Disabilità. Al via al Piano formativo regionale per l’attuazione della riforma

Disabilità. Al via al Piano formativo regionale per l’attuazione della riforma

Disabilità. Al via al Piano formativo regionale per l’attuazione della riforma

Sono 462.498,12 euro le risorse previste per l'attuazione del Piano. Bartolazzi: “Il documento si ispira ai principi di inclusione, partecipazione e accessibilità, con particolare attenzione al coinvolgimento delle persone con disabilità, dei loro familiari e delle organizzazioni di rappresentanza e di tutela”. IL PIANO

La disabilità al centro dell’attenzione della Regione. E’ stato approvato in Giunta il Piano formativo regionale per tutti i soggetti coinvolti nella valutazione di base e multidimensionale e nell’elaborazione del progetto di vita delle persone con disabilità.

Sul tema l’assessore Armando Bartolazzi spiega a Quotidiano Sanità: “Il decreto legislativo n. 62/2024 che ha avviato a livello nazionale un vero e proprio processo di riforma in materia di disabilità, prevede, oltre alla valutazione di base del paziente attivata a seguito della trasmissione del certificato medico introduttivo e affidata all’INPS, una seconda fase di valutazione multidimensionale e di elaborazione del progetto di vita individuale della persona con disabilità. Tale fase è assegnata all’Unità di valutazione multidimensionale, che applicando il metodo multidisciplinare basato sull’approccio bio-psico-sociale e tenendo conto delle indicazioni della classificazione internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute (ICF) e della classificazione internazionale delle Malattie (ICD), effettua la valutazione multidimensionale ed elabora il progetto di vita nel rispetto della forma e del contenuto previsti dal medesimo decreto”.

“Successivamente – prosegue l’assessore -, col decreto legge n. 71/2024, convertito poi con modificazioni dalla legge n. 106/2024, sono stati individuati i territori a livello provinciale in cui svolgere le attività di sperimentazione della suddetta riforma tra cui il territorio della provincia di Sassari. Nella sperimentazione risultano, pertanto, coinvolte la ASL di Sassari e della Gallura e i relativi ambiti territoriali sociali di Sassari, Coros Anglona, Coros Figulinas, Ozieri, Alghero, Olbia, Tempio”.

“A tal proposito, ricordo la delibera del mese di giugno che riguarda la sperimentazione sul territorio della provincia di Sassari della valutazione multidimensionale e del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato, nella quale, per dare attuazione alla citata riforma, è stato indicato il percorso assistenziale integrato da seguire così come descritto negli atti normativi per il programma regionale ‘Dopo di noi’, e come declinato negli accordi interistituzionali di collaborazione organizzativa e professionale in materia di integrazione sociosanitaria per persone con ‘non autosufficienza o disabilità’”.

“Tornando al D.L. n. 62/2024, in esso sono previste anche specifiche misure di formazione, da svolgersi anche a carattere territoriale, al fine di consentire una formazione integrata di tutti i soggetti coinvolti nella valutazione multidimensionale e nell’elaborazione del progetto di vita. Tant’è che per l’avvio della fase di sperimentazione sul territorio della provincia Sassarese, è stata posta in essere la specifica formazione che è stata svolta a cura del dipartimento per le politiche per la disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a fine anno 2024. In merito a ciò, si ricorda che, per potere garantire il massimo coinvolgimento degli operatori nel processo di riforma, le direzioni generali delle Politiche Sociali e della Sanità, oltre a partecipare anch’esse agli incontri formativi del dipartimento, hanno organizzato a maggio 2025 un incontro di approfondimento sui temi più caratterizzanti della riforma in materia di disabilità e sulla sperimentazione prevista nella provincia di Sassari, al quale hanno aderito tutti i soggetti territoriali interessati, compresi i referenti del dipartimento per le politiche per la disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

“Annovero, ancora, il decreto n. 30/2025 con il quale è stato approvato il regolamento attuativo dell’art. 32 del DL n. 62/2024, che riguarda proprio le iniziative formative di carattere nazionale e le indicazioni per il trasferimento delle risorse alle Regioni, per la formazione quindi anche a carattere territoriale dei soggetti coinvolti che sono prevalentemente di profilo sanitario. A ciò si aggiunge l’esigenza di assicurare l’uniformità delle iniziative citate previste dal regolamento: a tal fine è stato istituito presso il dipartimento per le politiche in favore delle persone con disabilità, il Gruppo di coordinamento nazionale per le iniziative formative integrate, che è l’organismo preposto all’approvazione del piano formativo nazionale e dei piani formativi regionali. A questo riguardo, a fine luglio scorso il dipartimento per le politiche per la disabilità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su proposta del Gruppo di coordinamento nazionale, ha approvato il Piano formativo nazionale e l’ha trasmesso alle Regioni al fine di redigere il Piano formativo regionale in conformità”.

“Cosa abbiamo dunque fatto. Con atto congiunto delle direzioni generali delle Politiche Sociali e della Sanità, è stata istituita una Cabina di regia per la redazione e il coordinamento del Piano regionale, che, facendo riferimento alle indicazioni fornite dal dipartimento e tenuto conto del Piano formativo nazionale, ha definito una proposta di Piano formativo territoriale per la Regione che si ispira ai principi di inclusione, partecipazione e accessibilità universale, con particolare attenzione al coinvolgimento delle persone con disabilità, dei loro familiari e delle organizzazioni di rappresentanza e di tutela. Il documento articola le attività in corsi sulla formazione generale della riforma e sulla formazione di base inerente la classificazione internazionale del Funzionamento, Disabilità e Salute (ICF) e modello bio-psicosociale, su laboratori tematici ed eventi territoriali di divulgazione. Così elaborato dalla Cabina di regia, il Piano è stato a sua volta condiviso con la Consulta regionale per i servizi sociali, socio-sanitari e sanitari, che coinvolge anche l’unità di supporto territoriale e le associazioni del terzo settore impegnate nell’ambito del sostegno alle persone con disabilità”.

“Con la condivisione dei colleghi di Giunta, abbiamo approvato il Piano formativo territoriale della Regione ed affidato ad Ares la realizzazione delle iniziative formative da esso previste, con anche la gestione per l’attuazione del Piano regionale, inclusa la rendicontazione delle risorse che ad essa verranno trasferite a seguito dell’assegnazione statale, pari a 462.498,12 euro, per consentire il rispetto delle modalità di monitoraggio. A sua volta la Cabina di regia regionale è stata delegata a declinare il Piano economico, ad apportare adeguamenti e modifiche al Piano formativo regionale sulla base di osservazioni del Gruppo di coordinamento nazionale o in funzione di esigenze connesse alla realizzazione delle attività formative che devono poter essere avviate già dai primi mesi del 2026, al fine di sostenere l’implementazione della riforma sul territorio regionale a decorrere dall’anno 2027, con la realizzazione del percorso di definizione del progetto di vita quale processo complesso che abbraccia diverse attività svolte da molteplici istituzioni e professionisti” – conclude Bartolazzi.

Elisabetta Caredda

Elisabetta Caredda

03 Dicembre 2025

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