Crioconservazione ovociti. Raddoppiata in 10 anni la domanda. Ministero della Salute: “Fenomeno da disciplinare”

Crioconservazione ovociti. Raddoppiata in 10 anni la domanda. Ministero della Salute: “Fenomeno da disciplinare”

Crioconservazione ovociti. Raddoppiata in 10 anni la domanda. Ministero della Salute: “Fenomeno da disciplinare”

In Commissione Affari Sociali alla Camera l’interrogazione della deputata M5S Carmen Di Lauro. Il sottosegretario alla Salute Gemmato: “Dati 2023 in pubblicazione, social freezing non è ancora normato”. La replica: “Costi proibitivi, servono più tutele”.

Il “social freezing”, la crioconservazione degli ovociti per ragioni non mediche, è un fenomeno in netta crescita in Italia, seppur in un vuoto normativo che il Governo si impegna a colmare. A portare il tema in Commissione Affari Sociali alla Camera è stata la deputata del Movimento 5 Stelle Carmen Di Lauro, con un’interrogazione che chiedeva dati aggiornati e disaggregati sulla conservazione degli ovociti. A rispondere, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.

I numeri. Gemmato ha ricostruito l’evoluzione del fenomeno, basandosi sui dati del Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’Istituto Superiore di Sanità. I centri che volontariamente inviano dati sul “social freezing” sono passati da 25 nel 2014 a 72 nel 2023. In termini di cicli effettuati, si è registrato un incremento significativo: da 113 nel 2014 a 802 nel 2023.

Il vuoto normativo. Il sottosegretario ha sottolineato che la Legge 40 del 2004 “non menziona esplicitamente la crioconservazione di ovociti per finalità esclusivamente non mediche”. Di conseguenza, il monitoraggio di questa pratica si basa ancora su base volontaria da parte dei centri autorizzati. “Tenuto conto del progressivo aumento della domanda – ha annunciato Gemmato – questo Governo ha deciso di attenzionare il fenomeno al fine di valutare ogni misura utile, anche di carattere normativo”.

Le ragioni mediche. Gemmato ha precisato che le recenti Linee Guida del 2024 riconoscono la preservazione della fertilità per ragioni mediche precise, come “cause oncologiche, genetiche, autoimmuni, endocrine, chirurgiche e patologie ematologiche”.

La replica di Di Lauro. La deputata M5S ha ringraziato per la risposta, ma ha evidenziato le criticità: “I costi permangono proibitivi, superando i tremila euro a trattamento”, ha denunciato, aggiungendo che il Servizio Sanitario Nazionale non sempre li copre, “anche per patologie come l’endometriosi”. Di Lauro ha anche presentato il tema come una questione demografica: “La crioconservazione è uno strumento aggiuntivo per il contrasto alla denatalità. Molte donne vorrebbero ricorrervi ma non possono permetterselo”. Per questo ha annunciato di aver depositato una proposta di legge e auspicato un “confronto trasversale” in Parlamento per regolamentare definitivamente la materia.

28 Novembre 2025

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