Gestione dei fondi FSN per la ricerca sanitaria pubblica: dove sono finiti?

Gestione dei fondi FSN per la ricerca sanitaria pubblica: dove sono finiti?

Gestione dei fondi FSN per la ricerca sanitaria pubblica: dove sono finiti?

Gentile Direttore, desideriamo portare alla sua attenzione, e a quella della pubblica opinione, la situazione che riguarda l'utilizzo del fondo sanitario nazionale destinato al personale della ricerca sanitaria degli IRCCS pubblici e degli IZS. Situazione tanto preoccupante...

Gentile Direttore,
desideriamo portare alla sua attenzione, e a quella della pubblica opinione, la situazione che riguarda l’utilizzo del fondo sanitario nazionale destinato al personale della ricerca sanitaria degli IRCCS pubblici (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico) e degli IZS (Istituti Zooprofilattici Sperimentali). Situazione tanto preoccupante quanto paradossale perché riguarda risorse stanziate dallo Stato che, a oggi, non sono mai arrivate a destinazione, ovvero nelle buste paga delle lavoratrici e dei lavoratori.

Il paradosso contabile: i fondi ci sono, ma non si vedono
A febbraio 2024 è stato rinnovato il CCNL del Comparto Sanità (Sezione Ricerca Sanitaria) per il triennio 2019-2021. In sede di certificazione, la Corte dei Conti (Delibera n. 35/SSRRCO/CCN/2024 https://www.corteconti.it/HOME/Documenti/DettaglioDocumenti?Id=5c4e62f3-d0e1-4f5f-8e01-51281eef4b87) ha sancito un principio contabile inequivocabile: gli oneri per i rinnovi contrattuali del personale della ricerca sono espressamente ricompresi nelle risorse già stanziate per il comparto Sanità ordinario (Fondo Sanitario Nazionale/Regionale).

Nello specifico, la Corte ha confermato che:
? Incrementi Tabellari (4,38%): La copertura (pari a oltre 1 miliardo di euro a regime) include il personale della ricerca.
? Oneri per Assenze e Nuovo Sistema di Classificazione: Le indennità (malattie gravi, congedi) e i costi per il passaggio al nuovo sistema di incarichi risultano coperti dai fondi ordinari e dalle risorse residue del comparto.

A confermare la totale parificazione contabile è intervenuto anche il successivo CCNL 2022-2024 (siglato il 27 ottobre 2025), il quale all’art. 61 incrementa gli stipendi tabellari del personale della ricerca sanitaria con le stesse modalità previste per tutto il comparto della sanità pubblica, ovvero a carico delle risorse ordinarie del Fondo Sanitario Nazionale (FSN).

Nonostante la chiarezza delle fonti, l’analisi dei bilanci d’esercizio degli IRCCS pubblici e degli IZS evidenzia una prassi difforme. Gli Istituti continuano a imputare l’intero costo del personale esclusivamente sul fondo ministeriale/ricerca di cui all’art. 1 Legge 205/17.

Cosa significa questo?

  1. Per gli IRCCS: Le Regioni ricevono i fondi nazionali comprensivi delle quote per i rinnovi della ricerca, ma non li trasferiscono agli Istituti per tale finalità.
  2. Per gli IZS: Gli Istituti in oggetto, dipendendo direttamente dal Ministero della Salute, ricevono le quote per gli incrementi contrattuali tramite il riparto CIPESS per il SSN (Tabella B https://ricerca-delibere.programmazioneeconomica.gov.it/media/docs/2026/E260004.pdf). Ciononostante, permane una mancanza di tracciabilità sull’impiego e sulla destinazione finale di questi fondi nei confronti del personale della ricerca.

Questa gestione determina una decurtazione sistematica del bilancio ricerca degli Istituti (stimata in almeno il 6-7% annuo per il periodo 2020-2023 e in almeno il 10% a partire dal 2024). Parliamo di una stima prudenziale di almeno 20-25 milioni di euro dal 2020 a oggi sottratti alla loro naturale destinazione.

Lavoratori del SSN di serie B
L’applicazione del CCNL Ricerca Sanitaria, ad oggi, non è esigibile. Risorse che avrebbero dovuto finanziare voci accessorie (incarichi di funzione, progressioni economiche, produttività, straordinari), o finanziare nuovi contratti, vengono invece usate dalle amministrazioni per coprire i costi vivi dei rinnovi contrattuali, erodendo i bilanci della ricerca. Il risultato? Ricercatori con decenni di attività, dottorati di ricerca, master, specializzazioni non-mediche, PI di progetti nazionali e internazionali, e competenze altissime si trovano in una condizione salariale svantaggiata rispetto a qualsiasi altra figura del comparto sanità, e senza alcuna possibilità di crescita economica. Questo sistema si riflette inevitabilmente sui giovani colleghi, ai quali viene preclusa la possibilità di accedere a contratti dignitosi e pienamente tutelati.

La gravità della situazione è tale che il Ministero della Salute (che ringraziamo) ha inviato lo scorso giugno 2025 delle Note formali a tutte le Regioni e a tutti gli IRCCS pubblici e IZS, invitandoli a un utilizzo efficiente del budget e al rispetto delle linee della Corte dei Conti. Un richiamo rimasto lettera morta: nei bilanci preventivi del 2026 l’anomalia contabile persiste.

Per questo motivo, nei mesi scorsi l’associazione ARSI ha chiesto una verifica contabile ai Collegi dei Revisori dei Conti di alcune Regioni, mentre le sigle FP-CGIL di Lombardia, Campania e Lazio (che altresì ringraziamo https://fpcgil.lombardia.it/2026/05/07/aumenti-contrattuali-ricerca-sanitaria-lombardia-irccs-fp-cgil/) hanno inviato numerosi solleciti e diffide formali alle rispettive Regioni/amministrazioni, portando la questione anche all’attenzione dei Consigli Regionali tramite specifiche interrogazioni politiche (https://www.facebook.com/RicercatoriARSI/posts/arsi-ricercatori-in-sanit%C3%A0-italia-desidera-ringraziare-la-consigliera-regionale-/1387474670080905/). Ad oggi, tutto tace.

Di fronte a questo muro, riteniamo non più rimandabile porre pubblicamente alcune domande:
? Dove sono finiti i soldi destinati ai nostri stipendi? In quale voce dei bilanci regionali o dei singoli Istituti sono stati allocati, e per cosa sono stati effettivamente usati? Prima ancora di essere ricercatori/collaboratori di ricerca siamo cittadine e cittadini: per questo pretendiamo di sapere come vengano utilizzate le risorse pubbliche derivanti dalle nostre tasse, ma soprattutto ci domandiamo perché nessuno vigili sul corretto utilizzo di questi fondi.
? Perché non assistiamo a una mobilitazione compatta di tutte le sigle sindacali che hanno sottoscritto il CCNL Ricerca Sanitaria, anziché a iniziative di una singola sigla? In un contesto di grave e generale sofferenza del SSN, si ha l’impressione che la ricerca sanitaria pubblica, e chi la svolge, sia considerata la categoria sacrificabile per eccellenza. Forse si pensa che, rispetto ai colleghi dell’assistenza (sia del comparto che della dirigenza), chi lavora nella ricerca — già penalizzato da decenni di precariato atipico — possa continuare a subire passivamente? Si fa leva sul fatto che la ricerca sia una “missione” per evitare di pagare decorosamente chi, ogni giorno, la porta avanti?

La ricerca è un lavoro al pari degli altri. Siamo stanchi di essere oggetto di passerelle, convegni e titoloni sui giornali per i risultati scientifici raggiunti, per poi essere ignorati come categoria di lavoratrici e lavoratori. Non esiste terapia innovativa, né avanzamento della diagnostica, senza il nostro lavoro quotidiano. Meritiamo lo stesso rispetto, normativo ed economico, di tutto il resto del personale sanitario.

Chiediamo pertanto che tutte le Regioni e gli Istituti provvedano a quantificare ed allocare correttamente gli importi spettanti secondo la certificazione della Corte dei Conti a partire dal 2020. ARSI continuerà ad impegnarsi per mantenere alta l’attenzione e tutelare, in tutte le sedi necessarie, gli interessi del personale della ricerca sanitaria pubblica.

Il Consiglio Direttivo di ARSI (Associazione dei Ricercatori in Sanità Italia)

Il Consiglio Direttivo di ARSI

04 Giugno 2026

© Riproduzione riservata

Professioni sanitarie, prossimità delle cure e diritto di scelta: serve un chiarimento per il futuro del Ssn
Professioni sanitarie, prossimità delle cure e diritto di scelta: serve un chiarimento per il futuro del Ssn

Gentile Direttore,la recente sentenza del TAR Marche n. 752/26 sull’esercizio professionale dell’Igienista Dentale merita una riflessione che va oltre il caso specifico e che chiama in causa il ruolo delle...

Benessere psicologico: non un lusso, ma una infrastruttura per la salute e per il Paese
Benessere psicologico: non un lusso, ma una infrastruttura per la salute e per il Paese

Gentile Direttore,quando si parla di benessere psicologico, il primo rischio è l’equivoco. Nell’immaginario collettivo il termine “benessere” viene spesso associato a una condizione accessoria, soggettiva, quasi voluttuaria: stare meglio, sentirsi...

La visione “allucinata” della realtà della parte del Piano Nazionale Liste di attesa dedicata ai ricoveri programmati
La visione “allucinata” della realtà della parte del Piano Nazionale Liste di attesa dedicata ai ricoveri programmati

Gentile Direttore, ieri Qs ha messo a disposizione la bozza del nuovo Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA). Ho appena finito di scorrerla e mi è venuto...

Nelle parole del Presidente Mattarella, il saldo legame tra le celebrazioni della Repubblica e la Giornata dell’Infermiere
Nelle parole del Presidente Mattarella, il saldo legame tra le celebrazioni della Repubblica e la Giornata dell’Infermiere

Gentile Direttore, nella data del 2 giugno che ha celebrato i valori repubblicani, le parole pronunciate dal Capo dello Stato in occasione della Giornata internazionale dell’Infermiere, il 12 maggio scorso,...