Riforma professioni. Le audizioni alla Camera di Ordini e Sindacati

Riforma professioni. Le audizioni alla Camera di Ordini e Sindacati

Riforma professioni. Le audizioni alla Camera di Ordini e Sindacati

In Commissione Sociali alla Camera oggi lunga giornata di audizioni sul disegno di legge “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”. Ecco le voci dei protagonisti.

Ha preso il via in mattinata oggi in Commissioni Affari Sociali alla Camera una lunga giornata che è stata interamente dedicata alle audizioni di Ordini professionali e sindacati sul disegno di legge “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.


Di seguito le voci dei protagonisti.

Agenas: Attuare modello che superi rapporto posti letto-personale

“Il provvedimento concentra correttamente l’attenzione sul tema della quantità ma soprattutto della qualità delle competenze del personale. Il punto è come avere quel giusto mix tra quantità e qualità che permetta di conseguire un’assistenza tale da migliorare lo stato di salute della popolazione. Agenas ha sviluppato modello che ha come obiettivo principale quello di definire il fabbisogno di personale sia medico sia delle altre professioni sanitarie collegato alle esigenze delle singole strutture, e crediamo possa essere rilevante ai fini dell’attuazione delle previsioni. E’ dunque opportuno definire un modello di programmazione che permetta di superare l’attuale meccanismo statico del rapporto tra posti letto e profesisonisti, passando a un sistema che pianifichi il fabbisogno di personale sulla base di evidenze e di dati. Solo in questo modo riusciamo a coniugare l’efficienza e la qualità”. Lo ha affermato Americo Cicchetti, commissario straordinario dell’Agenas nel corso dell’audizione in commissione Affari sociali alla Camera, nell”ambito dell”esame del ddl recante ‘Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie’. 
“Il Programma nazionale degli esiti (Pne) è il modello piu avanzato di valutazione dei risultati reali di salute del Ssn che abbiamo oggi a disposizione. Non esiste un’esatta correlazione tra la quantità di personale disposnibile in un determinato servizio e gli esiti di salute, quello che fa la differenza è l’organizzazione e le competenze. Uno strumento come il Pne permette di valorizzare le professionalità”, ha aggiunto.

Fnopi: “Valorizzare formazione, organizzazione e ruolo istituzionale”
“Solo un intervento coerente su formazione, esercizio professionale, organizzazione, ordinamento e valorizzazione potrà consentire al sistema sanitario di rispondere efficacemente alle sfide del futuro”. Cos’ presidente Fnopi, Barbara Mangiacavalli, sul disegno di legge dellega che, ha spiegato, “rappresenta un passaggio strategico per l’intero Sistema salute del Paese. Il cambiamento che sta interessando il contesto sanitario nazionale impone una riforma delle professioni sanitarie che ne consenta la piena valorizzazione del ruolo istituzionale”.

Per la Fnopi la riforma ha il compito di “ridefinire ruoli e responsabilità in funzione dei bisogni di salute delle persone, anche alla luce dell’impatto crescente dell’innovazione tecnologica e dell’intelligenza artificiale, valorizzando pienamente il contributo che ciascuna professione può offrire”.

Diversi gli ambiti d’intervento sui quali è importante intervenire per la Federazione degli infermieri: dalla rivisitazione del sistema Ecm all’assetto normativo, ridefinendo con maggiore chiarezza gli ambiti di esercizio e i livelli di autonomia dell’agire professionale; fino a tenere conto delle criticità strutturali dei piccoli Ordini che devono fare i conti con pochi iscritti e poco personale. Analoghe esigenze di aggiornamento riguardano le Federazioni nazionali, per le quali appaiono necessari correttivi normativi che garantiscano la piena valorizzazione del ruolo istituzionale svolto a tutela dei cittadini.

Per la Fnopi resta, infine, imprescindibile, nell’ambito della riforma, dare spazio a una reale valorizzazione economica delle professioni sanitarie per adeguare le retribuzioni italiane agli standard dei Paesi europei.

Fimmg: “Con scuola specializzazione allineare trattamenti economici medicina generale”
“Bene avere individuato un percorso di evoluzione a specializzazione della medicina generale, con l’esplicita esclusione di ogni ipotesi di equipollenza con altre discipline, vincolando la ridefinizione del percorso formativo della medicina generale alle leggi europee. Contestualmente appare necessario e non più rimandabile prevedere un allineamento dei trattamenti economici dei medici frequentanti i due percorsi formativi distinti”. Lo ha detto Carlo Curatola, segretario del segretario generale nazionale della Fimmg.

“La stesura di un accordo collettivo nazionale che possa interconnettere le attività e i ruoli dei corsisti nella medicina generale potrebbe risolvere anche questo tipo di problema”, ha aggiunto Curatola.

Anaao: “Serve una riforma coraggiosa per la riqualificazione del lavoro dei professionisti della sanità”


Fofi: “Riformare la legge del 2018, ora è anacronistica. Serve più sussidiarietà per gli Ordini e cambiare il sistema Ecm”
Nel suo intervento, Andrea Mandelli (Fofi) ha evidenziato l’urgenza di riformare la legge del 2018 sulle professioni sanitarie, resa anacronistica dalla pandemia. La proposta si articola in quattro punti chiave: 1) il superamento della grave carenza di personale sanitario, puntando sulla semplificazione e su una maggiore sussidiarietà verso gli Ordini per snellire le procedure; 2) la riforma del sistema disciplinare, oggi inefficace, per impedire che i ricorsi alla Cceps blocchino le sanzioni per i reati più gravi; 3) la revisione dei vincoli temporali per le cariche negli Ordini, rischiosi dopo la disaffezione causata dal Covid; 4) la radicale riforma del sistema di Educazione Continua in Medicina (Ecm), criticato per costi, metodi obsoleti e per la mancanza di riconoscimenti concreti per i professionisti. L’appello finale è per una rapida e incisiva riforma che valorizzi il ruolo centrale delle professioni sanitarie.

Fno Tsrm e Pstrp: “Pari riconoscimenti e dignità per tutte le professioni”
“Valorizzare e trattare in modo equilibrato tutte le professioni che operano all’interno del nostro Sistema sanitario nazionale, al fine di garantirne pari riconoscimenti sia sul piano sociale che su quello economico”. 

È questo quanto ha dichiarato Diego Catania, presidente della Fno Tsrm e Pstrp, nel corso dell’audizione.

“Vogliamo evitare – aggiunge Catania – sperequazioni tra le professioni del comparto, pertanto chiediamo pari dignità, affinché anche i nostri professionisti possano essere riconosciuti e incentivati nelle loro attività quotidiane”. 

In termini di formazione continua Catania ha evidenziato la necessità di rivedere l’attuale sistema di aggiornamento, al fine di agevolare innanzitutto i professionisti e, contestualmente, sostenere gli Ordini che erogano gratuitamente corsi Ecm in qualità di provider.

Altro ambito su cui ha posto l’accento il Presidente della Federazione nazionale è “la necessità di sburocratizzare gli Ordini e renderli realmente sussidiari”, eliminando incombenze non sempre utili al buon funzionamento verso competenze valevoli, oggi in capo al Ministero della salute, come per esempio la valutazione dei titoli esteri. 

Nel corso dell’audizione, Catania ha ribadito la necessità di dare piena e concreta attuazione della normativa vigente riguardo alla legge sull’equocompenso in favore dei tanti professionisti che esercitano la libera professione.

Tra le varie richieste avanzate dalla Federazione nazionale e inserite nella memoria depositata alla Camera, rientra la necessità di attivare le lauree magistrali a indirizzo clinico per le professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, nonché l’adozione di politiche di promozione nei confronti degli studenti delle scuole secondarie di secondo grado per favorirne l’iscrizione ai corsi di laurea delle professioni sanitarie.

Infine, la richiesta di emanare il regolamento degli Ordini e delle Federazioni nazionali, già previsto dalla legge 3 del 2018, nonché la revisione della Cceps per renderne agile il funzionamento.

In conclusione, il Presidente ha confermato la disponibilità della Fno Tsrm e Pstrp a supportare i lavori parlamentari, sia nella fase di discussione del provvedimento sia nella successiva elaborazione dei decreti legislativi attuativi, attraverso il coinvolgimento esperto delle Commissioni di albo nazionali, per agevolare la riforma delle professioni sanitarie.

“Il nostro obiettivo è contribuire alla costruzione di un sistema efficiente, attrattivo e capace di rispondere ai nuovi bisogni di salute, in coerenza con i rapidi mutamenti demografici e sociali della popolazione”, chiosa Catania.

20 Gennaio 2026

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