimmg, commenta così l’intesa siglata oggi in SISAC sull’Accordo Collettivo Nazionale (ACN) 2022 – 2024.

L’accordo arriva a meno di un mese dall’Atto di indirizzo grazie anche all’impegno del Ministero della Salute con il ministro Orazio Schillaci e del MEF con il ministro Giancarlo Giorgetti che rapidamente hanno concluso l’iter di approvazione degli atti di loro competenza. Questo ACN segna un cambio di passo per la medicina generale: si recupera l’arretrato 2022-2024, compresi 150 milioni di contribuzione previdenziale riferiti al 2024 e 2025, e si apre subito il cantiere 2025-2027, così da riallineare i rinnovi al periodo di riferimento.

L’obiettivo non è solo economico: si punta a una reale simmetria tra la vigenza delle norme statali — con particolare attenzione all’attuazione del PNRR — e la convenzione dei medici di famiglia. Sul piano economico, l’ACN riconosce un incremento complessivo vicino al 6%, mettendo in campo circa 300 milioni di euro annui. Circa il 70% dell’aumento è destinato alle quote fisse capitarie e orarie, mentre il restante 30% confluisce in un fondo per le attività delle AFT, erogato ai medici in base al raggiungimento di obiettivi. Le risorse eventualmente non utilizzate del fondo saranno reinvestite in ulteriori progettualità, così da evitare dispersioni e massimizzare l’impatto sull’assistenza territoriale. Sotto il profilo normativo, l’accordo introduce correzioni mirate in attesa di una revisione organizzativa più ampia nel prossimo rinnovo. Tra le priorità, maggiore flessibilità per i medici neo-genitori e specifiche forme di supporto per i medici in formazione titolari di incarichi temporanei, per favorire ingresso e permanenza nella rete delle cure primarie. Grande attenzione anche ad una maggiore collaborazione tra le diverse branche, il testo richiama alla responsabilità della prescrizione diretta degli esami e delle visite di controllo ritenuti appropriati da parte di tutti i medici coinvolti nel percorso — inclusi gli specialisti — proponendo così una maggiore integrazione e una partecipazione più ampia al percorso assistenziale.

In questo quadro, ancora una volta dalla Fimmg arriva con forza la richiesta di un sostegno immediato alla capacità produttiva degli studi, delle équipe e delle dotazioni tecnologiche: “Serve immediatamente il nuovo Atto di indirizzo – dice Scotti – ma non solo: serve un’immediata iniezione di risorse economiche nella Legge di Bilancio che dimostri attenzione e fiducia verso il personale convenzionato da parte del Governo e del Ministero della Salute. Risorse irrinunciabili se si vuole generare carburante per far correre la nostra organizzazione, il personale di studio, le dotazioni strumentali di cui non possiamo più fare a meno”. Il leader Fimmg ribadisce che bisogna uscire dal paradosso secondo il quale, nell’ambito della Legge di Bilancio, concepire manovre come la defiscalizzazione, la riduzione della pressione fiscale sulle quote variabili o le agevolazioni contributive sulle assunzioni del personale sia un tabù per la medicina convenzionata, mentre risulta obiettivo facile, congruo e coerente se a favore del personale dipendente.

“Se non si andrà rapidamente verso questa direzione – avverte Scotti – ci rimarrà solo da pensare che si voglia ridurre l’amplificazione della nostra capacità assistenziale ormai allo stremo per l’aumento del carico assistenziale a fronte di un numero di medici di famiglia che rischia di diminuire ancora. Noi non abbiamo alcuna intenzione di rallentare la corsa ad una medicina generale che è pronta alle sfide non più rimandabili del futuro”.

Per FMT ha firmato il segretario nazionale, Francesco Esposito, che alla fine della riunione ha dichiarato: “Un accordo di transizione, con ombre e qualche luce, ma necessario per chiudere la stagione dei ritardi e metterci alle spalle un atto di indirizzo delle regioni a isorisorse. Firmiamo oggi ma per il triennio già passato, un malcostume che si ripete da anni e che speriamo sia definitivamente archiviato con l’impegno della controparte pubblica di riaprire subito le trattative per il 2026, così da allineare temporalmente, e finalmente, l’anno e l’ACN. E partendo stavolta da un atto di indirizzo frutto di dialogo con le parti sociali, con risorse adeguate e con una visione riformista dal punto di vista organizzativo e normativo, perché, è bene ricordarlo, gli accordi servono a valorizzare i medici per tutelare i cittadini e la sanità pubblica, per rispondere alla domanda di salute in modo efficace ed efficiente”.

Nel merito della preintesa “cambia poco”, sottolinea il segretario nazionale Esposito: “Partiamo da una nota negativa chiarissima, oltre agli aspetti citati precedentemente: è insufficiente rispetto al peso dell’inflazione, con un aumento previsto solo del 5,78%. Buona invece la previsione di una maggiore protezione e flessibilità oraria per le donne medico in maternità. Positivo, sempre sul piano della flessibilità, che si favoriscano quei medici che vogliono operare nelle case di comunità, senza l’obbligo di transitare dal ruolo unico”.

“Chiudiamo questa fase – conclude Esposito – ora serve una vero cambio di passo per la sanità pubblica puntando sui medici, perché cresce il disagio e l’insofferenza nella categoria dopo anni di politiche sanitarie con poche idee e senza investimenti”.

05 Novembre 2025

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