Mieloma multiplo: rimborsata Car-T cilta-cel utilizzabile dalla seconda linea 

Mieloma multiplo: rimborsata Car-T cilta-cel utilizzabile dalla seconda linea 

Mieloma multiplo: rimborsata Car-T cilta-cel utilizzabile dalla seconda linea 

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato la rimborsabilità della terapia Car-T cilta-cel per pazienti adulti con mieloma multiplo già trattati. I dati dello studio CARTITUDE-4 confermano una riduzione del rischio di progressione della malattia del 71%.

Ciltacabtagene autoleucel (cilta-cel), terapia a base di cellule T con recettore dell’antigene chimerico (Car-T), sviluppata da Johnson & Johnson, è ora rimborsata in Italia per il trattamento del mieloma multiplo, ad oggi unica terapia avanzata utilizzabile in linee precoci di trattamento. Cilta-cel è indicata in pazienti adulti con mieloma multiplo recidivato e refrattario che hanno ricevuto almeno una precedente terapia, inclusi un agente immunomodulante e un inibitore del proteasoma, nei quali si è verificata progressione della malattia durante l’ultima terapia e sono refrattari a lenalidomide.

Lo studio CARTITUDE-4

La valutazione dell’Agenzia Italiana del farmaco (Aifa) si è basata sui risultati dello studio di fase 3 CARTITUDE-4 che ha valutato l’efficacia e sicurezza di cilta-cel rispetto alle terapie standard di pomalidomide, bortezomib e desametasone o daratumumab, pomalidomide e desametasone. Al cut-off dei dati a 33,6 mesi dell’analisi intention-to-treat è stata riscontrata una riduzione del rischio di progressione del 71 per cento, supportata da un dato statisticamente significativo di riduzione del rischio di morte del 45 per cento.

“I dati dello studio hanno mostrato un netto vantaggio in termini di miglioramento della Progression-Free Survival con Cilta-Cel rispetto ai regimi che rappresentavano lo standard of care”, spiega Francesca Gay, Professore associato di ematologia, Dipartimento di biotecnologie e scienza per la salute, Università degli studi di Torino, Divisione di Ematologia dell’Azienda Ospedaliera Città della Salute e della Scienza di Torino.

“Il trattamento è stato anche ben tollerato: le tossicità principali sono quelle note per le cellule CAR, come la sindrome da rilascio di citochine, nella maggior parte dei casi di grado lieve e facilmente prevedibile e gestibile”.

Collaborazione tra ospedale e azienda produttrice

Cilta-cel, come tutte le Car-T, viene prodotta riprogrammando geneticamente i linfociti T del paziente. In questo caso le cellule vengono istruite a identificare ed eliminare le cellule che esprimono l’antigene di maturazione delle cellule B (BCMA), proteina altamente espressa su quelle di mieloma. Proprio per la sua complessità, cilta-cel, come altre terapie a base di Car-T, può essere somministrata solo in centri trapianti specializzati e certificati sul territorio nazionale. 

La somministrazione richiede una grande collaborazione tra il centro trapianti e l’azienda produttrice, come spiega Stefania Bramanti, Caposezione terapie cellulari, IRCCS Istituto Clinico Humanitas, Milano. “La preparazione del farmaco inizia con la raccolta in ospedale dei pazienti che saranno poi sottoposti a un processo di manipolazione cellulare. La manipolazione avviene poi fuori dell’ospedale, le cellule subiscono un percorso di ingegneria genetica e tornano come farmaco da infondere”.

Perché tutto funzioni, osserva l’esperta, bisogna strutturare un percorso estremamente valido e rapido, perché parliamo di malattie che progrediscono anche rapidamente. 

L’impegno di Johnson & Johnson 

“L’impegno di Johnson & Johnson nella ricerca del mieloma multiplo parte da lontano, da più di vent’anni fa”, racconta Jacopo Murzi, amministratore delegato di Johnson&Johnson. “A distanza di vent’anni vediamo qual è l’impatto che la ricerca e lo sviluppo possono avere nella vita di tutti i giorni dei pazienti. Per fortuna oggi si comincia a parlare di cura funzionale, quindi di dare la possibilità ai pazienti di vivere una vita normale con delle aspettative di attese di vita pari a quelle di una persona non malata. Credo che questo sia il segno tangibile di quello che la ricerca può fare per tutti noi in un lasso di tempo estremamente limitato”.

27 Aprile 2026

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