Oncologia in Emilia-Romagna. Moscetti (Aiom) “Una delle eccellenze del Paese”. Rete, ricerca e Pdta alla base dell’assistenza
Organizzazione consolidata, integrazione tra assistenza e ricerca e collaborazione tra professionisti. Il Coordinatore Aiom Emilia-Romagna evidenzia i punti di forza del modello emiliano-romagnolo e le iniziative Aiom per il futuro
L’Emilia-Romagna si conferma tra le realtà più avanzate del Paese nell’organizzazione dell’assistenza oncologica. Un sistema costruito negli anni attraverso una rete regionale strutturata, percorsi condivisi e una forte integrazione tra attività clinica e ricerca, che oggi rappresenta un modello di riferimento anche per altre regioni italiane. A delineare il quadro è Luca Moscetti, Coordinatore Aiom Emilia-Romagna, oncologo medico dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena, che sottolinea come l’omogeneità dell’assistenza e la collaborazione tra professionisti siano tra i principali punti di forza del sistema regionale.
“Il modello di organizzazione dell’assistenza oncologica nella Regione Emilia-Romagna è ben strutturato. Ormai c’è un’omogeneità per quanto riguarda il sistema di assistenza e di cure, ben radicato in questa regione che fa un po’ da capofila e da modello per le varie regioni italiane”, afferma Moscetti. “L’assistenza oncologica in Emilia-Romagna rappresenta una delle eccellenze del nostro Paese”.
Secondo il coordinatore regionale Aiom, uno degli elementi distintivi del sistema emiliano-romagnolo è la capacità di integrare assistenza altamente specializzata e ricerca clinica. “Molta attività di ricerca si associa all’assistenza stessa, migliorando sempre di più la possibilità di avere cure precise, mirate e aggiornate”, spiega. Un approccio che contribuisce a rendere l’offerta assistenziale sempre più innovativa e aderente alle evoluzioni della pratica oncologica.
A favorire questo modello è anche una rete professionale particolarmente coesa. “L’associazione di oncologia medica è rappresentata a tutti i livelli e in tutte le province dell’Emilia-Romagna”, osserva Moscetti. Una presenza diffusa che ha favorito “una forte possibilità di collaborazione fra le varie strutture”, consentendo lo scambio di esperienze, competenze e progetti di ricerca, compresi studi clinici innovativi destinati a orientare il futuro delle cure oncologiche.
Tra i punti di forza indicati dal coordinatore Aiom figura, inoltre, la valorizzazione delle eccellenze presenti sul territorio. “Best practice sono presenti in realtà in ogni provincia. Ogni provincia può avere la sua eccellenza riguardo a una determinata specialità”, sottolinea. In questo percorso un ruolo determinante è stato svolto dalla rete oncologica regionale, che ha contribuito ad allineare ulteriormente le diverse strutture attraverso il lavoro dei tavoli tecnici e il coinvolgimento degli specialisti nei processi di programmazione.
Uno dei risultati più evidenti di questa evoluzione è rappresentato dal consolidamento dei Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali. “Sono ormai ben strutturati i percorsi di Pdta, non solo locali ma anche a livello regionale”, evidenzia Moscetti. Strumenti che consentono di uniformare l’assistenza per le diverse patologie oncologiche, migliorando la qualità delle cure e contribuendo allo stesso tempo a un utilizzo più efficiente delle risorse disponibili.
Accanto ai numerosi punti di forza, emerge anche una sfida sempre più rilevante per il sistema sanitario: quella della sostenibilità. Lo stesso Moscetti richiama la necessità di continuare a coniugare qualità dell’assistenza e uso appropriato delle risorse, soprattutto in una fase in cui la tenuta economica del Servizio sanitario nazionale rappresenta una delle principali preoccupazioni per tutti gli attori del sistema.
Sul fronte associativo, Aiom Emilia-Romagna continua a collaborare attivamente con la Regione sia nell’ambito della rete oncologica sia attraverso iniziative di confronto istituzionale.
Particolarmente intenso è l’impegno sul versante formativo. “Aiom ha condotto molti eventi di formazione che hanno stimolato la presenza di molti oncologi della regione”, ricorda Moscetti. Attività che non coinvolgono soltanto gli specialisti in oncologia, ma promuovono un confronto multidisciplinare con altre figure professionali. Tra i temi affrontati figurano, ad esempio, le malattie interstiziali correlate ai nuovi trattamenti oncologici, con il coinvolgimento degli pneumologi, e le iniziative di prevenzione legate al contrasto del tabagismo.
La prevenzione rappresenta infatti uno degli ambiti su cui l’associazione intende investire maggiormente. In collaborazione con la Società Italiana di Pneumologia, Aiom Emilia-Romagna ha già partecipato alle iniziative organizzate in occasione della Giornata mondiale senza tabacco e sta lavorando a progetti educativi rivolti alle scuole primarie e secondarie.
Accanto alla prevenzione, l’associazione ha dedicato particolare attenzione a temi oggi centrali nel dibattito oncologico, come la survivorship, la multidisciplinarietà, il ruolo dei Pdta e la sostenibilità delle cure. Proprio su quest’ultimo aspetto Aiom Emilia-Romagna ha promosso un confronto con gli economisti della Bologna Business School, nell’ottica di individuare modelli organizzativi in grado di garantire innovazione e sostenibilità.
Guardando al futuro, conclude Moscetti, Aiom continuerà a lavorare al fianco della Regione per rafforzare ulteriormente l’assistenza e la ricerca oncologica, promuovendo allo stesso tempo iniziative formative e progetti di educazione sanitaria rivolti non solo ai professionisti, ma anche alla popolazione, con particolare attenzione ai fattori di rischio e alla prevenzione delle patologie oncologiche.
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