Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse.  Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil

Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse. Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil

Cinque anni dopo il Covid la spesa sanitaria resta sopra i livelli pre-pandemia in quasi tutta l’Ocse.  Italia invece perde terreno e arretra all’8,4% del Pil

Secondo i dati di OECD Health Statistics 2026, nel 2025 la spesa sanitaria (sia pubblica che privata) media dei Paesi Ocse raggiunge il 9,4% del Pil, contro l'8,8% del 2019. L'Italia, invece, scende dall'8,7% all'8,4%, in controtendenza rispetto alla media internazionale. Crescono soprattutto Austria, Corea del Sud, Polonia e Repubblica Ceca, mentre Germania, Francia e Stati Uniti mantengono livelli di spesa molto elevati.

A cinque anni dall’emergenza pandemica, la spesa sanitaria continua a rappresentare una quota dell’economia superiore rispetto all’era pre-Covid nella quasi totalità dell’area Ocse. È quanto emerge dai dati di OECD Health Statistics 2026, che mostrano come nel 2025 la spesa sanitaria media dei Paesi membri si attesti al 9,4% del Pil, in aumento rispetto all’8,8% registrato nel 2019. Dopo il picco del biennio 2020-2021, quando il rapporto aveva raggiunto circa il 9,6% del Pil a causa sia dell’aumento della spesa sanitaria sia della contrazione del prodotto interno lordo, la quota si è ridotta nel 2022-2023, per poi tornare a crescere nel 2024 e nel 2025.

Il confronto con il periodo pre-pandemico evidenzia però traiettorie molto diverse tra i principali Paesi.

L’Italia rappresenta uno dei casi più significativi. Nel 2019 la spesa sanitaria (sia pubblica che privata) era pari all’8,7% del Pil, mentre nel 2025 si ferma all’8,4%, risultando quindi inferiore ai livelli precedenti alla pandemia. Un andamento in controtendenza rispetto alla media Ocse e coerente con il progressivo rientro della spesa pubblica sanitaria sul Pil osservato negli ultimi anni.

Tra le grandi economie europee, la Germania passa dall’11,2% del Pil nel 2019 all’11,6% nel 2025, confermandosi tra i sistemi che investono di più nella sanità. Anche la Francia registra un incremento, dall’11,1% all’11,3%, mantenendo una quota stabilmente superiore all’11% del Pil.

Gli Stati Uniti restano nettamente il Paese con la maggiore incidenza della spesa sanitaria sull’economia: dal 16,7% del Pil nel 2019 salgono al 16,9% nel 2025, pur lontani dal massimo raggiunto durante la pandemia.

Tra gli altri grandi Paesi europei, la Spagna cresce leggermente dal 9,1% al 9,2%, mentre il Regno Unito aumenta in misura più marcata, passando dal 9,7% al 10,8%, anche se il dato riflette una dinamica particolarmente influenzata dagli anni successivi alla pandemia.

Molto sostenuta la crescita in alcuni Paesi dell’Europa orientale e dell’Asia. La Corea del Sud aumenta dal 7,1% all’8,4% del Pil, la Polonia dal 6,3% al 7,1%, la Repubblica Ceca dal 7,4% all’8,4%, mentre l’Austria supera l’11%, passando dal 10,5% all’11,2%.

Non tutti, però, hanno consolidato gli incrementi registrati durante l’emergenza sanitaria. Oltre all’Italia, anche Danimarca (dal 10,1% al 9,6%), Norvegia (dal 9,6% all’8,9%) e Irlanda (dal 6,7% al 6,3%) presentano nel 2025 un’incidenza della spesa sanitaria sul Pil inferiore a quella del 2019.

Nel complesso, il quadro Ocse mostra che la pandemia ha modificato in modo permanente il livello medio delle risorse destinate alla sanità. Pur essendosi ridotto rispetto ai picchi del 2020-2021, il rapporto tra spesa sanitaria e Pil rimane oggi superiore ai valori pre-Covid. L’Italia rappresenta invece una delle principali eccezioni: dopo l’aumento registrato negli anni dell’emergenza, il peso della sanità sull’economia è tornato sotto il livello del 2019, collocandosi anche al di sotto della media Ocse, che continua invece a rafforzarsi.

L.F.

28 Luglio 2026

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