Ebola. L’Italia partecipa alle riunioni Oms e Ue sull’emergenza. Il rischio globale è basso, ma alto a livello regionale

Ebola. L’Italia partecipa alle riunioni Oms e Ue sull’emergenza. Il rischio globale è basso, ma alto a livello regionale

Ebola. L’Italia partecipa alle riunioni Oms e Ue sull’emergenza. Il rischio globale è basso, ma alto a livello regionale

Il Dipartimento della Prevenzione presente ai tavoli internazionali. La risposta si concentra su sorveglianza, tracciamento dei contatti e isolamento dei casi. L'Italia ha già emanato una circolare per la sorveglianza sanitaria del personale impiegato nelle zone colpite.

Il Ministero della Salute ha partecipato oggi alle riunioni organizzate dall’Organizzazione mondiale della sanità e dal Comitato per la Sicurezza Sanitaria dell’Unione europea sull’epidemia di Malattia da Virus Bundibugyo (BVD) nella Repubblica Democratica del Congo. A rappresentare l’Italia, attraverso il Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze sanitarie, era presente il Capo del Dipartimento, Maria Rosaria Campitiello.

Nel corso delle riunioni, le autorità internazionali hanno fatto il punto sull’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale (PHEIC), dichiarata il 17 maggio scorso. L’Oms valuta il rischio come alto a livello nazionale e regionale (nell’area interessata), ma basso a livello globale. Non si tratta di un’emergenza pandemica.

La risposta dell’Oms si concentra su diversi pilastri: sorveglianza epidemiologica, tracciamento e monitoraggio dei contatti, isolamento dei casi sospetti e confermati, rafforzamento delle misure di prevenzione e controllo delle infezioni (infection prevention and control), protezione degli operatori sanitari, sepolture sicure e mantenimento dei servizi essenziali.

Le restrizioni generalizzate ai viaggi, viene precisato, non sono considerate la misura principalmente raccomandata. L’attenzione resta invece focalizzata su contact tracing, isolamento dei casi, monitoraggio dei contatti e screening ai punti di uscita dai paesi colpiti. Uganda e Repubblica Democratica del Congo hanno già attivato misure in tal senso.

L’Italia si prepara
L’Italia sta monitorando costantemente l’evoluzione del quadro epidemiologico. Nella giornata di ieri, il Ministero della Salute ha già emanato una circolare per la sorveglianza sanitaria del personale – sanitario e non – impiegato in attività di cooperazione, supporto sanitario o logistico presso organizzazioni governative e non governative, nonché cooperanti che erogano servizi sanitari, assistenziali e logistici nelle zone del paese interessate dal focolaio.

L’obiettivo è prevenire l’importazione di casi sul territorio nazionale e garantire una risposta tempestiva in caso di necessità, in linea con le indicazioni internazionali e nel rispetto del principio di precauzione.

21 Maggio 2026

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