In Ue la discriminazione percepita tra le persone con disabilità è il doppio rispetto alla popolazione generale. Ma l’Italia è tra le migliori

In Ue la discriminazione percepita tra le persone con disabilità è il doppio rispetto alla popolazione generale. Ma l’Italia è tra le migliori

In Ue la discriminazione percepita tra le persone con disabilità è il doppio rispetto alla popolazione generale. Ma l’Italia è tra le migliori

I dati Eurostat, in occasione del Mese della Diversità Ue, mostrano che il 9,4% delle popolazione con disabilità si sia sentita discriminata negli uffici amministrativi e nei servizi pubblici. Non va meglio nella ricerca di alloggi (8,2%) e nelle istituzioni educative (4,1%). Record negativo per Spagna ed Estonia, mentre l'Italia e Cipro risultano le migliori. 

Nel 2024, il 9,4% delle persone con disabilità di età pari o superiore ai 16 anni, si è sentito discriminato nel rapporto con uffici amministrativi e servizi pubblici nell’Unione Europea. Una cifra che segna più del doppio rispetto alla percezione di discriminazione da parte delle persone senza disabilità, il 4%. A riferirlo sono i dati Eurostat, pubblicati per l’inizio di maggio, mese della Diversità in UE.

Un divario che si mantiene anche rispetto alla ricerca di alloggi e sistemazioni, dove l’8,2% delle persone con disabilità si è sentita discriminata con il 5,2% della popolazione senza disabilità. Così anche negli spazi pubblici, 5,0% contro 3,0%,  e nelle istituzioni educative, 4,1% contro 2,3%.

In generale, nel 2024, le quote di discriminazione di persone con disabilità più alte sono state registrate in Estonia con 14,6% e in Spagna con 14,5%. A questi seguono Belgio, Paesi Bassi e Svezia rispettivamente con il 12,8%, il 12,5% e il 12,3%.

L’Italia segna invece un record in positivo, insieme a Cipro è tra i paesi Ue in cui la discriminazione percepita è più bassa per le persone con disabilità, nello specifico il 3,1%. Fanno bene anche la Croazia (4,3%) e l’Ungheria (4,5%).

Nel 2024, le quote più alte sono state registrate in Estonia (14,6%) e in Spagna (14,5%). A questi sono seguiti Belgio, Paesi Bassi e Svezia rispettivamente con il 12,8%, il 12,5% e il 12,3%. Le quote più basse si sono registrate a Cipro e Italia (entrambi 3,1%), Croazia (4,3%) e Ungheria (4,5%).

È importante riflettere sul fatto che in Ue, nel 2024, quasi un quarto delle persone con 16 anni o più aveva una disabilità, nello specifico il 23,9%. Con numeri che aumentano fortemente con l’età, tra gli over 85 ad esempio la quota tocca il 72,3%.

Inoltre, Eurostat segnala come il 28,7% delle persone con disabilità sia a rischio povertà o esclusione sociale. Nell’istruzione non va meglio: il 44,2% degli abbandoni scolastici e formativi del 2024 hanno riguardato persone tra i 18 e i 24 anni con disabilità grave. La quota si stanzia al 17,1% per persone con disabilità lieve, ma è comunque più del doppio della cifra degli abbandoni tra persone senza disabilità (8%). Per conseguenza, in Ue, solo il 30% dei giovani con disabilità lieve o grave tra i 25 e i 34 anni ha completato gli studi superiori.

Il Mese della Diversità Ue punta a riportare il focus sulle iniquità ancora presenti nel costrutto sociale e professionale europeo. L’importanza di diversità e inclusione è oggi più forte che mai, ricorda la Commissione Europea. Di fronte a questi dati si chiede un cambio di paradigma e si invitano tutte le Organizzazioni a fare la loro parte.

G.F.

05 Maggio 2026

© Riproduzione riservata

Tumori. Ocse-Ue: “In Europa 2,7 milioni di nuove diagnosi. Cure ancora troppo diseguali, servono percorsi integrati e più attenzione ai pazienti”
Tumori. Ocse-Ue: “In Europa 2,7 milioni di nuove diagnosi. Cure ancora troppo diseguali, servono percorsi integrati e più attenzione ai pazienti”

Il cancro resta una delle principali sfide di sanità pubblica in Europa. Nel 2024 nei Paesi dell’Unione europea sono stati stimati 2,7 milioni di nuovi casi, pari a 5,1 nuove...

Malattie Rare: più farmaci, diagnosi e ricerca, ma ancora ritardi e disuguaglianze territoriali. Il XII Rapporto MonitoRare
Malattie Rare: più farmaci, diagnosi e ricerca, ma ancora ritardi e disuguaglianze territoriali. Il XII Rapporto MonitoRare

Più farmaci disponibili, diagnosi sempre più precoci, ricerca in crescita e una rete di assistenza che continua a rafforzarsi, ma anche diseguaglianze territoriali ancora consistenti. È questa la fotografia che...

Personale Ssn, dopo anni di calo la Sanità torna ad assumere: nel 2024 i dipendenti sono saliti a 714 mila, in aumento di 60 mila rispetto al 2015
Personale Ssn, dopo anni di calo la Sanità torna ad assumere: nel 2024 i dipendenti sono saliti a 714 mila, in aumento di 60 mila rispetto al 2015

Il Servizio sanitario nazionale ha ricominciato ad assumere, ma il recupero degli organici non cancella gli squilibri accumulati negli anni dei vincoli. È quanto emerge dai dati del Conto annuale...

Privacy e sanità digitale. Il Garante: “Nel 2025 accelerazione Pnrr, ma restano criticità su Fse, dossier sanitari, data breach e IA”
Privacy e sanità digitale. Il Garante: “Nel 2025 accelerazione Pnrr, ma restano criticità su Fse, dossier sanitari, data breach e IA”

La sanità digitale si conferma uno dei terreni più delicati per la tutela dei dati personali. Nel 2025, secondo la Relazione annuale del Garante per la protezione dei dati personali,...