Rafforzare la collaborazione tra Istituzioni e professioni sanitarie per affrontare la carenza di personale e rendere le professioni più attrattive. È questo il tema al centro della riunione che si è svolta ieri pomeriggio a Trieste, dove il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia e reggente della Conferenza Stato-Regioni, Massimiliano Fedriga, e il Consigliere e Presidente della III Commissione Permanente per la tutela della salute della Regione, Carlo Bolzonello, hanno incontrato i vertici della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (Fno Tsrm e Pstrp).
All’incontro hanno preso parte Diego Catania, Presidente nazionale della Federazione, e Marvin Rida, Presidente dell’Ordine Tsrm e Pstrp del Friuli Venezia Giulia.
Valorizzare il ruolo dei professionisti sanitari
Nel corso del confronto, è stata condivisa l’esigenza di accompagnare la crescita dei professionisti sanitari dell’area tecnica, della riabilitazione e della prevenzione, valorizzandone il ruolo e rafforzandone l’autonomia. Una necessità che si inserisce in un quadro più ampio di trasformazione del sistema sanitario, in cui queste figure professionali rivestono un ruolo sempre più centrale nell’erogazione delle prestazioni ai cittadini.
I partecipanti hanno convenuto sull’importanza di una pianificazione strategica che consenta di rispondere in modo efficace alle esigenze di salute della popolazione, tenendo conto delle criticità create dalla carenza di personale in diversi settori chiave della sanità. Un nodo particolarmente critico riguarda le prestazioni a media e bassa intensità, dove la richiesta di risposte rapide da parte dei cittadini si scontra spesso con organici insufficienti.
Equiparazione economica e lauree magistrali
Tra i temi affrontati, è stata condivisa la necessità di favorire un’equiparazione economica delle professioni rappresentate dalla Federazione ad altre figure del sistema sanitario, un passaggio ritenuto essenziale per rendere più attrattivi questi percorsi professionali e contrastare la fuga di talenti verso altri settori.
Non meno rilevante l’apertura, auspicata quanto prima, ai percorsi di laurea magistrale clinico-specialistica. L’obiettivo è duplice: da un lato, valorizzare le competenze già acquisite dai professionisti sul campo; dall’altro, promuovere una formazione avanzata in linea con le profonde trasformazioni che caratterizzano i rispettivi settori professionali, dalla riabilitazione alla prevenzione, dalle tecnologie sanitarie alle tecniche diagnostiche.
L’incontro si inserisce in un quadro di crescente attenzione da parte delle istituzioni verso le professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione, spesso meno visibili rispetto ad altre figure del sistema ma altrettanto essenziali per garantire livelli adeguati di assistenza.
La carenza di personale, denunciata da tempo dagli Ordini professionali, rappresenta una delle sfide più urgenti per il Servizio sanitario nazionale. Senza interventi strutturali sulla formazione, sulle retribuzioni e sulle prospettive di carriera, il rischio è che il divario tra domanda e offerta di prestazioni sanitarie continui ad allargarsi, con conseguenze dirette sulla qualità delle cure e sui tempi di attesa.
L’incontro di ieri rappresenta un primo passo nella direzione di una collaborazione più stretta tra Regione e professioni sanitarie, con l’obiettivo di costruire insieme risposte concrete a criticità che riguardano milioni di cittadini.