Efpia: “Serve un equilibrio nella sicurezza economica. L’Europa punti sulla forza del suo settore farmaceutico”

Efpia: “Serve un equilibrio nella sicurezza economica. L’Europa punti sulla forza del suo settore farmaceutico”

Efpia: “Serve un equilibrio nella sicurezza economica. L’Europa punti sulla forza del suo settore farmaceutico”

L’EFPIA chiede all’UE una sicurezza economica che non penalizzi l’innovazione farmaceutica: servono più investimenti in ricerca, tutele solide della proprietà intellettuale e collaborazione globale per mantenere la leadership europea nelle scienze della vita.

In un momento in cui gli equilibri globali diventano sempre più complessi e altre potenze investono massicciamente nelle scienze della vita, l’Europa non può permettersi passi falsi. A ricordarlo è l’EFPIA (Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche) , la federazione che riunisce l’industria farmaceutica innovativa europea, che sollecita Bruxelles a un approccio “equilibrato e pragmatico” nella definizione delle politiche di sicurezza economica.

Il settore farmaceutico basato sulla ricerca rappresenta oggi una risorsa strategica per l’Unione: contribuisce in modo decisivo al surplus commerciale europeo, garantisce 2,3 milioni di posti di lavoro altamente qualificati e si conferma un pilastro nella capacità industriale del continente. Ma, sottolinea l’Efpia, per mantenere questa posizione servono due condizioni essenziali: un mercato interno in grado di attrarre e premiare l’innovazione e un accesso aperto ai mercati globali.

La recente comunicazione della Commissione europea sui rischi per la sicurezza economica viene accolta come un passo avanti importante, ma per la federazione occorre evitare che l’Europa imbocchi strade troppo restrittive. “Per rafforzare la sicurezza economica nel settore delle scienze della vita – sottolinea Efpia– è indispensabile concentrarsi su competitività, innovazione e cooperazione internazionale”.

Il settore, ricordano le imprese, vive di reti globali: ricerca clinica collaborativa, filiere integrate e flussi non ostacolati di dati, materiali e competenze sono parte integrante dello sviluppo di nuovi farmaci e della capacità produttiva. Limitare tali scambi, avverte l’associazione, potrebbe indebolire la leadership scientifica europea e rendere più fragili le catene di approvvigionamento.

Per questo Efpia elenca alcune priorità chiave: maggiori investimenti in ricerca e sviluppo, un quadro di proprietà intellettuale stabile e competitivo, condizioni di accesso ai mercati UE più favorevoli e una forte tutela dei diritti di proprietà intellettuale negli accordi commerciali internazionali.

In un contesto globale sempre più frammentato, la posta in gioco è alta: le decisioni dei prossimi mesi, sostiene l’associazione, determineranno se l’Europa potrà restare un punto di riferimento mondiale nel biofarmaceutico o se continuerà la perdita di competitività degli ultimi anni. Da qui l’appello a un approccio “basato sul rischio, mirato e proporzionato”, che eviti duplicazioni e si fondi su evidenze concrete.

L’Efpia ribadisce infine la propria disponibilità a collaborare con le istituzioni europee e i partner del settore, con un obiettivo chiaro: creare le condizioni perché l’innovazione farmaceutica possa realmente prosperare in Europa.

“Qualsiasi nuova politica dovrebbe mirare a salvaguardare gli elementi che rendono l’Europa competitiva – ha detto Nathalie Moll, direttrice generale dell’Efpia – tra cui il rafforzamento delle catene di approvvigionamento e la protezione della proprietà intellettuale, nonché della conoscenza e dell’esperienza che alimentano l’innovazione. Il settore delle scienze della vita è un pilastro fondamentale della sicurezza sanitaria ed economica dell’Europa; per garantire che continui a essere rilevante è necessaria una rinnovata ambizione a investire nell’innovazione farmaceutica e a utilizzarla.”

05 Dicembre 2025

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