Indennità di specificità sanitaria. “Non siamo dirigenti di serie B”. Appello a Governo e Regioni perché venga finanziata

Indennità di specificità sanitaria. “Non siamo dirigenti di serie B”. Appello a Governo e Regioni perché venga finanziata

Indennità di specificità sanitaria. “Non siamo dirigenti di serie B”. Appello a Governo e Regioni perché venga finanziata

Biologi, farmacisti, chimici, fisici sanitari, psicologi e dirigenti delle professioni sanitarie denunciano una distribuzione delle risorse giudicata discriminatoria nel rinnovo del Ccnl 2025-2027, con aumenti limitati per le professioni dell’area non medica: “Non si tratta solo di una questione di cifre, ma di svalorizzazione professionale e della funzione sociale della tutela della salute”

“Il finanziamento previsto a regime dal 2026 per l’aumento dell’indennità di specificità per i Dirigenti della sanità peggiora le sperequazioni esistenti tra professionisti appartenenti alla medesima area contrattuale, che in verità provengono da percorsi formativi di analoga complessità e che condividono nella quotidianità lavorativa oneri e responsabilità di medesima caratura. Stiamo parlando della dirigenza sanitaria e delle professioni sanitarie, destinataria di un aumento mensile dell’indennità di specificità di soli 60 euro lordi”.

È quanto denunciano Anaao Assomed, Cimo-Fesmed, Aaroi-Emac, Fassid, Fp Cgil Medici e Dirigenti Sanitari, Fvm e Cisl Medici che in una nota congiunta lanciano un appello a governo e regioni affinché l’indennità di specificità sanitaria venga finanziata.

“Non si tratta solo di una questione di cifre, ma di svalorizzazione professionale e della funzione sociale della tutela della salute – scrivono – si tratta di approssimazione e disinteresse nei confronti di Professionisti che nei servizi, anche in condizione strutturali, organizzative ed economiche avverse, garantiscono la cura e la salute delle persone; un disinteresse che comincia fin dal percorso di specializzazione, finanziato in misura economicamente minore per i dirigenti sanitari.

Oggi, come dirigenti biologi, chimici, farmacisti, fisici sanitari, psicologi e dirigenti delle professioni sanitarie sentiamo il dovere di accendere un faro su questa situazione discriminante, ponendola all’attenzione di tutti i colleghi e le colleghe. Non possiamo più accettare che si legittimi e perpetui una sperequazione vergognosa che oltre ad offendere la dignità dei professionisti, mina l’unità e la compattezza dei servizi.

Il Ssn, infatti, si regge su un’architettura interprofessionale, multiprofessionale e multidisciplinare – proseguono – perché i bisogni di salute hanno natura multidimensionale e richiedono una presa in carico globale, articolata e continuativa. La tenuta del Ssn passa anche dalla capacità di sviluppare modelli organizzativi innovativi, resilienti e sostenibili, in cui ciascun professionista possa esprimere le proprie competenze professionali e gestionali. Trattare biologi, chimici, farmacisti, fisici sanitari, psicologi e dirigenti delle professioni sanitarie come figure “minori” significa ignorare il cuore pulsante della prevenzione, della gestione integrata delle cure, della diagnostica, della riabilitazione, della ricerca e del benessere psicologico, pilastri insostituibili del diritto alla salute.

La prospettiva dell’iniquo finanziamento che ricade sul Ccnl 2025/2027 dell’indennità di specificità dei dirigenti sanitari e delle professioni sanitarie rischia di avallare una visione ospedalocentrica, tutta incentrata sulla singola prestazione, frammentando e logorando il Servizio Sanitario Nazionale; una visione che non trova riscontro nella realtà operativa dei nostri ospedali e servizi territoriali e va in direzione contraria al modello bio-psico-sociale adottato dall’Oms e ispiratore del Pnrr. L’equa valorizzazione dei dirigenti sanitari e delle professioni sanitarie rappresenta invece la dimostrazione concreta che le linee di attività garantite dai dirigenti sanitari e delle professioni sanitarie non sono accessorie, bensì complementari a quelle di tutti gli altri professionisti; tale complementarietà assicura che il Servizio Sanitario Nazionale risponda alla complessità dei bisogni di salute di tutti e tutte con una speculare complessità della presa in carico, dell’assistenza e della cura”.

 La trattativa per il rinnovo del Ccnl 2025-2027 è l’occasione per cambiare rotta, aggiungono le sigle: “Vogliamo dare voce ai dirigenti sanitari e delle professioni sanitarie che non vogliono rassegnarsi a essere trattati come ‘dirigenti di serie B’. Continueremo a difendere il Ccnl come strumento di equità e di attuazione dei più moderni sviluppi delle politiche di salute”.

Per questo invitano colleghe e i colleghi, indipendentemente dalla propria appartenenza sindacale, a sottoscrivere l’appello (CLICCA QUI)

“Chiediamo un impegno formale, pubblico e vincolante di Governo e Regioni a impegnarsi perché venga riparato il danno del sottofinanziamento dell’indennità di specificità previsto dalla legge di bilancio 2026, sperequato di ben 5 volte a danno dei Dirigenti sanitari, che ancora una volta prevedono un’iniqua distribuzione delle risorse – concludono – riprendiamoci la dignità che ci spetta per tutelare la dignità dei servizi in cui lavoriamo e delle persone di cui ci prendiamo cura; per difendere, in definitiva, il nostro Servizio Sanitario Nazionale integrato, pubblico, universale, equo, solidale”.

12 Maggio 2026

© Riproduzione riservata

100 anni di professione infermieristica. Mattarella: “Solidarietà e cura non possono essere eccezioni. Infermieri sono il motore del diritto alla salute”. Ma poi rileva: “Il loro numero è insufficiente”
100 anni di professione infermieristica. Mattarella: “Solidarietà e cura non possono essere eccezioni. Infermieri sono il motore del diritto alla salute”. Ma poi rileva: “Il loro numero è insufficiente”

“Il vostro lavoro quotidiano è un saldo punto di riferimento nella vita dell’intera comunità. Siete protagonisti di diritti sanciti dalla Costituzione. Curare la persona - curarla - e non soltanto...

Riforma Ssn. Omceo Roma in Senato: “Bene che la politica parli di governance sanitaria purché sia reale occasione di rafforzamento del Ssn”
Riforma Ssn. Omceo Roma in Senato: “Bene che la politica parli di governance sanitaria purché sia reale occasione di rafforzamento del Ssn”

L’Omceo ritiene “positivo che il Parlamento torni a discutere in modo organico di governance sanitaria” purché questo “non si traduca in una mera riorganizzazione amministrativa, ma in una reale occasione...

Riforma Ssn. Smi al Senato: “Superare l’invarianza finanziaria e abrogare il Ruolo Unico della medicina generale”
Riforma Ssn. Smi al Senato: “Superare l’invarianza finanziaria e abrogare il Ruolo Unico della medicina generale”

Il Sindacato Medici Italiani ha illustrato oggi alla 10ª Commissione del Senato della Repubblica le proprie proposte di emendamento al disegno di legge n. 1825, recante "Riorganizzazione e potenziamento dell'assistenza...

Giornata Internazionale Infermieri. CNAI: “Servono investimenti urgenti sulla professione”
Giornata Internazionale Infermieri. CNAI: “Servono investimenti urgenti sulla professione”

Mentre il mondo si prepara a celebrare la Giornata Internazionale degli Infermieri il 12 maggio, la CNAI (Consociazione Nazionale delle Associazioni Infermiere/i) si unisce all'International Council of Nurses (ICN) e...