L’Oms prequalifica il primo trattamento anti-malaria per neonati

L’Oms prequalifica il primo trattamento anti-malaria per neonati

L’Oms prequalifica il primo trattamento anti-malaria per neonati

Questo nuovo trattamento è pensato specificamente per i neonati fino a 5 chilogrammi, finora curati con farmaci per bambini più grandi e quindi a rischio tossicità ed errori di dosaggio. In aggiunta, Oms ha prequalificato tre nuovi test diagnostici rapidi che puntano a risolvere le "diagnosi mancate" dai test precedentemente approvati.

Il primo trattamento per la malaria sviluppato specificamente per neonati (tra due e cinque chilogrammi) è stato prequalificato, lo ha annunciato l’Organizzazione mondiale per la Sanità in occasione del 25 aprile, Giornata mondiale della malaria.

Un farmaco “prequalificato” è un trattamento che soddisfa gli standard internazionali di qualità, sicurezza ed efficacia e che potrà ampliare l’accesso alle cure garantite per gruppi sempre considerati più svantaggiati. L’artemer-lumefantrina è, infatti, la prima formulazione antipaludica progettata per i pazienti malarici più piccoli. I neonati fino ad ora venivano curati con trattamenti destinati ai bambini più grandi, aumentando il rischio di dosaggio sbagliato, tossicità ed effetti collaterali. Ora questa prequalifica permetterà di colmare un vuoto di cura che gioverà ad oltre 30 milioni di bambini che nascono ogni anno in Africa, in zone in cui la malaria è endemica.

Secondo il rapporto mondiale sulla malaria 2025, nel 2024 si stima siano registrati 282 milioni di casi e 610.000 decessi, con un aumento rispetto al 2023. Venticinque paesi stanno ora distribuendo i vaccini contro la malaria, proteggendo milioni di bambini, e le zanzariere di nuova generazione rappresentano l’84% di tutte le nuove zanzariere distribuite. Quarantasette paesi sono stati certificati liberi dalla malaria e 37 paesi hanno riportato meno di 1000 casi nel 2024, ma i progressi a livello globale sono bloccati per molteplici ragioni: la resistenza ai farmaci, la diagnosi tardiva e anche le riduzioni di assistenza a causa della situazione internazionale.

Prequalificati anche tre nuovi test diagnostici

In questo contesto, l’Oms ha anche prequalificato tre nuovi test diagnostici rapidi per la malaria, che mirano a riconoscere la proteina parassita pf-LDH, offrendo un’alternativa ai test ad oggi disponibili che individuano invece la proteina pf-HRP2. Quest’ultima, secondo recenti studi, è assente da alcuni ceppi di malaria (che hanno eliminato il gene che la produce) e portano quindi spesso a test falsi negativi. Oltre il 5% delle diagnosi viene mancato proprio a causa dell’assenza della proteina HRP2.

“Per secoli, la malaria ha rubato bambini ai genitori, e salute, ricchezza e speranza alle comunità – ha dichiarato il dottor Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS – Ma oggi, la situazione sta cambiando. Nuovi vaccini, test diagnostici, zanzariere di nuova generazione e medicine efficaci, inclusi quelli adattati ai più giovani, stanno contribuendo a invertire la tendenza. Porre fine alla malaria nella nostra vita non è più un sogno – è una possibilità reale, ma solo con un impegno politico e finanziario costante. Ora possiamo. Ora dobbiamo.”

27 Aprile 2026

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