Riforma Ssn. Omceo Roma in Senato: “Bene che la politica parli di governance sanitaria purché sia reale occasione di rafforzamento del Ssn”

Riforma Ssn. Omceo Roma in Senato: “Bene che la politica parli di governance sanitaria purché sia reale occasione di rafforzamento del Ssn”

Riforma Ssn. Omceo Roma in Senato: “Bene che la politica parli di governance sanitaria purché sia reale occasione di rafforzamento del Ssn”

Antonio Magi (Omceo Roma) in audizione al Senato: "La riforma non sia solo riorganizzazione amministrativa, ma reale occasione di rafforzamento del Ssn". Critici i nodi di carenza di personale, integrazione ospedale-territorio e coinvolgimento dei professionisti. L'AUDIZIONE

L’Omceo ritiene “positivo che il Parlamento torni a discutere in modo organico di governance sanitaria” purché questo “non si traduca in una mera riorganizzazione amministrativa, ma in una reale occasione di rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale”.

Così Antonio Magi, presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei Medici Chirurghi e Odontoiatri in audizione presso la commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro pubblico e privato, Previdenza sociale per parlare del ddl 1825 Riorganizzazione e assistenza territoriale.

Tre gli elementi che il presidente Omceo ha voluto sottolineare: il tema della medicina territoriale, quello delle risorse umane e l’integrazione ospedale-territorio.

Sul primo punto ha ribadito che “il disegno di legge appare ancora troppo centrato sugli aspetti organizzativi ed ospedalocentrici e insufficientemente focalizzato sulla reale carenza di personale medico e sanitario sia ospedaliero che territoriale che oggi rappresenta il principale limite all’attuazione del Pnrr. Le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità, le Centrali Operative Territoriali e l’assistenza domiciliare non potranno funzionare senza medici, specialisti ambulatoriali, infermieri e professionisti adeguatamente programmati e valorizzati”.

“Non possiamo immaginare – ha aggiunto Magi – nuove architetture organizzative senza affrontare il tema delle risorse umane. Da questo punto di vista, riteniamo che il disegno di legge dovrebbe esplicitare la necessità di una programmazione nazionale del fabbisogno professionale basata su standard omogenei e su modelli epidemiologici e demografici aggiornati. Occorre inoltre valorizzare tutte le professionalità convenzionate già presenti nel sistema territoriale. Mi riferisco non soltanto ai medici di medicina generale e ai pediatri di libera scelta, ma anche agli specialisti ambulatoriali interni, ai veterinari, agli psicologi, ai biologi e ai professionisti sanitari che già oggi operano nelle strutture territoriali pubbliche, nei poliambulatori, nei DSM, nei SERD, nelle carceri e negli ospedali”.

Infine, il terzo punto definito “centrale “ha riguardato il tema della integrazione ospedale-territorio. “L’obiettivo è condivisibile – ha detto Magi – ma l’integrazione non può significare il trasferimento improprio di funzioni o ulteriore sovraccarico burocratico sui professionisti. L’ospedale – è il monito del presidente Omceo Roma – deve tornare a concentrarsi solo sull’alta intensità e sull’acuzie, mentre il territorio deve essere messo autonomamente nelle condizioni di prendere realmente in carico i pazienti cronici e fragili.

Infine, ha concluso Magi “Ogni riforma sanitaria può funzionare solo se costruita insieme ai professionisti. I medici non possono essere considerati meri esecutori amministrativi di modelli organizzativi definiti dall’alto. C’è bisogno di riportare al centro il valore del professionista sanitario e la fiducia del cittadino.

12 Maggio 2026

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