Al Policlinico Abano test gratuiti per la diagnosi precoce del tumore della vescica. In occasione del BCAM – Bladder Cancer Awareness Month, il mese internazionale dedicato alla sensibilizzazione sulla patologia, il presidio sanitario di Abano Terme ha scelto di partecipare attivamente alla campagna con l’obiettivo di informare i cittadini sui principali fattori di rischio, promuovere comportamenti preventivi e favorire una diagnosi precoce, fondamentale non solo per questo tipo di tumore ma per tutte le patologie dell’apparato urinario.
A partire da domani 7 maggio, ogni martedì e giovedì del mese dalle 9 alle 12, presso il gazebo allestito all’ingresso della struttura sanitaria, saranno distribuiti da personale dedicato i kit per l’esame delle urine e materiale informativo. Per il ritiro non serve la prenotazione né l’impegnativa del Medico di Medicina Generale.
L’iniziativa promossa dal Policlinico Abano è rivolta a tutta la popolazione, con particolare attenzione alle persone più esposte ai fattori di rischio: fumo (sigarette, sigari, pipa), sesso maschile, esposizione professionale a determinate sostanze chimiche.
Il test
L’esame è semplice, gratuito e non invasivo e serve per individuare eventuali tracce di sangue nelle urine. Il campione può essere raccolto comodamente a casa e deve essere riconsegnato all’Accettazione della struttura entro due ore.
Sono previste alcune condizioni in cui è preferibile rimandare il test, come attività fisica intensa o rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti, infezioni urinarie in corso, ciclo mestruale o presenza nota di calcoli urinari.
In caso di esito positivo, non bisogna allarmarsi: la presenza di sangue nelle urine può avere diverse cause. Per approfondire, la Casa di Cura aponense proporrà una visita urologica gratuita, utile a individuare eventuali ulteriori accertamenti.
Per maggiori informazioni sulla campagna è possibile contattare la Direzione Sanitaria del Policlinico di Abano all’indirizzo email direzione [email protected].
Il tumore della vescica
Il tumore della vescica si sviluppa nell’organo che raccoglie l’urina prima della sua espulsione e, nella maggior parte dei casi, interessa le cellule del rivestimento interno. Si tratta di una patologia piuttosto diffusa: in Italia si registrano circa 30.000 nuovi casi ogni anno. Colpisce soprattutto gli uomini, in particolare sopra i 60 anni, e presenta un’incidenza significativamente maggiore rispetto alle donne. Tuttavia, nelle donne la diagnosi avviene spesso più tardi, con conseguenze peggiori, poiché i sintomi possono essere confusi con disturbi urinari o ginecologici.
Negli ultimi anni, grazie alla riduzione del fumo, a diagnosi più tempestive e a terapie innovative, si è osservato un calo della mortalità e un miglioramento delle possibilità di cura, soprattutto quando la malattia viene individuata nelle fasi iniziali.
Campanelli d’allarme e fattori di rischio
Il segnale più comune è la presenza di sangue nelle urine, visibile o rilevabile solo tramite esami di laboratorio. Altri sintomi da non sottovalutare includono bruciore durante la minzione, bisogno frequente di urinare, urgenza urinaria e infezioni ricorrenti.
Tra i principali fattori di rischio figurano il fumo (in tutte le sue forme), il sesso maschile e l’esposizione professionale a specifiche sostanze chimiche. Pur non determinando con certezza l’insorgenza della malattia, questi elementi rendono ancora più importante aderire a programmi di prevenzione. Al contrario, adottare stili di vita sani, smettere di fumare e rispettare le misure di sicurezza sul lavoro rappresentano importanti fattori protettivi.
Uno degli aspetti centrali della campagna è l’importanza della diagnosi precoce. Quando il tumore della vescica viene individuato tempestivamente, infatti, le probabilità di sopravvivenza possono arrivare fino al 90% grazie a trattamenti medici e chirurgici altamente efficaci.