Riforma farmaceutica. Federfarma: “Presidi delocalizzati e permanenti per sostenere farmacie rurali”

Riforma farmaceutica. Federfarma: “Presidi delocalizzati e permanenti per sostenere farmacie rurali”

Riforma farmaceutica. Federfarma: “Presidi delocalizzati e permanenti per sostenere farmacie rurali”

Federfarma in audizione al Senato: per l’equità nell’accesso ai farmaci occorre rafforzare le farmacie esistenti, non frammentare ulteriormente il territorio, mentre la spesa farmaceutica destinata ad aumentare rende ineludibile un maggior finanziamento del sistema sanitario.

“Per raggiungere gli obiettivi di una maggiore equità e tempestività nell’accesso al farmaco e rendere più sostenibile il sistema sanitario nazionale si può intervenire sulla prossimità e gli orari di apertura delle farmacie e sulla loro infrastruttura tecnologica, per valutare l’aderenza alla terapia, anche attraverso un miglioramento dell’atto dispensativo, che potrebbe essere più completo. Rispetto alle farmacie rurali non è utile procedere ad un’ulteriore frammentazione, che comprometterebbe l’equilibrio economico in contesti fragili. Per i territori la priorità non è l’incremento del numero delle sedi ma il rafforzamento e la garanzia di sostenibilità per le farmacie già operative. Pensiamo sia utile un maggiore impegno delle farmacie già esistenti attraverso presidi delocalizzati e permanenti che possano essere gestiti da queste”.

Lo ha detto il presidente di Federfarma, Marco Cossolo, in audizione in commissione Sanità del Senato, sul ddl delega riordino legislazione farmaceutica.

“Bisogna rendere più affidabile la coerenza tra spesa farmaceutica programmata e spesa farmaceutica consuntivata, perché se tutti gli anni abbiamo uno sforamento di 4 miliardi, vuol dire che non c’è coerenza. Un problema ineludibile è che la spesa farmaceutica aumenterà, diventiamo più anziani e veniamo scoperti come malati prima, e aumentano i costi dei farmaci innovativi. Per questo non possiamo eludere un aumento del finanziamento della spesa sanitaria e della spesa farmaceutica, altrimenti il sistema non diventa sostenibile in termini di servizio”, conclude.

24 Marzo 2026

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