Fp Cgil: “Fare bene e presto, auspicabile accordo entro l’estate”

“Questa tornata contrattuale si apre in un contesto profondamente diverso rispetto a quello dei rinnovi precedenti. Il quadro socioeconomico nazionale e internazionale, le tensioni prodotte dall’aumento del costo della vita, la crescente difficoltà di tenuta del potere d’acquisto delle retribuzioni, la persistente crisi degli organici e il peggioramento delle condizioni di lavoro impongono un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti del negoziato. Per questo riteniamo che il rinnovo contrattuale debba rispondere a una priorità precisa: fare bene e presto. Abbiamo dato la disponibilità a un confronto serrato che si ponga l’obiettivo di cercare le condizioni per un accordo entro l’estate”. 

Lo afferma in una nota Michele Vannini, segretario nazionale Fp Cgil.

“Abbiamo indicato quattro grandi blocchi di questioni: innanzitutto il tema salariale, sia sul terreno della quantità sia su quello dell’equità, poi i carichi di lavoro e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Non si può continuare a far reggere il sistema sull’intensificazione delle prestazioni, sul ricorso ordinario allo straordinario e alle prestazioni orarie aggiuntive e su modelli organizzativi che scaricano su lavoratrici e lavoratori le conseguenze della carenza di personale. E ancora – spiega Vannini -: la garanzia dei percorsi di carriera. Il rinnovo deve dare risposte vere sul versante della valorizzazione professionale, del riconoscimento delle competenze, delle progressioni, degli incarichi e dello sviluppo delle professionalità. Infine, il tema delle relazioni sindacali: il rinnovo dovrà segnare una discontinuità netta rispetto alle criticità emerse nella stagione precedente. È necessario rafforzare informazione, confronto e contrattazione, riconoscere pienamente il ruolo delle organizzazioni sindacali rappresentative e delle RSU, e restituire centralità alla partecipazione democratica delle lavoratrici e dei lavoratori nei luoghi di lavoro”.

“Ora però occorre entrare rapidamente nel merito delle questioni aperte. La sanità pubblica ha bisogno di un contratto che non si limiti a registrare l’esistente, ma che affronti i problemi strutturali del settore, valorizzi il lavoro, rafforzi il servizio pubblico e dia risposte concrete a chi ogni giorno garantisce il diritto alla salute nel nostro Paese”, conclude il segretario nazionale Fp Cgil.

22 Aprile 2026

© Riproduzione riservata