Disabilità. Sperimentazione al via anche nella Capitale. Cgil Roma e Lazio: “Rischio ostacoli e costi più alti per i cittadini”

Disabilità. Sperimentazione al via anche nella Capitale. Cgil Roma e Lazio: “Rischio ostacoli e costi più alti per i cittadini”

Disabilità. Sperimentazione al via anche nella Capitale. Cgil Roma e Lazio: “Rischio ostacoli e costi più alti per i cittadini”

Dopo il calo delle domande a Frosinone, il sindacato esprime timori per l’estensione dal 1° marzo 2026 a 40 province. Allarme anche sulla scadenza al 28 febbraio per le pratiche con vecchia procedura su carenza di medici e Progetto di vita.


“Lo scorso anno avevamo denunciato il drammatico calo delle domande di invalidità civile presentate nella prima provincia del Lazio in cui è partita la sperimentazione, quella di Frosinone, dove si è registrata una riduzione importante delle domande. A distanza di un anno permangono criticità che stanno impedendo alle persone con disabilità di accedere ai loro diritti”.

Lo comunica la Cgil di Roma e Lazio in una nota.

“In questo contesto – si legge nella nota – l’avvio della sperimentazione anche sulla provincia di Roma, inserita nel nuovo allargamento a 40 province a partire dal 1° marzo 2026, deve destare forte preoccupazione, soprattutto in relazione al successivo allargamento nel 2027 a tutte le province del Lazio. Mentre la struttura di Roma, grazie anche al buon lavoro fatto finora, potrebbe avere meno criticità, nel resto delle province la carenza di medici e di personale potrebbe determinare la concreta impossibilità di vedere riconosciuto il diritto e di averlo in tempi congrui”.

“La carenza di medici – precisa la Cgil di Roma e Lazio – inoltre sta aumentando i costi per i cittadini che devono avere il certificato per avviare la pratica, poiché costretti a rivolgersi al privato. Per questo, assieme al Patronato INCA CGIL, abbiamo aumentato i nostri medici convenzionati, affinché per i cittadini la riforma non diventi un percorso a ostacoli e con costi aumentati. Nel corso del 2025 abbiamo più volte segnalato come la sperimentazione sia partita male, tradendo le aspettative delle persone più fragili.

Inoltre, la parte più innovativa della riforma, il Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, è messo a rischio dal mancato potenziamento delle unità valutative multidimensionali, dove le persone dovrebbero ricevere una valutazione complessiva dei propri bisogni con l’obiettivo di una completa inclusione”.

“Infine, tra le criticità da affrontare urgentemente, c’è il fatto che, nell’incontro dello scorso 20 febbraio con la Direzione Centrale Disabilità dell’INPS, ci è stato comunicato che l’inoltro delle domande amministrative, a completamento dei certificati medici rilasciati con la vecchia procedura, per le persone domiciliate nella provincia di Roma dovrà avvenire entro e non oltre il 28 febbraio 2026. Assieme al nostro Patronato Inca Cgil vigileremo e assisteremo le persone affinché possano vedersi riconosciuti i propri diritti e per non vedere aumentati i costi, ma sono anche indispensabili alcune modifiche immediate della riforma, come già denunciato, e investimenti concreti per aumentare il personale medico e non medico presso le sedi INPS del nostro territorio”, conclude la nota.

24 Febbraio 2026

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