Presentata a Milano la  legge di iniziativa popolare per rafforzare il Ssn

Presentata a Milano la  legge di iniziativa popolare per rafforzare il Ssn

Presentata a Milano la  legge di iniziativa popolare per rafforzare il Ssn

Si è Costituito il Comitato regionale a sostegno della legge di iniziativa popolare depositata in Cassazione e promossa da oltre 100 associazioni. Tra le richieste: finanziamento del Ssn al 7,5% del Pil, valorizzazione del personale, riduzione delle liste d’attesa, potenziamento dell’assistenza territoriale e tutela dell’universalità delle cure.

La battaglia per garantire il diritto alla salute per tutti, secondo quanto sancito dall’art. 32 della Costituzione e definito dalla Legge 833/78, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, cambia di passo: si è costituito infatti in Lombardia il Comitato Promotore Regionale a sostegno della legge di iniziativa popolare “Disposizioni per rendere effettivo il diritto alla salute mediante il rafforzamento del SSN e la valorizzazione del personale”, promossa da una rete nazionale di oltre 100 associazioni e realtà sociali e depositata in Cassazione il 27 aprile 2026.

Al Comitato Promotore Lombardo hanno dato adesione ad oggi CGIL, ACLI, ARCI, Medicina Democratica, UDU, Auser, Federconsumatori Lombardia, Libera. Gli obiettivi della legge sono stati illustrati nel corso di una Conferenza Stampa alla casa della Cultura, a cui hanno preso parte Monica Vangi CGIL Lombardia, Marco Caldiroli Medicina Democratica, Vittorio Agnoletto Osservatorio Salute, Andrea Villa ACLI, Giulia Papandrea UDU, Unione degli Universitari, Lorenzo Frigerio LIBERA.

Rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale, garantire il diritto alla salute, valorizzare il personale sanitario e sociosanitario, intervenire sulle principali criticità che oggi mettono a rischio universalità, equità e uguaglianza di accesso alle cure: questi gli obiettivi fondamentali che nascono da un percorso di confronto e approfondimento durato oltre due anni, con il contributo di esperti e soggetti sociali, a partire dalla consapevolezza della crisi che attraversa il Servizio Sanitario Nazionale: riduzione progressiva delle risorse, carenza di personale, aumento insostenibile delle liste d’attesa, difficoltà nell’assistenza territoriale e nella presa in carico delle persone non autosufficienti.

Nello specifico sui diversi punti si chiede: per le risorse da mettere a disposizione il finanziamento del fondo sanitario nazionale non inferiore al 7,5% del Pil; per il personale la valorizzazione economica e professionale; per il territorio lo sviluppo delle strutture di prossimità e la riduzione drastica dei tempi di attesa e interventi specifici per la non autosufficienza.

Ma la legge di iniziativa popolare pone anche condizioni specifiche secondo cui le disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata non si applicano alle funzioni relative alla materia “tutela della salute”; la sostenibilità del SSN non può essere garantita attraverso il secondo pilastro; quindi, il SSN deve fornire tutte le prestazioni previste dai Livelli Essenziali di Assistenza, che non possono in alcun modo essere delegati ad assicurazioni, fondi o mutue.

La legge di iniziativa popolare prevede inoltre il rafforzamento dei servizi territoriali, con alcuni interventi quali ad esempio: un Programma straordinario nazionale di azione per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e la tutela della salute nei luoghi di lavoro;  l’aumento dell’assistenza domiciliare fino ad assistere il 30% degli over 65 entro il31/12/2028;deve inoltre essere garantito l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica in ogni distretto sanitario; un programma di educazione sessuo-affettiva dalla scuoladell’infanzia; attivazione in tutta Italia dellepolitiche di riduzione del dannoper chi ha unadipendenza; garanzia della continuità assistenziale presso la medesima struttura per lepersone affette da patologie croniche.

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05 Giugno 2026

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