Decreto Milleproroghe. Medici in corsia fino a 72 anni. Ecco l’emendamento del Governo

Decreto Milleproroghe. Medici in corsia fino a 72 anni. Ecco l’emendamento del Governo

Decreto Milleproroghe. Medici in corsia fino a 72 anni. Ecco l’emendamento del Governo

Il Governo proroga al 2026 la possibilità per le Asl di trattenere o riassumere medici e sanitari in pensione fino a 72 anni. La misura, a costo zero secondo la relazione tecnica, esclude però incarichi apicali per i professionisti che rientrano in servizio. L'EMENDAMENTO

Come anticipavamo nei giorni scorsi, per far fronte alla “grave carenza di personale” nel Servizio sanitario nazionale e completare l’opera di formazione dei nuovi assunti, il Governo chiede di prorogare fino al 31 dicembre 2026 la possibilità per ospedali e Asl di trattenere o riassumere medici e sanitari già in pensione. La misura è contenuta nell’emendamento 5.138 al decreto, depositato in Commissione Bilancio alla Camera e accompagnato da una relazione tecnica con parere positivo della Ragioneria Generale dello Stato.

L’emendamento, composto dai commi 10-bis e 10-ter, interviene su due fronti. Il primo (10-bis) proroga di un anno la facoltà per Regioni e Province Autonome di conferire incarichi semestrali di lavoro autonomo a dirigenti medici, veterinari, sanitari e operatori socio-sanitari collocati in quiescenza, anche se non più iscritti agli albi professionali.

Il cuore della norma è però il comma 10-ter, che estende al 2026 due strumenti emergenziali. Da un lato, consente alle Aziende sanitarie e al Ministero della Salute di trattenere in servizio, su loro richiesta, i dirigenti medici e sanitari dipendenti che abbiano superato il limite di età (65 anni). La deroga permette di spostare questo tetto fino al compimento del 72° anno di età.

Dall’altro, viene riconfermata la possibilità per le stesse amministrazioni di riammettere in servizio, sempre su istanza degli interessati e comunque non oltre il 31 dicembre 2026, il personale sanitario andato in pensione a partire dal 1° settembre 2023. I professionisti che aderiscono dovranno optare tra il mantenere il trattamento pensionistico già in godimento o percepire la retribuzione prevista per il nuovo incarico. La norma esclude espressamente che i dirigenti rientrati possano ricoprire incarichi apicali (come direzioni di struttura complessa o dipartimentale).

Tuttavia, la proroga presenta un’importante esclusione. Rispetto alla normativa precedente, le modifiche apportate sopprimono esplicitamente i riferimenti ai docenti universitari che svolgono attività assistenziali in medicina e chirurgia. Ciò significa che la facoltà di trattenimento o riammissione non sarà estesa a questa categoria di professionisti, rimanendo quindi limitata ai soli dipendenti del Ssn e del Ministero della Salute.

La relazione tecnica che accompagna l’emendamento sottolinea come la mossa sia dettata dalla necessità di “far fronte alle esigenze di formazione e tutoraggio del personale” recentemente assunto e di “fronteggiare la grave carenza di personale”. Il Governo garantisce che dalla disposizione “non derivano nuovi o maggiori oneri” per la finanza pubblica, poiché le spese per il personale trattenuto rientrano nei limiti di bilancio già vigenti e i rientri avvengono nei limiti delle facoltà assunzionali esistenti.

Giovanni Rodriquez

29 Gennaio 2026

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