Sciopero dei medici di famiglia. Snami: “Basta burocrazia, vogliamo tornare a curare”

Sciopero dei medici di famiglia. Snami: “Basta burocrazia, vogliamo tornare a curare”

Sciopero dei medici di famiglia. Snami: “Basta burocrazia, vogliamo tornare a curare”
I medici di famiglia hanno aderito massicciamente a uno sciopero nazionale per chiedere il superamento della Legge Balduzzi. Le principali richieste includono maggiore autonomia professionale, tutele per la vita personale e la riduzione della burocrazia. La protesta mira a restituire dignità alla professione e rafforzare la medicina territoriale.

Camici bianchi oggi nelle piazze italiane per lo sciopero nazionale della medicina generale promosso dallo Snami. Ambulatori chiusi in tutta Italia e una partecipazione che ha visto convergere nelle manifestazioni anche medici di altre sigle sindacali, per quello che si è configurato come uno dei più compatti scioperi del settore degli ultimi anni.

Al centro della protesta, la richiesta di superare la Legge Balduzzi, definita ormai “obsoleta e dannosa” dopo oltre dieci anni dalla sua approvazione. “Ha indebolito la medicina generale, ridotto l’autonomia dei medici, burocratizzato la cura e reso la professione meno attrattiva per i giovani”, ha denunciato Angelo Testa, presidente nazionale Snami.

La mobilitazione si articola su quattro rivendicazioni precise: abolizione del “ruolo unico” introdotto dalla Balduzzi per restituire piena autonomia professionale; tutele reali per maternità, paternità e vita personale; istituzione di una specializzazione in medicina generale con percorso universitario; riduzione della burocrazia attraverso una digitalizzazione effettiva.

“Questo sciopero non è contro qualcuno, ma per qualcosa: una medicina territoriale moderna, libera e vicina ai cittadini”, ha precisato Testa, ringraziando i colleghi per “un gesto di coraggio e amore verso una professione che merita rispetto”. La protesta segna un punto di non ritorno: i medici di famiglia chiedono di tornare a essere protagonisti di un Servizio sanitario nazionale che, senza di loro, rischia di lasciare scoperti milioni di cittadini.

06 Novembre 2025

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