Il 2025 sarà ricordato come un anno di forti contrasti per la sanità globale. Da un lato, un contesto segnato da riduzioni dei finanziamenti, crisi geopolitiche e crescenti attacchi alla fiducia nella scienza; dall’altro, risultati storici che confermano come la cooperazione internazionale resti uno strumento imprescindibile per la tutela della salute pubblica. È questo il bilancio tracciato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel report “Stronger together: milestones that mattered in 2025”.
Al centro dell’anno che si chiude c’è l’adozione del primo Accordo pandemico globale, approvato dagli Stati membri nel corso dell’Assemblea mondiale della sanità. Un passaggio definito dall’Oms come cruciale per rafforzare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle future emergenze sanitarie, dopo le lezioni apprese con la pandemia di Covid-19. L’accordo riafferma il ruolo delle evidenze scientifiche e della solidarietà tra Paesi come pilastri della sicurezza sanitaria globale.
Vittorie nella lotta alle malattie infettive
Accanto ai progressi sul piano della governance globale, il 2025 ha registrato risultati concreti nella lotta contro numerose malattie. Tra i traguardi più rilevanti, l’eliminazione della trasmissione verticale di alcune infezioni. Le Maldive sono diventate il primo Paese al mondo a raggiungere la “tripla eliminazione” della trasmissione madre-figlio di Hiv, sifilide ed epatite B. Il Brasile ha ottenuto il riconoscimento per l’eliminazione della trasmissione dell’Hiv, diventando il Paese più popoloso delle Americhe a raggiungere questo obiettivo.
Importanti passi avanti sono stati compiuti anche contro le malattie tropicali neglette. Burundi, Egitto e Figi hanno eliminato il tracoma; Guinea e Kenya la tripanosomiasi africana (malattia del sonno); mentre il Niger è diventato il primo Paese africano a eliminare l’oncocercosi (cecità fluviale). Secondo l’ultimo rapporto globale dell’Oms sulle Ntd, dal 2010 il numero di persone che necessitano di trattamenti contro queste patologie si è ridotto del 32%, con 867 milioni di persone trattate nel solo 2023.
Tubercolosi e malaria: progressi e criticità
Sul fronte della tubercolosi, i dati mostrano una riduzione significativa della mortalità: nelle Regioni africana ed europea dell’Oms i decessi sono diminuiti rispettivamente del 46% e del 49% nell’ultimo decennio. Tuttavia, la malattia continua a rappresentare una delle principali cause di morte per infezione, con 1,2 milioni di vittime nel 2024, a conferma della necessità di intervenire sui fattori di rischio come Hiv, diabete, fumo e malnutrizione.
Anche la lotta alla malaria registra segnali incoraggianti. Nel 2025 Georgia, Suriname e Timor-Leste sono stati certificati malaria-free. Inoltre, sette nuovi Paesi africani hanno introdotto i vaccini antimalarici, portando a 24 il numero complessivo dei Paesi che utilizzano questo strumento, con una copertura di oltre 10 milioni di bambini ogni anno. L’impiego combinato di nuovi strumenti, tra cui zanzariere a doppio principio attivo e vaccini raccomandati dall’Oms, ha contribuito a prevenire circa 170 milioni di casi e un milione di decessi nel 2024.
Vaccinazioni e salute globale
Prosegue infine il rafforzamento dei programmi vaccinali contro patologie come meningite, pneumococco, poliomielite, rotavirus e papillomavirus umano (Hpv). Un impegno che, sottolinea l’Oms, resta essenziale per consolidare i progressi raggiunti e ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle cure.
Il messaggio che emerge dal bilancio del 2025 è chiaro: nonostante un contesto globale sempre più complesso, la salute pubblica avanza quando i Paesi scelgono di lavorare insieme, investendo in scienza, prevenzione e sistemi sanitari resilienti.