nasce a Bari il Progetto “Vacciniamo il futuro”, una iniziativa che partendo dalla cruciale tematica della vaccinazione, si configura come un eccellente modello operativo per lo sviluppo della Medicina di Prossimità.
Il concetto di medicina di prossimità è spesso vittima di un equivoco interpretativo che la relega a una funzione puramente “palliativa” o di gestione dell’estrema cronicità.
Di seguito riporto i punti chiave che giustificano la visione ampliata della medicina di prossimità, parte integrante della nuova riorganizzazione della medicina del territorio come previsto dal PNRR, utili a sostenere, rendere efficace e permettere la sua evoluzione verso un modello proattivo e non solo reattivo:
Ribaltamento della Piramide Assistenziale, il focus si sposta dalla gestione dell’acuzie alla medicina di iniziativa;
L’educazione sanitaria come strumento di “Self-Management”. Infatti, la medicina di prossimità agisce come catalizzatore per l’empowerment del paziente e, attraverso figure come l’Infermiere di Famiglia e le Case di Comunità, promuove l’Alfabetizzazione Sanitaria (Health Literacy);
La prossimità come “Antenna Sociale” integrando la dimensione clinica con quella biosociale. La salute non è solo assenza di malattia, ma uno stato di benessere influenzato dai determinanti sociali (solitudine, povertà, condizioni abitative);
La transizione dal Modello Reattivo (Standard) al Modello Proattivo (Prossimità).
- L’educazione sanitaria come strumento di “Self-Management”. Infatti, la medicina di prossimità agisce come catalizzatore per l’empowerment del paziente e, attraverso figure come l’Infermiere di Famiglia e le Case di Comunità, promuove l’Alfabetizzazione Sanitaria (Health Literacy);
- La prossimità come “Antenna Sociale” integrando la dimensione clinica con quella biosociale. La salute non è solo assenza di malattia, ma uno stato di benessere influenzato dai determinanti sociali (solitudine, povertà, condizioni abitative);
- La transizione dal Modello Reattivo (Standard) al Modello Proattivo (Prossimità).
- La medicina di prossimità non deve essere il “binario morto” dove si gestisce solo l’inevitabile, ma il motore pulsante di una comunità resiliente. Prevenzione ed educazione sanitaria sono le fondamenta che permettono di mantenere la popolazione in salute più a lungo, garantendo che le cure palliative e di fine vita rimangano un servizio di eccellenza per chi ne ha reale bisogno, e non l’unica risposta possibile del territorio.
La medicina di prossimità non deve essere il “binario morto” dove si gestisce solo l’inevitabile, ma il motore pulsante di una comunità resiliente. Prevenzione ed educazione sanitaria sono le fondamenta che permettono di mantenere la popolazione in salute più a lungo, garantendo che le cure palliative e di fine vita rimangano un servizio di eccellenza per chi ne ha reale bisogno, e non l’unica risposta possibile del territorio
L’obiettivo primario del progetto è sintetizzato nello slogan “L’Informazione Scientifica Accessibile”. Colmare il divario informativo portando la conoscenza scientifica direttamente dove si trova il cittadino è utile nell’attuale conteso sanitario, segnato da liste d’attesa percepite come prioritarie rispetto alla prevenzione e da una sfiducia che spesso sfocia nel complottismo.
Il suo modus operandi può essere replicato per affrontare una vasta gamma di tematiche sanitarie, sviluppando così un sistema di Medicina di Prossimità più ampio e resiliente:
- Screening e Prevenzione Oncologica, l’informazione capillare può migliorare l’adesione;
- Gestione delle Malattie Croniche, incontri di prossimità per educare i cittadini alla corretta gestione delle cronicità, migliorando l’aderenza terapeutica;
- Promozione di Stili di Vita Sani, la diffusione di messaggi scientificamente corretti può essere potenziata dal contatto diretto nei luoghi di aggregazione;
- Sensibilizzazione su Altre Campagne Sanitarie di salute pubblica (donazione sangue, igiene ambientale, ecc.) per massimizzare l’impatto.
Il progetto “Vacciniamo il Futuro” nasce dalla consapevolezza che la vaccinazione rappresenta uno dei traguardi più alti della sanità pubblica e, con l’avvio, lo scorso 13 dicembre 2025, si è offerto in un ambiente non sanitario il Dialogo Aperto e l’Interazione Diretta; avviato con successo sul territorio Barese, merita pieno sostegno e monitoraggio, poiché ha fornito un modello replicabile per costruire fiducia e alfabetizzazione sanitaria in altri contesti geografici, elevando la qualità della Medicina di Prossimità a beneficio di tutta la cittadinanza. Infatti, l’idea è quella di estendere e sviluppare il progetto anche in altri setting diversi dai supermercati e parrocchie, dove “la gente è”: smontare le fake news e costruire fiducia attraverso la trasparenza e la conoscenza.
I vaccini rappresentano la più grande conquista della salute pubblica del XX secolo hanno trasformato radicalmente il panorama epidemiologico italiano, riducendo l’incidenza di malattie che un tempo erano endemiche e letali.
Ogni anno, l’influenza stagionale causa tra 250.000 e 650.000 decessi a livello globale, principalmente tra gli anziani e le persone fragili, con complicazioni come polmonite e peggioramento di patologie croniche (le stime-ECDC- in Europa sono pari a circa 40.000 morti ogni anno, circa 8.000 decessi in Italia -90% di fragili o >65 aa-). Tutti i dati elaborati dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dimostrano che i programmi di vaccinazione universale hanno evitato milioni di casi di malattia e salvato innumerevoli vite nel mondo anche in ambito oncologico. Quando le coperture vaccinali scendono al di sotto della soglia critica (generalmente il 95% per raggiungere l’immunità di gregge), il rischio di ritorno delle malattie aumenta drammaticamente.
Investire oggi nelle vaccinazioni significa, letteralmente, “vaccinare il futuro”, ridurre il carico delle malattie croniche, proteggere i fragili attraverso l’immunità di gregge e promuovere un invecchiamento attivo e in salute, non solo protezione individuale ma un investimento generazionale, verso una cultura della salute e dell’Evidenza Scientifica.
La medicina di prossimità con il progetto “Vacciniamo il Futuro”, sfida l’esitazione tra i banchi; l’efficacia della prevenzione, costruendo credibilità; l’importanza della Fiducia, dimostrando ai cittadini che la salute è un bene collettivo; l’attuale crisi di salute pubblica, evidenziando la disinformazione.
Nato dall’intuizione della Dr. Maria Zamparella, coordinato dalla stessa, con la collaborazione del gruppo Donne Medico, “Agapanto” e Fiduciari e Vice -Fiduciari dell’OMCeO Bari dimostra che la battaglia contro la disinformazione non si vince negli ambulatori, ma laddove “la gente è”.
La Cronaca di un’iniziativa che trasforma il supermercato in presidio di salute. “Siamo medici, non chiediamo soldi: vogliamo promuovere la conoscenza”, con questa semplice ma dirompente frase, le équipe di medici di medicina generale e specialisti in formazione hanno intercettato oltre 800 cittadini tra le corsie dei supermercati baresi. I dati raccolti sul campo confermano l’efficacia del metodo, evidenziato un mix di fiducia, bisogno di rassicurazione e sfumature preziose che spesso sfuggono ai dati statistici e, l’esigenza di una comunicazione più empatica e di una prossimità che trasformi l’obbligo in consapevolezza condivisa. Il dialogo diretto riduce l’esitazione vaccinale dal 40% al 30%.
Quando il medico “esce” dallo studio abbatte la barriera psicologica che separa il cittadino dall’esperto e smonta le fake news.
La Voce dei Cittadini, Riflessioni dal campo Tra pregiudizi e scoperte: La fiducia nel “Camice Bianco” “Non cerco risposte su Google, cerco un medico che abbia il tempo di spiegarmi perché questo vaccino è importante per mio figlio e per i miei genitori anziani. La fiducia nasce dal tempo che ci dedicano.”
Il vaccino come atto di solidarietà “Ho capito che vaccinarmi non serve solo a me. È un gesto che faccio per la mia comunità. È una forma di rispetto verso gli altri.” La riscoperta del valore collettivo!!!
La richiesta di semplificazione “Burocrazia, difficoltà di prenotazione scoraggiano più della paura degli effetti collaterali. Servono centri vaccinali aperti, vicini alla gente e informazioni chiare, senza paroloni tecnici.”
Il valore scientifico “L’autorevolezza di figure socio-sanitarie è percepita se vicini alla gente”
Scetticismo sull’efficacia “Non vi è utilità della vaccinazione stagionale per la mutabilità dei ceppi virali. Tanto Tutti dobbiamo morire”;
Chiusura ed ostilità verbale “Quella porcheria se la inoculassero loro!” – “No non mi vaccino, non ho vaccinato nemmeno il mio cane. Credimi!” – “Non ci credo, mi dispiace” – “Le guerre nel mondo ci sono perché i vaccini hanno fatto impazzire le persone!”. “I vaccini non mi interessano, sono contrario a tutto”, “Non voglio parlarne”:
Il bisogno di “umanità” scientifica “La prossimità psicologica si è rivelata efficace quanto quella fisica: Sollievo nel poter porre domande semplici senza sentirsi giudicati”. L’empatia è efficace quanto la competenza clinica.
La solitudine informativa “Spesso leggiamo cose spaventose sul web perché non sappiamo a chi altro chiedere in tempi brevi”;
Teorie del complotto e spinte ideologiche, “I vaccini sono strumento di profitto per le lobby economiche o causa di alterazioni comportamentali e conflitti globali”;
I Successi del Dialogo e della Mediazione hanno permesso di Superamento dei falsi impedimenti alla vaccinazione: “Sono oncologico, non mi vaccino”, “Sono affetto da silicosi polmonare non sono idoneo alla vaccinazione”, “Non conosciamo le indicazione del vaccino per HPV”.
Le testimonianze raccolte indicano che la sfida del futuro non si vince solo nei laboratori di ricerca ma nelle piazze, nelle scuole e negli studi medici di prossimità al cittadino; abbiamo dimostrato che quando la scienza si apre all’ascolto, i dubbi si trasformano in domande e le domande in adesione consapevole. L’umanizzazione dei percorsi sarà il successo delle campagne vaccinali del futuro!!!
“Vacciniamo il Futuro” non è uno slogan, ma un impegno programmatico. La prevenzione deve diventare un’abitudine culturale, un filo rosso che unisce le generazioni in un unico obiettivo per un “domani sano, sicuro e resiliente”
Ringrazio tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione attiva del progetto in particolare Mariantonietta Monteduro e Filippo Anelli.
Maria Zamparella
MMG, Gastroenterologa
Coordinatore della Formazione Specifica per i MMG e Vice-Coordinatore dei Fiduciari all’OMCeO Bari