Oms Europa lancia una guida pratica per colmare il divario nella salute delle persone con disabilità

Oms Europa lancia una guida pratica per colmare il divario nella salute delle persone con disabilità

Oms Europa lancia una guida pratica per colmare il divario nella salute delle persone con disabilità

Pubblicato un rapporto con esempi di buone pratiche per rendere i sistemi sanitari inclusivi per le persone con disabilità, che nella Regione vivono in media fino a 20 anni in meno.

In occasione della Giornata Internazionale delle Persone con Disabilità, l’Ufficio Regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha pubblicato una nuova risorsa dal titolo “Buone Pratiche sulla Salute Inclusiva delle Persone con Disabilità”. Il documento raccoglie esempi concreti di come i paesi della Regione Europea, che comprende anche l’Asia centrale, stiano lavorando per eliminare le persistenti disuguaglianze sanitarie che colpiscono oltre 135 milioni di persone con disabilità, le quali muoiono in media fino a 20 anni prima delle persone senza disabilità.

Il rapporto non si limita a descrivere le criticità, ma mostra soluzioni reali e diversificate già in atto: dalle riforme legislative nazionali alle innovazioni locali nei servizi. L’obiettivo è dimostrare come i sistemi sanitari possano integrare l’inclusione della disabilità nella fornitura quotidiana delle cure e nella programmazione della salute pubblica.

“La salute inclusiva delle persone con disabilità non può essere trattata come un progetto separato”, ha dichiarato Shirin Kiani, esperta tecnica dell’Oms/Europa per Disabilità, Tecnologie Assistive, Riabilitazione e Cure per Orecchio e Occhio. “Quando i paesi adottano un approccio di sistema sanitario, sostenuto da finanziamenti duraturi e da strutture di governance chiare, in partnership con le organizzazioni delle persone con disabilità, i miglioramenti sono duraturi e trasformativi”.

Esempi innovativi che fanno la differenza

Il report attinge a casi studio da tutta la regione, tra cui:

– Azerbaigian: servizi di interpretazione in lingua dei segni in tempo reale per permettere una comunicazione fluida tra le persone sorde e gli operatori sanitari.

– Irlanda: programmi su misura di sensibilizzazione e screening per il tumore al seno per donne con disabilità intellettive, per superare le barriere alla diagnosi precoce.

– Turkmenistan: programmi sportivi e di attività fisica inclusivi per promuovere salute, partecipazione e inclusione sociale.

– Islanda: piani di preparazione alle emergenze inclusivi, per garantire che le persone con disabilità siano protette e supportate durante le crisi.

Queste buone pratiche si allineano ai principi strategici del “Quadro d’azione europeo dell’Oms per il raggiungimento del più alto standard di salute possibile per le persone con disabilità”, approvato da tutti i 53 Stati membri. I principi cardine sono: approcci basati sui diritti umani, co-produzione con le organizzazioni delle persone con disabilità e integrazione tra salute, protezione sociale, istruzione e servizi alla comunità.

Raccomandazioni chiave per gli Stati membri

Il rapporto fornisce indicazioni concrete per aiutare i paesi a compiere progressi duraturi, tra cui:

– Integrare l’inclusione della disabilità nei sistemi sanitari ordinari, nei pacchetti di benefici nazionali e nei contratti con i fornitori, garantendo finanziamenti stabili nel tempo.

Istituzionalizzare una governance condivisa, dando alle organizzazioni delle persone con disabilità un ruolo formale nei processi decisionali, di monitoraggio e valutazione.

– Investire nelle competenze sulla disabilità di tutto il personale sanitario, attraverso formazione iniziale, abilitazione e sviluppo professionale continuo.

– Rafforzare i sistemi di dati disaggregati per disabilità per identificare le disuguaglianze e misurare i progressi.

– Coordinare politiche che vadano oltre il settore sanitario, riconoscendo che l’inclusione richiede una pianificazione che coinvolga l’intero governo.

– Garantire preparazione alle emergenze, continuità delle cure e piani di recupero inclusivi.

– Destinare flussi di finanziamento dedicati all’inclusione della disabilità in tutti i programmi sanitari.

Le evidenze sottolineano che non basta aumentare la consapevolezza sulle disuguaglianze. Gli interventi sulle infrastrutture, sebbene importanti, non portano a un cambiamento duraturo senza solidi sistemi di dati, una chiara responsabilità per servizi accessibili e standard inclusivi. Allo stesso tempo, investire in riforme strutturali – come la formazione del personale e percorsi di cura rafforzati – ha il potere di generare miglioramenti di sistema a lungo termine, rendendo più facile per le persone con disabilità vivere in salute.

03 Dicembre 2025

© Riproduzione riservata

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