La violenza contro i professionisti della salute continua a rappresentare una delle criticità più gravi del sistema sanitario. Secondo la Relazione annuale dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie e sociosanitarie del Ministero della Salute, nel 2025 sono state segnalate quasi 18mila aggressioni, con 23.367 operatori coinvolti. Il numero degli episodi è sostanzialmente stabile rispetto al 2024, mentre aumenta il totale delle persone aggredite.
Gli aggressori sono nella maggior parte dei casi i pazienti, seguiti da familiari o caregiver. Le aggressioni sono soprattutto verbali (69%), mentre quelle fisiche rappresentano circa il 25%. Oltre il 60% delle vittime sono donne e gli episodi riguardano principalmente il personale infermieristico, seguito da medici e operatori socio-sanitari.
Conoscenza, esperienza ed esposizione al rischio aggressione nei professionisti
Proprio per comprendere meglio il fenomeno e individuare strumenti efficaci di prevenzione, l’Ordine Tsrm-Pstrp di Roma e provincia è a lavoro per avviare il progetto “Conoscenza, esperienza ed esposizione al rischio aggressione nei professionisti Tsrm e Pstrp di Roma e Provincia – Analisi per la classificazione del rischio aggressione: verso un modello predittivo”. Ad annunciarlo, in occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari, che si celebra il 12 marzo, è Andrea Lenza, presidente dell’Ordine dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione di Roma e provincia.
“L’iniziativa nasce con l’obiettivo di analizzare in modo sistematico il livello di conoscenza, percezione ed esperienza degli operatori rispetto al rischio di aggressione, superando un approccio basato esclusivamente sulla registrazione degli episodi violenti. Il progetto intende infatti individuare i determinanti che favoriscono l’insorgenza delle aggressioni e costruire un modello di classificazione del rischio – una sorta di ‘semaforo’ – capace di orientare interventi mirati di prevenzione, formazione e tutela per le 18 professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione rappresentate dall’Ordine”.
L’iniziativa si articolerà in diverse fasi e coinvolgerà direttamente i professionisti iscritti all’Ordine. Dopo una prima fase di indirizzo istituzionale e di coinvolgimento delle Commissioni di albo, il percorso prevede momenti di confronto attraverso focus group dedicati alle diverse aree professionali – diagnostica, prevenzione, assistenziale e riabilitativa – per individuare i principali fattori di rischio nei differenti contesti operativi. Successivamente verrà realizzata una survey rivolta a tutti gli iscritti, che permetterà di raccogliere dati comparabili e costruire un dataset utile a elaborare un modello predittivo del rischio aggressione. I risultati saranno restituiti entro il 2026 con l’obiettivo di orientare politiche di tutela e interventi formativi a livello territoriale e nazionale.
Lenza: “Aggredire chi cura significa colpire il sistema sanitario”
In occasione della Giornata nazionale di educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e sociosanitari, il presidente sottolinea come la violenza contro i professionisti sanitari non sia solo un problema di sicurezza sul lavoro, ma una questione che riguarda l’intero sistema di cura.
“Le aggressioni ai danni dei professionisti sanitari rappresentano un fenomeno inaccettabile che colpisce chi ogni giorno è impegnato a garantire il diritto alla salute dei cittadini. Aggredire chi cura significa mettere a rischio non solo l’incolumità degli operatori, ma anche la qualità e la sicurezza dell’assistenza”. Secondo Lenza, la crescita degli episodi di violenza richiede una risposta sistemica che coinvolga istituzioni, organizzazioni professionali e cittadini.
“È necessario rafforzare le misure di prevenzione e di sicurezza nelle strutture sanitarie, ma anche promuovere una cultura del rispetto nei confronti di tutti i professionisti della salute. Il rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario è un patrimonio che va tutelato”.
Prevenzione, formazione e sicurezza negli ambienti di lavoro
Oltre agli interventi di carattere normativo e organizzativo, Lenza sottolinea l’importanza di investire nella prevenzione e nella formazione degli operatori, affinché possano gestire situazioni di rischio e di conflitto.
“Chi lavora nella sanità opera spesso in contesti complessi, caratterizzati da grande pressione emotiva e organizzativa. Garantire ambienti di lavoro sicuri e strumenti adeguati per la prevenzione della violenza è una condizione essenziale per tutelare i professionisti e migliorare la qualità delle cure”. Il presidente dell’Ordine Tsrm-Pstrp di Roma e provincia conclude ricordando che la Giornata nazionale rappresenta un momento importante per riportare l’attenzione su un problema che riguarda tutto il Paese. “Difendere chi cura è una responsabilità collettiva. Proteggere i professionisti sanitari significa proteggere il nostro Servizio sanitario nazionale e il diritto alla salute di tutti i cittadini”.