Integratori alimentari. Beauty e bisogni funzionali trainano il mercato, ma l’Europa resta frenata dalla normativa

Integratori alimentari. Beauty e bisogni funzionali trainano il mercato, ma l’Europa resta frenata dalla normativa

Integratori alimentari. Beauty e bisogni funzionali trainano il mercato, ma l’Europa resta frenata dalla normativa

In un comparto che vale 24 miliardi di euro e con una crescita del 10%, pesa l’assenza di una normativa specifica che valorizzi la competitività delle aziende e l’innovazione, soprattutto in confronto ai Paesi extra europei

Nel panorama europeo degli integratori alimentari, il 2025 si è chiuso con un valore complessivo di circa 24 miliardi di euro e una crescita a doppia cifra (+10% su base annua), confermando la vitalità di un settore sempre più strategico nell’ambito della prevenzione e della salute.

È quanto emerge dai dati presentati all’Assemblea annuale 2026 di Integratori & Salute, che hanno fatto il punto su trend di consumo, innovazione e criticità regolatorie, con implicazioni rilevanti anche per farmacisti e professionisti sanitari.

Al centro del dibattito, l’attuale legislazione in materia di integratori alimentari. Nonostante il dinamismo del comparto, il confronto con i mercati extra-europei evidenzia un gap significativo sul piano regolatorio. In Europa, infatti, gli integratori sono ancora disciplinati da normative pensate per gli alimenti, con vincoli che limitano sia l’introduzione di nuove evidenze scientifiche, sia l’aggiornamento dei dosaggi dei nutrienti già noti. Al contrario, in contesti come quello statunitense esiste una maggiore flessibilità che consente, una volta dimostrato l’effetto metabolico, di valorizzare tale evidenza anche a livello di etichettatura e comunicazione.

Come ha sottolineato Germano Scarpa, presidente di Integratori & Salute «Le maggiori difficoltà che incontriamo oggi a livello europeo derivano dall’assenza di una normativa specifica per gli integratori. Le norme di riferimento sono infatti quelle che disciplinano gli alimenti e pongono diversi limiti all’innovazione del settore. In Paesi extra-europei, come gli Stati Uniti, le imprese godono di maggiore elasticità nel fare ricerca e nella possibilità di introdurre non tanto nuovi nutrienti, ma almeno di modificare i dosaggi in uso di quelli noti, trovando nuove funzionalità metaboliche. In Europa abbiamo ricercatori che effettuano studi scientifici sui nutrienti, mettendo spesso in luce nuove possibilità di health claim, ma poi si bloccano perché a livello normativo non riescono ad andare avanti. Oltreoceano, invece, nel momento in cui viene dimostrato scientificamente l’effetto metabolico di un nutriente, questo può comparire nell’etichetta dei prodotti».

Il mercato: dominio dei micronutrienti, accelerano beauty e funzionali

A livello europeo, le vendite sono dominate da vitamine e minerali, che rappresentano il 34,5% del mercato a valore, seguite dagli integratori per l’apparato gastrointestinale (19,2%). Quote più contenute ma comunque significative riguardano prodotti per tosse e raffreddore (8,1%), apparato urinario e riproduttivo (6,9%), tonici e stimolanti (6,8%) e soluzioni per sonno, stress e umore (6,2%).

Dal punto di vista dinamico, i tassi di crescita più elevati si registrano in segmenti ad alto contenuto di consulenza professionale: integratori per la bellezza (+13%), per l’apparato urinario e riproduttivo (+11%) e per la gestione del dolore (+11%). Si tratta di categorie sempre più spesso guidate dal consiglio del farmacista o del medico, in cui il ruolo dell’health care professional (HCP) diventa determinante nella scelta e nell’aderenza.

Secondo i dati IQVIA, il mercato è trainato da due driver convergenti: da un lato, un consumatore più consapevole, orientato alla prevenzione e attento a ingredienti ed efficacia; dall’altro, il crescente peso delle categorie “HCP-driven”, dove la credibilità scientifica, il supporto clinico e la presenza di claim approvati rappresentano fattori distintivi fondamentali per l’accesso al canale farmacia.

Omnicanalità e digitale: cresce l’online, ma l’Italia resta “fisica”

L’evoluzione del mercato passa anche dai canali distributivi. L’online ha raggiunto in Europa circa il 25% del valore totale, configurandosi come il canale a più rapida crescita, sostenuto da investimenti in digitalizzazione (oltre il 60% delle aziende ha già avviato progetti in tal senso).

Permangono però forti differenze tra i Paesi: in Germania le e-pharmacy rappresentano il 26% delle vendite, mentre in Italia si fermano all’8%. Un dato che riflette la centralità del canale fisico e, soprattutto, del consiglio professionale del farmacista, elemento ancora cruciale nel percorso decisionale del consumatore.

Per la farmacia territoriale questo scenario conferma il duplice ruolo di presidio clinico e consulenziale nelle categorie più complesse e nodo di un ecosistema omnicanale che integra esperienza in presenza e strumenti digitali.

Innovazione tra ricerca e tecnologia: focus su evidenza e formulazione

Il settore degli integratori appare fortemente orientato all’innovazione, con un focus su tre direttrici principali: produzione di nuove evidenze scientifiche, evoluzione dei formati e delle tecnologie di rilascio e integrazione con soluzioni digital health.

Le tecnologie emergenti stanno contribuendo a migliorare bioaccessibilità, tollerabilità e profilo di efficacia dei nutraceutici, rendendoli più gestibili nella pratica clinica. In parallelo, cresce l’attenzione verso la qualità degli studi clinici e la solidità dei claim, elementi destinati a incidere sempre di più sulla competitività dei brand e sulla loro raccomandazione da parte dei professionisti sanitari.

Nutraceutica e prevenzione

In uno scenario caratterizzato da invecchiamento della popolazione e aumento delle patologie croniche, la nutraceutica viene sempre più considerata uno strumento potenziale per la prevenzione primaria e la promozione della longevità in salute. La sfida, per il sistema sanitario e per gli operatori, sarà integrare questi prodotti in un modello di cura che valorizzi prevenzione, medicina personalizzata e approcci multidisciplinari, superando al contempo il divario tra ricerca e applicazione pratica.

Si conferma il ruolo strategico di farmacisti e professionisti della salute, non solo nella dispensazione, ma anche nella valutazione critica dell’evidenza scientifica, nella personalizzazione del consiglio e nell’educazione del paziente-consumatore.

Le prospettive per il futuro

Il futuro del comparto appare legato alla capacità di coniugare innovazione, qualità scientifica e sostenibilità regolatoria. Brand supportati da studi clinici robusti e da un dialogo costante con il mondo sanitario saranno sempre più centrali nella raccomandazione in farmacia.

Allo stesso tempo, un’evoluzione del quadro normativo europeo rappresenta una condizione imprescindibile per valorizzare appieno il potenziale della ricerca e garantire al consumatore prodotti sicuri, efficaci e realmente orientati alla salute.

Livia Menichetti, direttore generale di EHPM, la principale associazione europea di categoria che rappresenta il settore degli integratori alimentari, ha sottolineato come sia oggi prioritario adottare un approccio pragmatico, in grado di coniugare tutela del consumatore, innovazione e sviluppo: “Ogni Paese dell’UE ha un proprio approccio nazionale all’integrazione alimentare e, pertanto, ciò che è necessario è che ogni azienda operi in modo conforme all’interno del quadro normativo europeo, concentrandosi su un approccio proporzionato, scientificamente fondato e basato sull’evidenza. Tale approccio consente a ciascuna azienda di garantire la sicurezza dei prodotti e standard di qualità elevati, permettendo al contempo di massimizzare l’innovazione e assicurare la tutela dei consumatori nell’ambito del quadro regolatorio dell’UE”.

Un orientamento condiviso anche da Carlo Ranaudo, Professore dell’Università Federico II di Napoli, che ha richiamato il ruolo della nutraceutica all’interno delle strategie di sostenibilità dei sistemi sanitari: “Oggi la vera sfida della sanità è trasformare la longevità in anni di vita in buona salute, in un contesto segnato dall’aumento delle cronicità e dalla crescente pressione sui sistemi sanitari. Per questo non possiamo più considerare la spesa sanitaria come un costo, ma come un investimento strategico fondato su prevenzione, innovazione e valutazione dei risultati reali. La sostenibilità si costruisce attraverso un nuovo paradigma di cura, capace di integrare tecnologie digitali, medicina personalizzata e approcci multidisciplinari. In questo scenario, la nutraceutica scientificamente validata può svolgere un ruolo centrale nella prevenzione primaria e nella promozione di una longevità attiva. Investire in qualità, ricerca e valore riconosciuto sarà la chiave per garantire il futuro del sistema salute”.

A chiudere il dibattito, il professor Arrigo Cicero, Presidente della Società Italiana di Nutraceutica (Sinut), ha posto l’accento sul rapporto tra innovazione e pratica clinica, evidenziando la necessità di rafforzare il trasferimento delle evidenze alla pratica professionale: “Nel mondo della nutraceutica, l’innovazione non passa solo dal prodotto, ma soprattutto dalla crescita della conoscenza scientifica e clinica degli operatori sanitari. Oggi le tecnologie che migliorano bioaccessibilità, tollerabilità e formulazione dei principi attivi stanno contribuendo a rendere i nutraceutici più efficaci e gestibili. Resta però fondamentale colmare il divario tra ricerca e regolazione, superando rigidità che spesso limitano il valore applicativo dell’evidenza scientifica. Solo attraverso un dialogo trasparente tra industria, istituzioni e comunità scientifica sarà possibile sostenere un’innovazione realmente utile per il benessere delle persone”.

Ilaria Sicchirollo

In foto:

Germano Scarpa (presidente di Integratori & Salute), Cinzia Menchise (direttore Integratori & Salute), Livia Menichetti (direttore generale Ehpm), Gilda Sala (Iqvia), Arrigo Cicero (presidente Sinut), Carlo Ranaudo (Università Federico II)

Ilaria Sicchirollo

21 Maggio 2026

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