Cambiare musica

Cambiare musica

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Gentile Direttore, la mia senilità e la lunga esperienza professionale, mi dicono che quando gli animi si infiammano sul tema della dipendenza medica, probabilmente siamo sulla strada giusta, perché difficilmente e, molto raramente, i cervelli poco razionali del sindacato hanno ragione, e quando la razionalità difetta si ricorre all’alzata di voce e ai proclami da megafono...

Gentile Direttore,
la mia senilità e la lunga esperienza professionale, mi dicono che quando gli animi si infiammano sul tema della dipendenza medica, probabilmente siamo sulla strada giusta, perché difficilmente e, molto raramente, i cervelli poco razionali del sindacato hanno ragione, e quando la razionalità difetta si ricorre all’alzata di voce e ai proclami da megafono. La convenzione non si tocca, dicono. E chi vuole toccarla? Fa così schifo che mai mi azzarderei a toccarla se non con i guanti in vinile.

Che il lavoro del medico di base in convenzione faccia schifo, lo dicono i fatti in maniera inequivocabile: mancano all’appello quasi 15000 medici di base e il perché è lapalissiano: i vecchi medici, appena possono, scappano e i giovani medici non vogliono fare i medici di base. Con tanti topi in fuga, è chiaro che la nave sta affondando. Non lo sanno solo i soliti fiabeschi orchestrali del Titanic che continuano a suonare imperterriti i loro valzer da operetta mentre la nave affonda. Chi sono gli orchestrali? Proprio quelli che proclamano che la convenzione non si tocca. Beata ignoranza: la medicina di base è già morta e con ostinazione terapeutica si continua a tenerla attaccata alle macchine in attesa del terzo giorno della Resurrezione. Persino al ministero si sono accorti che qualcosa non funziona, con tutti questi assistiti senza medico.

Vuoi vedere che ci voglia una “riformetta” per non mettere in pericolo le prossime elezioni? Panem e circenses bisogna dare al popolo, per mantenere saldo il potere e in tempi record eccolo il decretino: un doppio canale capolavoro di cerchiobottismo: un colpo al cerchio e uno alla botte: medico quasi dipendente, 38 ore settimanali, lavoro nelle CDC, pagamento ad obiettivi. Apriti cielo: uno scandalo. Si passa dal medico ricettatore (la ricettazione è anche un reato) al medico donna delle pulizie, lo sapevamo che al peggio non c’è mai limite. Ma onore al merito al dottor Schillaci che ha capito che la musica va cambiata ma non gettandosi sul neomelodico napoletano. Non ci aspettavamo qualcosa alla Pink Floyd ma nemmeno i vocalizzi di Sal Da Vinci.

E a proposito di napoletano, io da buon meridionale tarantino, conosco benissimo il DNA della meridionalità di certi sindacalisti: la prosopopea dei vicerè borbonici così legati ai propri privilegi da mentire spudoratamente al popolo: con questa riforma si abolisce il rapporto di fiducia con il paziente. Quale rapporto di fiducia, quello che ci fa arrivare 50 sms al giorno con le richieste più assurde, per non venire in ambulatorio? O cambiare medico come cambiare le mutande per non aver prescritto un certificato? Il rapporto di fiducia con 1800 assistiti dove non si ha nemmeno il tempo di dire buongiorno? La fiducia dei pazienti che ti considerano un mediconzolo al confronto con i luminari a 200 euro a visita? Quale fiducia, quella di essere considerato solo trascrittore della scienza altrui? Quando qualcuno si espone con i suoi roboanti proclami in difesa dello statu quo, trova tutta la mia comprensione (non giustificazione). Vengo dal meridione del Gattopardo, e conosco benissimo Tancredi e la sua politica sottile del non cambiamento a favore dei privilegi.

Non saranno i vicerè del sindacato e dell’ente previdenziale a cambiare le cose. Dinosauri in estinzione, fortunatamente. Saranno i giovani medici che giustamente reclamano un ruolo riconosciuto a livello europeo con una scuola di medicina generale che sia specializzazione universitaria, al pari delle altre. I giovani che pretendono, come ogni lavoratore, il diritto alle ferie e alla malattia. I giovani che vogliono sentirsi parte della stessa barca in cui lavorano tutti i medici pubblici del SSN e non mercenari pagati un tanto al chilo. I giovani che per aprire un ambulatorio pubblico non devono farsi carico di tutte le spese di mantenimento per opera della latitanza di tutti gli enti locali che non fanno assolutamente nulla per avere un ambulatorio comunale. I giovani che dovranno seriamente pretendere dal governo di non tassare il lavoro del medico al 43% di Irpef. I giovani che dovranno mantenere saldo il principio che è alla base della facoltà di Medicina e alla base del lavoro del medico: prendersi cura della gente e per questo essere sempre guidati dall’ethos del nostro maestro Ippocrante.

A nessuno potrà essere permesso di affermare che l’impegno di un medico dipende dal suo contratto di lavoro: questo è un falso, tanto offensivo quanto nera è l’anima di chi lo afferma. La prostituzione medica esiste, la troviamo soprattutto nel privato e nelle cliniche di lusso, ma è il risultato di decenni di malgoverno e del facile successo che da sempre ha avuto la falsità di persone pessime. Un medico è altra cosa e per questo è necessario cambiare musica: da Sal Da Vinci ai Led Zeppelin.

P.S. Se il dott. Schillaci, volesse liberarsi dal “Gatto e la Volpe” e avere qualche buona dritta sulla Medicina del territorio, non esiti a interpellarci, verremo a Roma volentieri. “A gratis”.

Enzo Bozza
Medico MMG Vodo e Borca di Cadore (BL)

Enzo Bozza

28 Aprile 2026

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