Il ministro della Salute Orazio Schillaci ha partecipato questa mattina alla cerimonia di riapertura del Museo dell’Istituto Superiore di Sanità. All’evento erano presenti il presidente dell’ISS, Rocco Bellantone, il Direttore generale, Andrea Piccioli, e il Direttore del Museo, Antonio Mistretta.
La riapertura segna un nuovo passaggio per uno spazio dedicato alla memoria scientifica, alla ricerca e alla divulgazione, con l’obiettivo di rendere più accessibile il patrimonio dell’Istituto a pubblici diversi.
Nel suo intervento, Schillaci ha sottolineato il valore storico e culturale del Museo. “Queste sale custodiscono con grande cura e attenzione la memoria del passato. Ma non solo”, ha detto il Ministro. Il Museo, ha ricordato, non è soltanto un luogo di conservazione, ma uno spazio capace di collegare la storia della sanità pubblica con le sfide contemporanee e future.
Un Museo che guarda a giovani, scuole e futuro
Il Ministro ha evidenziato in particolare la capacità del Museo di rivolgersi ai giovani e al mondo della scuola. “Questo Museo dialoga soprattutto con il presente e con il futuro grazie alla capacità che ha di parlare ai giovani, alle scuole, di rappresentare un importante polo per la diffusione della cultura scientifica”, ha affermato Schillaci. La riapertura è accompagnata da un ampliamento dell’offerta culturale e didattica, pensata per rafforzare il ruolo del Museo come luogo di educazione scientifica e di avvicinamento alla ricerca.
I visitatori troveranno nuovi contenuti e strumenti di fruizione più accessibili, all’interno di un impianto progettato per dialogare con pubblici diversi. L’obiettivo è rendere il percorso museale più inclusivo e capace di raccontare in modo chiaro il ruolo dell’Istituto Superiore di Sanità nella tutela della salute pubblica, nella ricerca e nella produzione di conoscenze scientifiche.
Schillaci ha definito il Museo un luogo simbolico all’interno dell’Istituto Superiore di Sanità. “Questo Museo, incastonato come un piccolo gioiello nella sede dell’Istituto Superiore di Sanità, ci ricorda, come nessun altro, l’importanza della ricerca, la necessità di dare risposte che siano fondate sulla scienza per preservare la salute dei cittadini”, ha dichiarato.
Il Ministro ha quindi richiamato il ruolo delle istituzioni nella promozione di risposte basate sulle evidenze scientifiche. “Un compito che, come Istituzioni, stiamo portando avanti con impegno e rigore”, ha concluso Schillaci.
“È con particolare soddisfazione che oggi riapriamo il Museo, restituendolo alla comunità scientifica e al Paese in una forma rinnovata, capace di interpretare il presente e di dialogare con il futuro – ha affermato il presidente dell’Iss Rocco Bellantone -. Un museo scientifico, oggi, non può limitarsi a conservare: deve rendere intellegibile la complessità, orientare lo sguardo, contribuire alla costruzione di una cittadinanza informata”.
L’allestimento amplia l’offerta culturale e didattica con nuovi contenuti, strumenti di fruizione più accessibili e un impianto pensato per dialogare con pubblici diversi, dalle scuole ai visitatori interessati alla storia della sanità pubblica. “In un’epoca nella quale siamo sommersi da informazioni che invecchiano nel tempo di uno scorrimento sullo schermo di uno smartphone, un museo ci ricorda una verità quasi rivoluzionaria: il sapere richiede tempo, metodo, memoria – ha ricordato il direttore generale dell’Iss Andrea Piccioli -. La mostra sull’amianto ci ricorda che la prevenzione è vittima del proprio successo. Quando funziona, sembra che non serva. Quando manca, è ormai troppo tardi”.
Tra le principali novità figura l’installazione virtuale dedicata alle diciassette tavole miologiche attribuite ad Antonio Canova, custodite in originale presso la Biblioteca dell’Istituto. Grazie alla digitalizzazione in alta definizione, le tavole possono essere esplorate nei dettagli anatomici e grafici, consentendo una lettura ravvicinata del disegno e della costruzione del corpo umano, ed è possibile vedere in quali opere sono stati poi utilizzati gli studi.
A rendere il progetto particolarmente innovativo è la sonificazione delle tavole. Parametri visivi come linee, volumi, intensità del tratto e distribuzione delle forme vengono tradotti in elementi sonori, generando per ciascun disegno una traccia audio specifica. Le tavole possono così essere non solo osservate, ma anche ascoltate, attraverso una restituzione acustica che amplia la comprensione dell’immagine e trasforma la visita in un’esperienza percettiva più ricca. La sonificazione è pensata soprattutto per rendere il patrimonio più accessibile alle persone con disabilità visive, ma rappresenta anche una nuova modalità di fruizione per l’intero pubblico.
Accanto a questa dimensione artistica e tecnologica, il nuovo percorso ospita una sezione dedicata all’amianto, che affronta una delle vicende più complesse della storia sanitaria e ambientale italiana, realizzata in collaborazione con il ministero della Salute. Documenti, reperti, materiali didattici e contenuti audiovisivi raccontano l’impatto dell’esposizione all’amianto su territori, comunità e luoghi di lavoro, trasformando la memoria del rischio in uno strumento di educazione alla salute e di riflessione civile. La riapertura coincide anche con la nascita di ISS LAB, un nuovo spazio interno concepito come piccola agorà scientifica.
“Con questo nuovo corso – ha affermato il direttore del Servizio Comunicazione Scientifica e del Museo Antonio Mistretta -, il Museo dell’Istituto Superiore di Sanità rafforza il proprio ruolo di luogo in cui il patrimonio scientifico incontra la responsabilità pubblica, offrendo alla città e al Paese un itinerario che unisce memoria del passato, comprensione del presente e attenzione al futuro della salute collettiva”.