Ssn. Schillaci: “La sanità deve passare dal curare al prevenire. Priorità a personale, equità e digitalizzazione”

Ssn. Schillaci: “La sanità deve passare dal curare al prevenire. Priorità a personale, equità e digitalizzazione”

Ssn. Schillaci: “La sanità deve passare dal curare al prevenire. Priorità a personale, equità e digitalizzazione”

Il ministro della Salute annuncia un piano di modernizzazione del Ssn basato su tre pilastri: valorizzazione del personale sanitario, rafforzamento della prevenzione per un "invecchiamento in salute" e investimenti in digitalizzazione per garantire equità di accesso alle cure in tutto il Paese.

Il Servizio sanitario nazionale resta “un bene di tutti e un modello riconosciuto a livello mondiale”, ma per affrontare le nuove sfide, a partire dall’invecchiamento della popolazione, “ha bisogno di riforme strutturali e di una profonda modernizzazione”. Lo ha dichiarato questa mattina il ministro della Salute, Orazio Schillaci, intervenendo al programma Elisir su Rai 3.

Il ministro ha tracciato un quadro delle priorità del suo mandato, articolandole attorno a tre pilastri: la valorizzazione del personale sanitario, il rafforzamento della prevenzione e la digitalizzazione come leva per l’equità.

Il ruolo centrale del personale e le risorse
Schillaci ha definito la “gratificazione degli operatori sanitari” una priorità assoluta, attribuendo a loro il merito delle performance internazionali del Ssn. Le risorse aggiuntive della manovra – “oltre 6,5 miliardi in più” per il 2026, per un totale di quasi 15 miliardi nel triennio – serviranno proprio per aumenti retributivi e nuove assunzioni, in particolare di infermieri. Sul tema della carenza di medici, il ministro ha riconosciuto un problema di attrattività per alcune specializzazioni, da affrontare non solo con incentivi economici ma garantendo “più flessibilità, meno burocrazia e maggiori possibilità di carriera”.

Prevenzione e longevità in salute
Con l’Italia di nuovo prima in Europa per aspettativa di vita, Schillaci ha indicato il cambio di paradigma: “Dobbiamo passare da un sistema che cura gli italiani a uno che li aiuta a non ammalarsi”. Per questo si punta a rafforzare gli screening oncologici, abbassando l’età per quelli di mammella e colon-retto e investendo per arrivare a uno screening gratuito per il tumore del polmone. “Non basta vivere più a lungo, dobbiamo vivere meglio”, ha affermato, sottolineando che la prevenzione è la chiave per gestione sostenibile di un Paese che invecchia.

Equità e digitalizzazione come “autostrade”
Il ministro ha giudicato “inaccettabile” che al Sud l’aspettativa di vita sia di quasi tre anni inferiore al Nord. Per garantire equità di accesso alle cure, ha indicato nella digitalizzazione e nella telemedicina la strada maestra, paragonandola alla costruzione delle autostrade nel dopoguerra. “È impensabile che domani esistano ospedali di serie A e di serie B”, ha detto, ricordando gli oltre 3,5 miliardi del Pnrr destinati a questo settore.

Altri annunci e collaborazione con le Regioni
Tra gli altri punti toccati, l’annunciata adozione, dopo 13 anni, di un nuovo Piano nazionale per la salute mentale, con particolare attenzione ai giovani, e la battaglia contro le liste d’attesa, definite “inaccettabili”. Su quest’ultimo fronte, Schillaci ha annunciato un incontro a gennaio con i presidenti di Regione, sottolineando che “è un gioco di squadra” e che servono “una migliore organizzazione e più personale”. Infine, ha fatto un bilancio positivo della campagna vaccinale antinfluenzale in corso, con un aumento delle adesioni rispetto allo scorso anno, rinnovando l’appello a vaccinarsi per proteggere anziani e fragili.

18 Dicembre 2025

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