Migliorano screening e territorio, ma tempi di attesa per interventi e Pronto soccorso restano critici. Ecco le performance di Asl e Ospedali

Migliorano screening e territorio, ma tempi di attesa per interventi e Pronto soccorso restano critici. Ecco le performance di Asl e Ospedali

Migliorano screening e territorio, ma tempi di attesa per interventi e Pronto soccorso restano critici. Ecco le performance di Asl e Ospedali

È questa la fotografia che emerge dalla nuova edizione del Sistema nazionale di valutazione delle performance delle Aziende sanitarie e ospedaliere pubblicato da Agenas. Territorio in recupero ma ospedali in difficoltà sull’accessibilità, con tempi di attesa e permanenze in PS ancora distanti dagli standard.

Dalle Asl, che mostrano un significativo recupero soprattutto negli screening oncologici e nei servizi territoriali, alle Aziende ospedaliere, dove invece permangono criticità importanti sui tempi di attesa e nei Pronto soccorso, il quadro che emerge dalle nuove valutazioni 2024 è quello di un sistema che – pur in movimento – continua a correre a velocità molto diverse. E con alcune strutture che eccellono nettamente mentre altre arrancano in più aree contemporaneamente.

È questa la fotografia che emerge dalla nuova edizione del Sistema nazionale di valutazione delle performance delle Aziende sanitarie e ospedaliere pubblicato da Agenas.

Un modello che si applica sia alle 110 Aziende territoriali (ASL) sia alle 56 Aziende ospedaliere (AO, ASST, AOU) e che mostra un quadro del Servizio sanitario nazionale complesso ma dinamico: territorio in recupero, grazie a investimenti PNRR e nuove reti DM77; ospedali in difficoltà sull’accessibilità, con tempi di attesa e permanenze in PS ancora distanti dagli standard.

Screening in ripresa e Sud in forte crescita

Per quanto riguarda lo screening della mammella al top troviamo l’Asl di Asti con l’82,5% seguita dall’Asl di Ferrara e dall’Asl di Trento. I dati peggiori nelle Asl di Bari, Catanzaro e Cosenza.

Per lo screening della cervice in testa c’è l’Asl di Imola cui segue Modena e Brianza. Dati peggiori per l’Asl di Cosenza, Sulcis e Alto Adige. Sullo screening al colon dati migliori per l’Asl di Aosta, seguita da Polesana e Alessandria. Performance peggiori per l’Asl di Bari, Cosenza e Foggia

In molte realtà i tassi di adesione sono risaliti con decisione, con alcune Aziende che hanno letteralmente cambiato passo nel giro di un anno.

La crescita più imponente riguarda l’ASL di Novara, che mette a segno un +27,3% sul 2023. Subito dietro si colloca ATS Val Padana con un +23,1%, seguita da una sorprendente ASL Bari (+16,7%) e da ATS Brescia (+14,3%). Anche altre realtà, come ASL Imperiese e ASL Potenza, crescono a doppia cifra.

Per la presa in carico domiciliare in testa per il tasso di pazienti in Adi troviamo l’Ulss Polesana, seguita dall’Asl Molise e dall’Asl di Teramo mentre in coda restano Catanzaro, Gallura e Bari con valori che faticano ad allinearsi agli standard.

Numeri interessanti anche per quanto riguarda gli accessi inappropriati per pazienti over 75 al Pronto soccorso dove le peggiori performance (1 accesso su 4) si registrano nell’Azienda delle Dolimiti, nell’Ulss Polesana e nell’Azienda Scaligera. Buone performance per l’Asl di Parma e le Asl romane.

Ospedali: i nodi restano tempi di attesa e Pronto soccorso

Se il territorio mostra segnali incoraggianti, il versante ospedaliero restituisce un’immagine più problematica, soprattutto sul fronte dell’accessibilità.

Secondo Agenas, l’area registra un calo medio dell’1%, e la lettura dei grafici chiarisce i motivi: ritardi nelle liste operatorie e permanenze troppo lunghe nei Pronto soccorso.

Ambulanze oltre i 20 minuti in 41 Asl, a Vibo 35. La migliore Giuliano Isontina con 12. L’obiettivo è 18 minuti

Su tutte le 110 aziende sanitarie italiane ben 41 hanno tempi superiori i 20 minuti di attesa per un’ambulanza

Per le linee guida il target nazionale è di 18 minuti. “La maglia nera ce l’ha la Asl di Vibo Valentia, con una media drammatica, di 35 minuti. Sulla mezz’ora anche nelle altre aziende calabresi. Oristano è a 26 minuti, Messina a 25”. Le Asl con i tempi migliori sono quella Giuliano Isontina (Trieste e Gorizia), con 12 minuti, seguita da Piacenza, Chiavari, Reggio Emilia, Parma, Genova, con 13 minuti.

Chirurgia programmata

Per gli interventi di protesi d’anca entro 180 giorni, le performance migliori si registrano al San Giovanni di Roma, agli Spedali Civili di Brescia e all’Aou di Padova con percentuali superiori al 94%, mentre le peggiori a Catanzaro, Cagliari e Brotzu.

Tumore mammella e colon

Per gli interventi oncologici alla mammella (entro 30 giorni), troviamo al top realtà come l’Ao Pisana, Modena e Verona.

I ritardi maggiori, invece, si riscontrano nuovamente al Brotzu, Cagliari e Perugia con dati inferiori al 20%.

Per quanto riguarda invece gli interventi per tumore al colon (entro 30 giorni) al top gli Spedali Civili di Brescia, Padova e San Gerardo. Dati negative per l’Ao Papardo, Dulbecco e  Cannizzaro di Catania.

Da notare come praticamente nessun Ospedale raggiunge il 100% di interventi nei tempi.

Pronto soccorso: tra le 8 e le 12 ore di permanenza per molti pazienti

La percentuale di accessi con permanenza oltre 8 ore conferma un’emergenza nell’emergenza.

Gli indicatori mostrano una sofferenza marcata in particolare per il Policlinico di Tor Vergata di Roma, il Sant’Andrea sempre di Roma e l’Aou di Cagliari dove oltre 1 pazienti su 5 resta in attesa più di 8 ore.

Al contrario, si distinguono per efficienza il San Carlo di Potenza, Dulbecco di Catanzaro e Perugia.

Sostenibilità economica: differenze marcate tra Regioni

Sul fronte economico, le performance migliori si registrano in Aziende come Tor Vergata, Cagliari e Papa Giovanni XXIII di Bergami con valori inferiori che mostrano costi per giornata di degenza particolarmente contenuti e inferiori ai 400 euro.

Tra le strutture con costi più elevati compaiono il Vanvitelli di Napoli (1326 euro), il Giaccone di Palermo (881 euro) e l’Ospedale di Cosenza con 827 euro segnale di un’efficienza da riequilibrare.

Investimenti: un divario netto

È però sul versante degli investimenti che il divario territoriale appare più netto. In coda troviamo l’AO Papardo e il Civico di Palermo dove oltre il 60% delle apparecchiature supera i 10 anni di vita.

Il quadro che emerge dalla valutazione Agenas è quello di un sistema sanitario nazionale in forte trasformazione, ma ancora segnato da disuguaglianze strutturali. Il territorio – soprattutto grazie al PNRR e alla riorganizzazione DM77 – mostra un recupero che va monitorato ma lascia intravedere segnali incoraggianti. Negli ospedali, invece, l’accessibilità rimane il vero tallone d’Achille, con tempi di attesa e collasso dei PS che penalizzano soprattutto alcune aree del Sud. Dal 2026, l’avvio degli audit aziendali potrebbe segnare un cambio di passo, rendendo il sistema di valutazione uno strumento sempre più decisivo per migliorare qualità, equità e trasparenza all’interno del SSN

27 Novembre 2025

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