S. Anna di Como. Neonata di 625 grammi nata alla 24ª settimana torna a casa

S. Anna di Como. Neonata di 625 grammi nata alla 24ª settimana torna a casa

S. Anna di Como. Neonata di 625 grammi nata alla 24ª settimana torna a casa

Tre mesi di ricovero e cura, nel corso dei quali la piccola ha raggiunto il peso di 2 chili e 450 grammi. Il Ds Brunella Mazzei: “Dietro a questi risultati c’è un grande lavoro di squadra che coinvolge professionisti sanitari e famiglie, uniti da un obiettivo comune: prendersi cura della vita fin dai suoi momenti più delicati”.

Dopo un lungo e delicato percorso assistenziale durato tre mesi, è stata dimessa dalla Terapia Intensiva Neonatale (Tin) dell’ospedale Sant’Anna la piccola A., nata nel gennaio scorso alla 24ª settimana di gestazione con un peso di soli 625 grammi. Una nascita estremamente prematura che ha richiesto fin dai primi istanti un impegno costante e altamente specialistico da parte dell’équipe di Neonatologia. La storia di A. inizia prima del tempo, trasformandosi fin da subito in una sfida clinica e umana per medici, infermieri e per la sua famiglia.

“Quando è nata è stato un fulmine a ciel sereno. Non avevo alcun sospetto che il parto fosse vicino – racconta la mamma Giada in una nota diramata dall’Asst Lariana – la gravidanza era stata serena e sembrava tutto normale. Doveva nascere a fine aprile, invece è arrivata all’improvviso. Non so cosa avremmo fatto senza i medici e le infermiere della Tin”.

Dopo il parto, la mamma è rimasta ricoverata una settimana in Ostetricia, mentre la piccola è stata immediatamente trasferita in Neonatologia. Il rientro a casa senza la propria bambina è stato uno dei momenti più difficili. “Sono stata dimessa ma non ho potuto portarla con me. Nonostante tutto, siamo riusciti ad affrontare quei giorni grazie al calore e alla fiducia che il reparto ci ha trasmesso. Abbiamo capito subito che nostra figlia era nelle mani giuste”.

Dal punto di vista clinico, le prime 72 ore sono state le più critiche. Con il trascorrere delle settimane sono arrivati i primi segnali incoraggianti. Dopo circa dieci giorni, Giada e il papà hanno potuto vivere il primo contatto con la loro bambina attraverso la canguro-terapia. Dopo due mesi, la piccola ha potuto incontrare il fratellino di tre anni, un momento significativo per tutta la famiglia, che ha contribuito a rafforzare la consapevolezza del percorso affrontato e ad alimentare l’attesa del rientro a casa.

Accanto al personale sanitario, un supporto importante è arrivato anche dai volontari dell’associazione ProTin, composta da genitori che hanno vissuto esperienze simili.

Nei giorni scorsi, finalmente, la dimissione: A. ha raggiunto il peso di 2 chili e 450 grammi.


“Questa storia rappresenta il valore della presa in carico multidisciplinare e della continuità assistenziale che caratterizzano la nostra Neonatologia” sottolinea il primario, il dottor Mario Barbarini. “Nei casi di estrema prematurità – aggiunge la responsabile della Tin, dottoressa Roberta Barachetti – ogni dettaglio è determinante: competenze cliniche, tecnologie avanzate ma anche attenzione alla relazione con la famiglia. È proprio questa integrazione che consente di accompagnare bambini così fragili verso una crescita stabile e sicura”.

“Il percorso della piccola A. è un esempio concreto della qualità e dell’umanità delle cure garantite da Asst Lariana – aggiunge il direttore sanitario, dottoressa Brunella Mazzei – Dietro a questi risultati c’è un grande lavoro di squadra che coinvolge professionisti sanitari e famiglie, uniti da un obiettivo comune: prendersi cura della vita fin dai suoi momenti più delicati”.

24 Aprile 2026

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