Giornata del personale sanitario, Schillaci: “Ssn cambia, ruolo operatori resta fondamentale”

Giornata del personale sanitario, Schillaci: “Ssn cambia, ruolo operatori resta fondamentale”

Giornata del personale sanitario, Schillaci: “Ssn cambia, ruolo operatori resta fondamentale”

Per la VI giornata del Personale sanitario organizzata da Fnomceo, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ricorda gli interventi del governo in Legge di Bilancio per aumentare i rinnovi contrattuali e affrontare la carenza di personale: "Fondi destinati per rafforzare gli organici, ridurre il ricorso al precariato, abbattere le liste d'attesa, restituire sostenibilità". Sulle aggressioni commenta: "Chi cura non deve avere paura, inserito misure contro aggressori".

“È un grande onore per me intervenire in occasione di questo 20 febbraio, che non è solo una ricorrenza simbolica, ma ha un alto valore civile. È il momento nel quale l’Italia riconosce l’importanza di donne e uomini che ogni giorno con grande competenza e dedizione assicurano il diritto fondamentale alla salute che sancito dalla nostra Costituzione”. Con queste parole il Ministro della Salute Orazio Schillaci apre le celebrazioni per la VI Giornata del Personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del Volontariato, nata nel 2021 per ricordare il valore insostituibile dei lavoratori della Salute durante la pandemia da Covid-19.

L’edizione 2026, accompagnata dallo slogan “Il Valore di chi Cura” e ospitata nel Conservatorio di Santa Cecilia a Roma, che vede la presenza del Ministro e di numerose autorità e istituzioni, riporta alla mente la resilienza dei sanitari durante l’emergenza pandemica.

Ministro Schillaci: “Momento di riflessione su rinnovamento del sistema sanitario, condanna ferma delle aggressioni”

“Oggi è anche un momento di riflessione sul rinnovamento il sistema sanitario – prosegue il ministro – che stiamo portando avanti, ed è giusto riconoscimento del ruolo fondamentale che all’interno di questo svolgono gli operatori. Il nostro Ssn ha oggi si confronta con sfide decisive: l’invecchiamento della popolazione, la complessità crescente dei bisogni assistenziali, la necessità di innovazione tecnologica, le sfide legate alle medicine territoriali, ai bisogni socio-sanitari che sono sempre più intersecati tra di loro”.

“Per affrontarle – spiega – siamo intervenuti non solo con le risorse per i rinnovi contrattuali, ma anche sulla sicurezza con una riforma delle professioni sanitarie attesa da tempo che punta a potenziare il Ssn e contrastare la carenza di personale e aggiornare le competenze professionali”. Schillaci ricorda le priorità del governo nel corso del 2025: “Con la Legge di Bilancio di quest’anno abbiamo dato un segnale forte di attenzione al personale, ci sono fondi destinati a nuove estensioni per rafforzare gli organici, ridurre il ricorso al precariato, abbattere le liste d’attesa, restituire sostenibilità”.

Il ministro conclude con fermezza condannando le aggressioni ai danni del personale sanitario: “In questa giornata non posso non tornare su una questione che mi sta molto a cuore: la sicurezza degli operatori sanitari. Le aggressioni al personale rimangono una ferita per tutta l’Italia per questo abbiamo agito, riportando i presidi di sicurezza all’interno delle strutture sanitarie,  inserito le misure contro chi si rende responsabile di questi reati. Chi oggi cura non deve avere paura”.

Zaffini (Commissione Affari Sociali Senato): “Grande attenzione verso professionisti sarà proiettata in scelte future del governo”

Per il Presidente della Commissione Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale del Senato Francesco Zaffini, il 20 febbraio è un’occasione per ricordare il grande sacrificio del personale sanitario durante l’emergenza pandemica, pagato spesso con la vita. Zaffini dedica un ricordo ai medici di famiglia: “La gran parte dei decessi durante la pandemia, il 41%, è avvenuta tra i medici che operavano sul territorio per questo e l’Italia, in quelle prime ondate, è risultata tra i paesi a più alto numero di decessi. Su questo dobbiamo continuare ad interrogarci perché viviamo una sfida continua tra voler dimenticare quel periodo e imporci tutti quanti ogni giorno di non lasciare che sia passato inutilmente”.

“Vorrei ribadire – prosegue Zaffini – l’attenzione grande di questo governo nei confronti delle professioni sanitarie. In questa Legge di Bilancio tante risorse sono state indirizzate al personale, con rinnovi contrattuali, aumenti stipendiali, prestazioni aggiuntive e straordinario. Questa attenzione nei confronti dei professionisti, per noi motivo di grande orgoglio e di attenzione, sarà proiettata in tutte le scelte future. Perché è solo grazie ai professionisti che noi possiamo garantire la qualità e il livello del nostro Ssn con oltre due milioni di prestazioni al giorno. Solo l’Italia lo fa come lo fa l’Italia”.

Cappellacci (Commissione Affari Sociali Camera): “Sanità non vive di slogan, ma di competenze”

Anche il Presidente della Commissione Affari sociali della Camera, Ugo Cappellacci, ringrazia con un messaggio la comunità medica e sanitaria ricordando la giornata come un momento di “consapevolezza collettiva”. “La sanità è una grande infrastruttura civile – afferma – non vive di slogan, ma di lavoro quotidiano, di competenze riconosciute, di responsabilità condivise. Vi ringrazio per ciò che fate e per ciò che rappresentate per il paese. Continuiamo a camminare insieme con rispetto reciproco e con l’ambizione di costruire una sanità sempre più giusta, moderna e umana a misura dell’uomo e dei cittadini”.

Anelli (Fnomceo): “Ricordiamo i 380 medici e odontoiatri che hanno perso la vita in pandemia”

“Il 20 febbraio rappresenta per il nostro Paese un momento di memoria, riconoscenza e responsabilità. Ricordiamo una data che ha segnato profondamente la storia recente dell’Italia e che ha reso evidente, in modo drammatico, il valore insostituibile del personale sanitario, sociosanitario, socioassistenziale e del volontariato” conferma il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo) Filippo Anelli.  “La pandemia – prosegue Anelli – ha messo in luce non solo la fragilità dei sistemi sanitari, ma soprattutto la forza, il coraggio e l’etica di chi indossa ogni giorno un camice, una divisa o presta la propria opera come volontario”. Il presidente Fnomceo ricorda i 380 medici e odontoiatri che hanno perso la vita a causa della pandemia e, tra loro, il presidente dell’Omceo di Varese Roberto Stella, primo medico a perdere la vita in pandemia, “simbolo di una professione che non si è mai sottratta al proprio compito, nemmeno nei momenti più drammatici”.

Anelli sceglie di orientare la sua riflessione sul ruolo del medico di fronte ai grandi cambiamenti della professione, tra questi l’intelligenza artificiale che promette di modificare radicalmente la gestione di dati e procedure. “L’intelligenza artificiale è uno strumento straordinario. Sarebbe miope non riconoscerne il valore, ma il suo ruolo è quello di generare opzioni, non quello di assumersi responsabilità. La responsabilità resta al medico” afferma il presidente Fnomceo. “È il medico che costruisce la relazione di cura. Ma la responsabilità non riguarda soltanto il singolo atto clinico. Riguarda anche il modo in cui organizziamo la sanità, in cui costruiamo regole e modelli capaci di integrare innovazione e tutela della persona. In un tempo in cui la trasformazione digitale investe il Servizio sanitario nazionale, la questione non è se adottare l’intelligenza artificiale, ma come governarla: con quali criteri etici, con quali garanzie professionali, con quale equilibrio tra sostenibilità, innovazione e qualità della relazione di cura”.

Bakke (CPME): “European doctors stand as one. Non dimentichiamo lezioni pandemia”

Un equilibrio fatto anche di comunità, in Italia come in Europa, come tiene a ricordare in un intervento video il Presidente del CPME (Comitato permanente dei Medici Europei) Ole Johan Bakke. “Molte delle lezioni apprese durante la pandemia sono state rapidamente dimenticate – avverte Bakke – e le politiche di preparazione europee in molti luoghi non sono sufficientemente solide da offrire una protezione migliore a medici, pazienti e società rispetto a prima della pandemia. Riteniamo necessario quindi che i medici continuino a far sentire la propria voce per garantire che non si debbano più contare perdite così terribili”.

“Oggi – continua – ci prendiamo del tempo per commemorare coloro che non sono più con noi. Per onorare la loro memoria, ci impegniamo a lavorare per i sistemi sanitari europei, che si baseranno sulle lezioni apprese per proteggere medici e pazienti nelle emergenze future. Traiamo speranza e forza dalla solidarietà della comunità medica”. Poi conclude “european doctors stand as one”, un invito a percepire un’unica identità come medici d’Europa, verso un obbiettivo comune come accadde durante la pandemia.

Oliveti (Enpam): “Non sottovalutiamo l’impatto dell’AI sulla redditualità”

“Noi siamo destinati alla protezione sociale e cerchiamo di esercitarla con lungimiranza, con tempestività ma nella consapevolezza del ruolo nostro di supporto ai medici” dice il presidente della Fondazione Enpam, Alberto Oliveti. Poi torna sul tema dell’intelligenza artficiale, già presentato come una sfida dal presidente Fnomceo Anelli. “I problemi sono tanti, non da sottovalutare l’impatto dell’intelligenza artificiale, che potrà essere un grande amplificatore ma mai un sostituto. Dovremmo accendere un faro sul rischio di ridurre la redditualità e quindi i flussi contributivi prodotti da lavoro umano. Ci dovrebbe cominciare a interrogare anche su come mettere l’AI al servizio della protezione sociale, per evitare che l’impatto sia troppo pervasivo”.

Gloria Frezza

20 Febbraio 2026

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