Spesa sanitaria out of pocket italiana ancora sopra la media. A pesare in particolare le spese ambulatoriali tra le più alte di tutta l’area Ocse

Spesa sanitaria out of pocket italiana ancora sopra la media. A pesare in particolare le spese ambulatoriali tra le più alte di tutta l’area Ocse

Spesa sanitaria out of pocket italiana ancora sopra la media. A pesare in particolare le spese ambulatoriali tra le più alte di tutta l’area Ocse
Nonostante una spesa sanitaria pubblica inferiore alla media Ocse, le famiglie italiane sostengono costi "out of pocket" superiori. La voce principale è l'assistenza ambulatoriale (48%, secondo dato più alto dopo il Portogallo). Inoltre, l'8,6% delle famiglie affronta spese sanitarie catastrofiche, collocando l'Italia al nono posto peggiore nell'area Ocse.

Sebbene il finanziamento della sanità in Italia sia inferiore alla media Ocse sia in rapporto al Pil che pro capite a parità di potere d’acquisto, il nostro Paese registra una spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie (“out of pocket”) superiore alla media dei paesi Ocse.

Questo è quanto emerge dal rapporto Health at a Glance: Europe 2025 dell’Ocse.

A fronte di un’incidenza media della spesa sanitaria sul consumo delle famiglie del 3,2%, il dato italiano si attesta al 3,5%, in linea con la Spagna ma sensibilmente più alto rispetto a Germania (2,5%) e Francia (2%).

A cosa è dovuta questa spesa? A livello generale, i farmaci e altri dispositivi medici costituiscono la principale voce di spesa per le famiglie, rappresentando in media il 41% della spesa sanitaria a carico dei cittadini nel 2023. In Messico, Slovacchia e Polonia, i prodotti farmaceutici hanno superato il 60% della spesa out of pocket.

Tuttavia, nel caso italiano, la principale componente di spesa è rappresentata dall’assistenza ambulatoriale. Se questa voce incide in media per il 22% sulla spesa sanitaria delle famiglie, in Italia raggiunge il 48% – il secondo dato più elevato nell’area Ocse dopo il Portogallo (52%).

Un ulteriore indicatore considerato è la “spesa sanitaria catastrofica”, relativa alle famiglie che sostengono costi sanitari insostenibili. Questa quota varia notevolmente tra i paesi Ocse, passando da meno del 2% in Svezia, Slovenia, Regno Unito, Irlanda e Paesi Bassi, a oltre il 10% in Lituania, Lettonia e Ungheria. Con l’8,6% di famiglie gravate da spese catastrofiche, l’Italia registra il nono peggior risultato nell’area Ocse, posizionandosi su livelli comparabili a quelli di alcuni paesi dell’Europa orientale.

Giovanni Rodriquez

Giovanni Rodriquez

24 Novembre 2025

© Riproduzione riservata

Pandemie e nuove minacce sanitarie, l’Ocse avverte: cala la spesa per la preparazione. Nei Paesi poveri tre quarti delle risorse arrivano dagli aiuti esteri che sono però in riduzione del 46%
Pandemie e nuove minacce sanitarie, l’Ocse avverte: cala la spesa per la preparazione. Nei Paesi poveri tre quarti delle risorse arrivano dagli aiuti esteri che sono però in riduzione del 46%

Dopo l’impennata degli investimenti provocata dalla pandemia di Covid-19, la spesa destinata a prevenire, preparare e affrontare le grandi minacce sanitarie globali ha cominciato a scendere. Ma soprattutto resta caratterizzata...

Il diritto alla cura torna a fare i conti con i costi
Il diritto alla cura torna a fare i conti con i costi

Il nuovo tariffario della specialistica supera la logica dei prezzi amministrati sganciati dalla realtà. Ma apre una questione: lo stesso prezzo nazionale può davvero garantire gli stessi LEA in territori...

Malattie croniche, il conto sull’economia è salato. Ocse: bruciato fino all’1,2% del Pil potenziale
Malattie croniche, il conto sull’economia è salato. Ocse: bruciato fino all’1,2% del Pil potenziale

Le malattie croniche non sono soltanto una delle principali sfide per i sistemi sanitari, ma rappresentano anche un freno strutturale alla crescita economica. Cancro, malattie cardiovascolari, diabete e broncopneumopatia cronica...

Residui negli alimenti di origine animale. Nel 2025 quasi 27mila campioni e oltre 419mila analisi. Ministero: sistema solido, ma restano criticità
Residui negli alimenti di origine animale. Nel 2025 quasi 27mila campioni e oltre 419mila analisi. Ministero: sistema solido, ma restano criticità

Sono 26.920 i campioni prelevati in Italia nel 2025 nell’ambito del Piano nazionale residui (PNR), sui quali sono state effettuate complessivamente 419.571 determinazioni analitiche. I campioni risultati non conformi sono...