Oltre un miliardo di persone nel mondo convive con Malattie Tropicali Neglette, patologie che continuano a rimanere ai margini delle priorità sanitarie globali. Un’emergenza che non riguarda solo i Paesi a basso reddito ma coinvolge anche l’Italia, dove tra il 2011 e il 2016 sono state documentate oltre 7.300 diagnosi e, dal 1997 al 2021, più di 24mila ospedalizzazioni per echinococcosi cistica.
A richiamare l’attenzione su queste malattie “invisibili” è l’Iss, in vista della Giornata mondiale delle Malattie Tropicali Neglette (Neglected Tropical Diseases, NTDs), istituita dall’Oms e celebrata il 30 gennaio.
Quali sono le NTD
Le NTDs comprendono 21 gruppi di malattie causate da diversi agenti patogeni, in larga parte parassiti (elminti e protozoi). L’Oms attualmente riconosce le seguenti NTDs: scabbia, malattia di Chagas (tripanosomiasi americana), tripanosomiasi africana (malattia del sonno), leishmaniasi, ulcera di Buruli, lebbra (malattia di Hansen), noma, tracoma, framboesia, micetoma, cromoblastomicosi, rabbia, dengue e chikungunya, dracunculosi (verme della Guinea), echinococcosi (alveolare, cistica), trematodiasi alimentari (clonorchiasi, opistororchiasi, fasciolosi, paragominosi), filariosi linfatica (elefantiasi), oncocercosi (cecità fluviale), schistosomosi (bilharzia), elmintiasi trasmesse nel suolo (ascariasi, ancilostomiasi, necatoriasi, tricuriasi, strongiloidosi), e teniasi/cisticercosi.
“Sebbene siano maggiormente diffuse nelle aree tropicali e subtropicali a basse risorse – spiega Adriano Casulli, direttore del reparto malattie infettive parassitarie trasmesse dagli alimenti e neglette dell’Iss – alcune NTDs sono presenti anche nei Paesi ad alto reddito, inclusa l’Italia, rappresentando una sfida sanitaria concreta anche per l’Europa. Nonostante il loro significativo impatto sanitario, sociale ed economico, queste patologie continuano a ricevere investimenti insufficienti in ricerca, prevenzione e controllo, rimanendo ai margini delle agende sanitarie globali. La Giornata Mondiale delle NTDs, promossa dall’Oms, sottolinea quindi la necessità di un impegno politico e scientifico più deciso, fondato su sorveglianza, prevenzione, accesso alle cure e ricerca, secondo un approccio integrato di One Health, capace di rispondere a una minaccia che non conosce confini geografici”.
Le NTDs in Italia
Alcune delle malattie a carattere infettivo sotto l’egida delle NTDs vengono direttamente trasmessa nel territorio italiano, altre invece vengono sempre più importate tramite viaggi in aree endemiche, sottolinea l’esperto dell’Iss: “Il numero reale di queste infezioni è tuttavia difficile da quantificare a causa sia delle difficolta diagnostiche proprie di queste malattie, sia delle competenze cliniche sempre meno presenti sul territorio nazionale, che della mancanza di sorveglianze specifiche per molte di queste NTDs. Nel periodo 2011-2016 uno studio ha documentato 7,375 diagnosi di NTDs, dovute principalmente a leishmaniosi (2510 casi), schistosomiasi (2129), strongiloidosi (925), malattia di Chagas (598), dengue (613), ma anche teniasi/cisticercosi (358) e filariasi (243)”.
Alcune NTDs come dengue e chikungunya fanno parte delle arbovirosi, malattie causate da virus trasmessi da zanzare appartenenti al genere Aedes, che sono già soggette a una sorveglianza specifica nel nostro paese, ma non sono le uniche presenti tra le malattie neglette. Nel 2025 sono stati riportati 469 casi di chikungunya (85 associati a viaggi all’estero e 384 autoctoni) e 217 di dengue (213 associati a viaggi all’estero e 4 autoctoni).
Alcune survey hanno rilevato che nel nostro Paese sono presenti anche tracoma, oncocerchiasi, lebbra e più recentemente opistorchiasi (trematodiasi alimentare). Inoltre, alcune tra queste NTDs sono da considerare storicamente endemiche in Italia a causa della presenza di vettori competenti (pappataci) per la leishmaniosi e di ospiti mammiferi intermedi e definitivi (ovini e cani da pastore) per l’echinococcosi cistica. In particolare, l’echinococcosi cistica (malattia zoonotica parassitaria) è una delle NTDs di maggiore rilevanza in Italia con 24651ospedalizzazioni riportate nel periodo 1997-2021. In fine, evidenzia Casulli, va menzionato, nel 2023, il primo caso autoctono in nord Italia di echinococcosi alveolare; altra malattia infettiva (diversa dall’echinococcosi cistica) con un comportamento simile a una neoplasia maligna a causa della proliferazione del parassita negli organi interni a partire dal fegato.
Le iniziative in Italia
In Italia, la sensibilizzazione, la ricerca e la formazione sulle NTDs si inseriscono in un quadro di riferimento nazionale coordinato dal Network Italiano per le Malattie Tropicali Neglette (IN-NTD), una coalizione che riunisce Istituti di ricerca, Università, Ospedali e Fondazioni e a cui afferiscono le Società scientifiche SoIPa (Società Italiana di Parassitologia) e SIMET (Società Italiana di Medicina Tropicale e Salute Globale), con l’obiettivo di promuovere un approccio integrato alla prevenzione, alla diagnosi e alla gestione delle NTDs.
Cosa fa l’ISS
Il Dipartimento di Malattie Infettive (DMI) dell’Iss è da anni impegnato a vari livelli nello studio e nella lotta contro queste NTDs, i patogeni che le causano e gli artropodi vettori che le trasmettono. Il DMI in particolare svolge attività di ricerca, sorveglianza e diagnosi di alcune di queste NTDs, specialmente quelle storicamente endemiche in Italia come l’echinococcosi cistica e l’echinococcosi alveolare (causate da parassiti elminti appartenenti al genere Echinococcus) e trasmesse da alimenti, acqua o per contatto mano-bocca, la leishmaniasi (causata da parassiti protozoi appartenenti al genere Leishmania) trasmessa tramite punture di insetti vettori, i flebotomi (pappataci), ma anche da altre NTDs come la dengue (causata da virus, sierotipi Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) e chikungunya (causata da virus, CHIKV), trasmesse da zanzare appartenenti al genere Aedes, come la zanzara tigre, la cui ampia diffusione nel territorio ha favorito l’insorgenza di molti focolai epidemici autoctoni di queste arbovirosi.
L’Iss è anche Centro di Collaborazione dell’Omsper l’echinococcosi (WHO Collaborating Centre for the Epidemiology, Detection and Control of Cystic and Alveolar Echinococcosis) e Laboratorio di Riferimento Europeo per i Parassiti nel campo della sicurezza alimentare (European Union Reference Laboratory for Parasites; EURL-P).