Morbillo. Ecdc: 2.339 casi in un anno nell’Ue/See, Italia prima con 640. Il 73% dei casi non era vaccinato
Tra agosto 2025 e luglio 2026 segnalati 2.339 casi, l’86% confermati in laboratorio. L’Italia registra il numero più alto, seguita da Bulgaria e Romania. Solo quattro Paesi nel 2024 hanno raggiunto una copertura di almeno il 95% con entrambe le dosi. In Italia copertura al 95% per la prima dose e all’84% per la seconda. 81 invece i casi di Rosolia segnalati
Sono 2.339 i casi di morbillo segnalati nell’Ue/See tra il 1° agosto 2025 e il 31 luglio 2026, di cui 2.012, pari all’86%, confermati in laboratorio. L’Italia è il Paese che ne ha registrato il maggior numero, con 640 casi, pari al 27,4% del totale, seguita da Bulgaria con 502, Romania con 310, Spagna con 243 e Francia con 174.
Nel periodo considerato, sette Paesi – Croazia, Grecia, Ungheria, Malta, Slovenia, Finlandia e Liechtenstein – non hanno segnalato alcun caso. Il tasso medio di notifica nell’Ue/See è stato di 5,1 casi per milione di abitanti. Valori superiori alla media sono stati registrati in Bulgaria (78,0), Lettonia (26,3), Romania (16,3), Italia (10,9), Estonia (7,3), Cipro (7,1), Belgio (5,4) e Lituania (5,2).
Tasso di notifica del morbillo (per milione di abitanti) per paese UE/SEE, dal 1° agosto 2025 al 31 luglio 2026.
A luglio 118 casi, 29 in Italia Nel solo mese di luglio 2026, 29 Paesi hanno fornito dati sul morbillo. Tredici hanno segnalato complessivamente 118 casi, mentre 16 non ne hanno registrato alcuno. Il maggior numero è stato riportato dalla Bulgaria, con 61 casi, seguita dall’Italia con 29, da Spagna e Polonia con sette ciascuna e dal Belgio con quattro. Complessivamente, il numero dei casi è diminuito rispetto al mese precedente. L’Ecdc precisa tuttavia che il dato potrebbe subire variazioni in caso di futuri aggiornamenti retrospettivi.
La maggior parte dei casi acquisita attraverso la trasmissione locale Dei 2.339 casi registrati nei 12 mesi, 222, pari al 9,5%, sono stati classificati come importati, con esposizione avvenuta al di fuori del Paese che ha effettuato la segnalazione. Altri 163 casi (7%) erano stati acquisiti localmente ma appartenevano a una catena di trasmissione collegata a un caso importato. I casi acquisiti localmente sono stati 929 (39,7%), mentre per 1.025 (43,8%) lo stato di importazione era sconosciuto.
Complessivamente, in 10 Paesi almeno il 50% del totale dei casi segnalati era importato o correlato all’importazione. Sebbene la proporzione di casi importati vari da Paese a Paese, la maggior parte dei casi nell’Ue/See ha contratto il morbillo attraverso una trasmissione locale o comunitaria all’interno del Paese di segnalazione
Più colpiti i bambini più piccoli Dei 2.339 casi con età nota, 669 (28,6%) riguardavano bambini sotto i cinque anni, mentre 1.197 (51,2%) persone di almeno 15 anni. I tassi di notifica più elevati sono stati osservati nei bambini sotto un anno, con 59,3 casi per milione, e nella fascia tra uno e quattro anni, con 28,6 casi per milione.
I bambini sotto un anno, evidenzia l’Ecdc, sono particolarmente vulnerabili al morbillo e alle sue complicanze. La loro migliore protezione deriva da un elevato livello di immunità nella popolazione, poiché nella maggior parte dei Paesi dell’Ue/See la prima dose di vaccino contenente il virus del morbillo viene somministrata dopo i 12 mesi.
Il 73,1% dei casi con stato vaccinale noto non era vaccinato In totale, 260 casi, pari all’11,2%, presentavano uno stato vaccinale sconosciuto. Tra i 2.052 casi per i quali erano noti sia l’età sia lo stato vaccinale, 1.501 (73,1%) non erano vaccinati, 325 (15,8%) avevano ricevuto una dose di vaccino contenente il virus del morbillo, 184 (9%) due o più dosi e 41 (2%) un numero sconosciuto di dosi.
Nella fascia tra uno e quattro anni, su 442 casi segnalati, 317 (71,7%) riguardavano bambini non vaccinati; 106 (24%) avevano ricevuto una dose, sette (1,6%) due o più dosi e otto (1,8%) un numero sconosciuto di dosi.
Nei dodici mesi considerati nessun Paese ha segnalato all’Ecdc decessi attribuibili al morbillo.
Coperture ancora sotto l’obiettivo. In Italia seconda dose all’84% L’Ecdc sottolinea che la copertura vaccinale contro il morbillo rimane subottimale in molti Paesi. Per il morbillo è raccomandata una copertura sostenuta di almeno il 95% con due dosi a tutti i livelli subnazionali.
Le più recenti stime Oms-Unicef, relative al 2024, mostrano che soltanto quattro Paesi dell’Ue/See – Cipro, Ungheria, Islanda e Portogallo – hanno raggiunto una copertura di almeno il 95% sia con la prima sia con la seconda dose.
Nell’intera Ue/See la copertura nel 2024 si attestava al 93,8% per la prima dose e all’87,8% per la seconda. In Italia era pari rispettivamente al 95% e all’84%.
Per raggiungere l’obiettivo di eliminazione, evidenzia l’Ecdc, molti Paesi devono quindi migliorare in modo duraturo la copertura dei programmi di immunizzazione infantile di routine e colmare le lacune immunitarie tra adolescenti e adulti che in passato hanno perso opportunità di vaccinazione.
L’Ecdc richiama inoltre la necessità di garantire che prima e seconda dose siano somministrate ai bambini nei tempi previsti dai calendari nazionali e di identificare e vaccinare, nell’ambito dei programmi di recupero, i soggetti idonei, tra cui adolescenti e giovani adulti non immuni. Tra le altre indicazioni figurano una sorveglianza di alta qualità, la capacità di individuare precocemente e controllare le epidemie, la verifica dello stato vaccinale soprattutto prima dei viaggi e la completa vaccinazione degli operatori sanitari.
Rosolia, 81 casi in un anno Il rapporto aggiorna anche il quadro della rosolia. Nel luglio 2026 sono stati segnalati otto casi in tre Paesi – Germania, Italia e Polonia –, mentre 24 Paesi non hanno riportato alcun caso. Il numero è aumentato rispetto al mese precedente, ma anche in questo caso i dati potrebbero essere modificati da successivi aggiornamenti retrospettivi.
Tra il 1° agosto 2025 e il 31 luglio 2026, 29 Stati membri dell’Ue/See hanno segnalato complessivamente 81 casi di rosolia. Il maggior numero è stato registrato in Polonia, con 63 casi, seguita da Germania e Italia con sette ciascuna e Francia con due. L’Ecdc invita tuttavia a interpretare con cautela il dato polacco, perché solo uno dei 63 casi è stato confermato in laboratorio. Nessun Paese ha segnalato decessi attribuibili alla rosolia nel periodo considerato.
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