Aborto. Associazione Coscioni: “Relazione annuale al Parlamento in ritardo di 9 mesi”

Aborto. Associazione Coscioni: “Relazione annuale al Parlamento in ritardo di 9 mesi”

Aborto. Associazione Coscioni: “Relazione annuale al Parlamento in ritardo di 9 mesi”

L'Associazione denuncia il ritardo cronico e l'indifferenza istituzionale nell'applicazione della legge 194, con la relazione al Parlamento in costante ritardo e dati inadeguati.

La legge 194 sulla interruzione volontaria della gravidanza prevede che a febbraio di ogni anno il Ministero della Salute presenti al Parlamento la relazione di attuazione della 194. A 9 mesi dalla scadenza la relazione del 2025 ancora non c’è. 

“L’articolo della legge che prevede la relazione annuale al Parlamento è ormai disatteso in modo cronico e forse ormai irreversibile. E nonostante i dati della relazione del 2025 saranno del 2023 (i definitivi) e quindi già vecchi, accorpati per medie regionali e poco dettagliati – quindi poco utili – è davvero incomprensibile questo ritardo cronico e questa indifferenza allo stato di applicazione di una legge che dovrebbe garantire il diritto alla salute delle donne. Da anni chiediamo dati aperti e per singola struttura ma l’ignavia e l’indifferenza politica e istituzionale al riguardo è l’unica risposta che abbiamo ricevuto”.

Così Filomena Gallo, segretaria dell’Associazione Luca Coscioni insieme a Mirella Parachini, Chiara Lalli, Anna Pompili consigliere dell’Associazione Luca Coscioni.

“C’è un grave ritardo anche nell’applicazione delle linee di indirizzo ministeriali che dal 2020 permettono di eseguire l’aborto farmacologico anche in consultorio e in ambulatorio e di prendere il secondo farmaco a casa propria. Solo 3 Regioni hanno recepito questo documento, permettendo così alle donne di scegliere ed evitando ricoveri non necessari (che sono anche inutilmente pericolosi) e lo spreco di risorse sanitarie preziose. Per questo l’Associazione Luca Coscioni ha lanciato la campagna ‘Aborto senza ricovero’, con l’obiettivo di sensibilizzare i Consigli regionali attraverso una raccolta firme mirata e poter garantire tutte le donne italiane il diritto di scegliere la modalità più consona alle proprie esigenze”.

A ben cinque anni dall’aggiornamento delle linee di indirizzo, l’aborto senza ricovero è, infatti, una realtà solamente in tre regioni: il Lazio, ha recepito le linee di indirizzo nel 2021, la Campnia nel 2023 e l’Emilia Romagna nel 2025.

La campagna “Aborto senza ricovero” prevede una raccolta firma per chiedere ai Consigli Regionali di approvare con urgenza procedure chiare, definite e uniformi per l’aborto farmacologico in regime ambulatoriale, garantendo la possibilità di prendere il secondo farmaco a casa.

09 Dicembre 2025

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